Genova: il ruolo del Magistrato dei Padri del Comune Conservatori del Porto e dei Moli
BOSCASSI Angelo, Il Magistrato dei Padri del Comune Conservatori del Porto e dei Moli (1291-1797). STABILIMENTO FRATELLI PAGANO. GENOVA. 1912 pag 80 8° grande  presentazione, elenco cronologico dei Padri del Comune; elenco alfabetico dei Padri del Comune. ['Dopo il periodo delle invasioni barbariche e del governo dei Conti, istituito da Carlomagno, sorsero in Genova le Compagne, ossia aggregati di famiglie di cittadini, riunite col vincolo della mutua difesa contro il nemico o le prepotenze dei Conti, o dei Marchesi messi al governo dei confini della Marca. La Compagna precedette il Comune, perché questo ebbe vita dall'associazione delle Compagne. A capo di queste, ciascuna delle quali deliberava le sue leggi con pubblico parlamento, stava il Console rappresentante il potere esecutivo. Egli, nell'assumere l'ufficio, doveva giurare l'osservanza del Breve o Statuto. D questo regime non si hanno notizie certe che a datare dal 1100, cioè dalla serie dei Consoli conservataci dagli annali del Caffaro e dei suoi continuatori. Dapprima i Consoli furono 4 perchè 4 furono le prime Compagne di Genova; indi il numero dei Consoli si accrebbe fino a 10, dividendosi i Consoli dello Stato da quelli dei placiti: i primi preposti al governo della cosa pubblica; i secondi dall'amministrazione della giustizia. Le Compagne di Genova furono dapprima, come si disse, in numero di 4, poi di 7, denominate dalla regione in cui rispettivamente era diviso il Comune, cioè: Castello, S. Lorenzo, Macagnana, Piazzalunga, Porta, Soziglia, Portanova: infine si aggiunge l'ottava Compagna intitolata dal Borgo, fuori cinta. Cresciuti i cittadini in ricchezza, e quindi aumentate le ambizioni, si venne al rivolgimento del governo dai Consoli al Podestà forastiero nel 1217, e da questo nel 1257 ai Capitani del popolo, che governarono fino al 1339, anno in cui Simone Boccanegra assunse i titolo di Dux ed ebbe principio la serie dei Dogi popolari a vita, durata con varii intervalli di soggezioni straniere fino alla riforma di Andrea Doria del 1528, in cui iniziò la serie dei Dogi biennali, continuata fino a cadere della Repubblica nel 1797. Se nei primi tempi la somma del governo era accentrata, come si disse, in pochi, di mano in mano che il Comune acquistava vigore all'interno e preponderanza al difuori, si sentì il bisogno di suddividere i servizi pubblici e di preporre altrettanti Magistrati al governo degli affari: cosicché ne nacquero i massari del Comune, i clavigeri, gli ufficiali di credenza, l'ufficio di Gazaria, i Padri del Comune, ecc. Quest'ultimo Magistrato sorto dapprima col nome di 'Salvatores portus et moduli', aveva fra le sue principali mansioni: la conservazione e il miglioramento del porto, la costruzione dei moli e degli scali per l'approdo delle navi, il governo delle acque pubbliche, la pulizia dei rivi e dei fossati che che sboccavano in porto. Successivamente, per l'aggiunta di nuove e svariate attribuzioni, s'intitolò dai 'Patres Communis Conservatores portus et moduli', formando come la magistratura che sopraintendeva, oltreché al porto ed affari connessi, alla costruzione e restauro del pubblico acquedotto e delle cisterne, alla pulizia e mantenimento delle strade; aveva la sorveglianza di tutte le corporazioni d'arti e mestieri della Città, e l'autorità di giudicare le differenze sulla proprietà dei siti pubblici delle due riviere e di là dai Giovi, non che le cause dei negozii fatti per mezzo di pubblici mediatori; in altri termini questo Magistrato, che formava uno dei tanti rami di governo, per la specialità dei servizii di polizia, d'edilizia e d'igiene locali, cui disimpegnava, aveva molta analogia colle Amministrazioni Comunali di oggidì' (pag 3-5)] [ISC Newsletter N° 96] ISCNS96TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]