Da 'Beati i poveri' a 'Beati i poveri di spirito': il cristianesimo primitivo e la sua base sociale
DONINI Ambrogio, La basi sociali del cristianesimo primitivo. Corso pareggiato di "Storia del Cristianesimo" tenuto nell'anno accademico 1945-1946. Appunti raccolti da Ivia Serra e Franca Borrozzino. EDIZIONI DELL'ATENEO - UNIVERSITA' DI ROMA. ROMA. 1946 pag 127 8° (F)  introduzione, dati bibliografici. ['Studiare le basi sociali del Cristianesimo vuol dire vedere in mezzo a quali ambienti, a quali strati sociali (mercanti, artigiani, contadini, schiavi, ecc.) è nata la predicazione evangelica in Palestina; in mezzo a quali gruppi sociali si è diffusa nel mondo mediterraneo e in che modo i rapporti economici e sociali si sono riflessi nel movimento religioso cristiano. Ciò non significa diminuire l'importanza di questa ideologia, o ridurla alle cause economiche e sociali che l'hanno determinata; una volta che un'idea, sorta in determinati ambienti, è divenuta strumento di una massa umana, essa acquista a sua volta una forza autonoma e agisce sui rapporti sociali, spesso addirittura modificandoli. I gruppi ereticali del medio evo, difatti, o le correnti mistiche del dugento, erano movimenti che sorgevano sulla base di vasti spostamenti economici e sociali, delle aspirazioni dei contadini servi della gleba all'indipendenza e alla libertà; ma sarebbe ridicolo ritenere che S. Francesco, per es., fosse mosso da motivi economici. Questo vale naturalmente, oltre che per la storia del Cristianesimo, per tutte le religioni e per qualunque fenomeno storico. Alla luce di quest'indagine si spiegano soprattutto le contraddizioni e le diversità del testo nei documenti evangelici. Quando nel vangelo di Luca si legge "Beati i poveri, perché di loro è il regno di Dio" evidentemente si fa allusione ai miserabili, agli sfruttati, ai diseredati, tra cui la predicazione evangelica si era diffusa, e che aspettavano la venuta del regno di Dio sulla terra in un'epoca molto prossima, apportatrice di benessere materiale e di una rivincita morale sui loro oppressori. Nel vangelo di Matteo: "Beati i poveri di spirito perché di loro è il regno dei cieli". Questo adattamento fu determinato in seguito al diffondersi del cristianesimo in un ambiente, che non era più quello originale dei "pitocchi", secondo il significato originale del termine evangelico) ma era formato da gente che aveva larghi mezzi e non poteva permettere che il regno di Dio fosse solo per i miserabili' (pag 5-6)] [ISC Newsletter N° 96] ISCNS96TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]