"Joseph Weydemeyer Pioniere del socialismo in America 1851-1866" Karl Obermann

Joseph Weydemeyer, tedesco di Westfalia, già ufficiale d'artiglieria nell'esercito prussiano, aderisce nel 1846 alla Lega dei Comunisti diretta da Marx ed Engels e con loro partecipa alla rivoluzione tedesca ed europea del 1848-1849, dirigendo un gior

nale. Sconfitta la rivoluzione, soppresso il giornale, perseguitato, espatria con la famiglia e nel novembre 1851 approda a New York.

Nel Nuovo Mondo, già avviato sulla strada di una imponente industrializzazione, si mette subito al lavoro per influenzare in senso marxista le associazioni politiche e sindacali create dagli esuli e dagli immigrati tedeschi. Fonda un giornale socialista, Die Revolution, e pubblica nel 1852 la prima opera di Marx stampata sul suolo americano: « I diciotto brumaio di Luigi Bonaparte ».

Fallito per la scarsità dei sostegni questo primo esperimento di giornale politico operaio, non si perde d'animo e s'adopera per quindici anni - da New York a Milwaukee, da St. Louis a Chicago - a fornire un orientamento teorico e politico al giovane movimento operaio americano. Pubblica sui giornali ai quali collabora articoli di Marx, di Engels e suoi saggi che « popolarizzano », nel senso migliore del verbo, le scoperte scientifiche marxiste. Tiene conferenze, organizza associazioni e circoli operai, si batte sul terreno politico e sindacale per un preciso obiettivo: una organizzazione politica indipendente della classe operaia.

Quando, nel 1861, inizia la Guerra Civile americana egli è a New York: sa che lo schiavismo è un freno allo sviluppo della classe operaia americana. Si arruola nell'esercito dell'Unione e per quattro anni si batte, nel Missouri, contro i Confederati.

Ritornato all'attività politica, la morte ne interrompe l'opera di diffusione dell'organizzazione e dei principi della Prima Internazionale Operaia.