Il nome di Luigi Mongini è legato al primo tentativo operato in Italia di una pubblicazione sistematica degli scritti di Marx ed Engels allora conosciuti. Lui come editore ed Ettore Ciccotti quale curatore danno vita, a partire dal 1899, a una numerosissima e pluriennale serie di dispense quindicinali con le quali intendevano tradurre e rendere disponibile al pubblico italiano « tutti gli scritti di Marx, di Engels, di Lassalle ». Patrocinatore del giornale satirico socialista l'Asino di Podrecca e Galantara dalla sua fondazione, quindi editore o gestore di numerosi altri giornali socialisti; amministratore
del quotidiano nazionale del PSI, l'Avant/l, dalla fondazione (1895) e nel 1906-1909 anche amministratore del Partito, Mongini diviene editore in proprio nel 1899.
Il suo percorso editoriale è breve, dieci anni, ma fitto di pubblicazioni: 36 opere di Marx ed Engels, tra le quali l'inizio del 11° e 111° libro del Capitale, 29 di Lassalle e 171 di altri autori, comprese opere di grande respiro come La Rivoluzione francese di Jean Jaurès, la Storia della democrazia sociale tedesca di Franz Mehring, la Rivoluzione francese di Thomas Carlyle, oltre a periodici socialisti di diversa diffusione e carattere.
Mongini non ci ha lasciato scritti né tracce significative del suo percorso politico; non fu un politico né tantomeno un teorico, ma la scelta di pubblicare le opere di Marx ed Engels per diffondere e affrontare il marxismo come « disciplina educatrice de' metodi di cultura e di studio» è sufficiente, in un'Italia pressoché scevra di questa tradizione, a distinguere il Mongini dal restante e prevalente carattere del socialismo italiano dell'epoca. Mongini arriva a intuire la necessità della teoria e di una sua diffusione. Altri non arrivarono a tanto.
E il socialismo a cui approderanno, non incarnato da quelle, voterà così il proletariato italiano a un ancora lungo cammino sulla via della sua emancipazione.