Kautsky sul rapporto tra condizioni economiche delle famiglie e incremento della popolazione
"Similmente la pensava il Doubleday. Nel suo lavoro: 'La legge dì popolazione' (Londra 1846) egli esprime la opinione che la fecondità stia in rapporto inverso colla nutrizione. L'alimentazione copiosa, dic'egli, limita l'aumentarsi della popolazione, mentre all'incontro l'alimentazione scarsa e manchevole eccita e dispone alla fecondità. «Sia quaI si vuole il limite della naturale forza generativa di una unione, essa diminuirà sempre quando si troverà in condizioni pletoriche, mentre in condizioni opposte essa sarà portata al suo massimo sviluppo, e ciò in relazione esatta colla forza e col benessere concesso da queste condizioni, e dato che esse non si spingano al punto da cagionare la morte dell'animale o della pianta». Indi il Doubleday spiega il supposto fenomeno della diminuzione delle classi ben nutrite e dell'aumento rapido del proletariato. Le piante in terreno troppo grasso non danno frutti, e gli animali ingrassati non sono prolifici. Ei porta ad esempio il decremento della popolazione inglese nel XV e XVI secolo, che dev'essere stato cagionato dall'eccesso di forte nutrizione che allora godevano i lavoratori. A siffatta opinione s'accostò il Fourier, che prescrisse quattro mezzi al fine di preservare il 'falanstero' dalla sopra-popolazione, il 'costume fanerogamo', l''esercizio integrale', la 'forza delle donne' e il 'regime gastrofisico'. Il buon nutrimento è contrario alla fecondità, e le donne devono essere fisicamente robuste, perchè le deboli sono quelle che producono il maggior numero di figli. Anche Carlo Marx mostra d'essere seguace di questa teoria che egli professa però soltanto nella prefazione. «In realtà non solo il numero delle nascite e delle morti ma anche la quantità assoluta delle famiglie sta in rapporto inverso colla quantità dei mezzi di sussistenza di cui ponno disporre le varie classi lavoratrici. Questa legge della società capitalistica non avrebbe senso fra i selvaggi e anche fra le colonie civilizzate». E nella nota egli cita Laing: «Se il mondo si trovasse in condizione agiata, esso diverrebbe ben tosto spopolato» (1). Non si può dissimulare che dove domina la povertà l'aumento della popolazione è assai grande. Il rapporto delle nascite nel circondario di Oppeln in Slesia nel 1849 era di 1 : 19,97, vale a dire che per ogni 1997 uomini si avevano 100 nati, mentre in Sassonia che anch'essa ha un rapido aumento di popolazione, dal 1840 al 1849 si aveva il rapporto di 1 : 24,46. Wirchow osserva intorno a questo rapido aumento: «Come l'operaio inglese nella profonda abiezione e nella più completa privazione di ogni gioia spirituale, conosce due fonti di godimento la crapula e il coito; così anche la popolazione dell'alta Slesia fino a pochi anni or sono aveva concentrato tutti i suoi desiderii, tutte le sue aspirazioni in queste due cose. L'acquavite e il godimento sessuale dominavano sovranamente ne' suoi costumi; e si spiega con ciò agevolmente come la popolazione avesse guadagnato di numero quanto avea perduto di forza fisica e di continenza morale. Si ripeté in essa quel che da lungo tempo sì sa dei lavoratori di fabbrica che immigrano in Inghilterra» (2)" [(1) C . Marx . Il Capitale, pag. 669; (2) Archivio di anatomia patologica. II, pag. 306 - Wappaus, Op. cit., I, pag. 303] (pag 214-215-216) LEGGERE in: Carlo Kautsky, 'Socialismo e malthusianismo. L'influenza dell'aumento della popolazione sul progresso sociale', Roma, 1969 ca., reprint  Milano, 1884] [Versione digitale su richiesta] [ISC Newsletter N° 76] ISCNS76DIGIT