Mauthausen e sottocampi: i prigionieri utilizzati nella produzione di armi sino allo sfinimento
BORGATO Delfina, a cura di Manuela TOMMASI, Non si poteva dire di no. Prigionia e Lager nei diari e nella corrispondenza di un'internata. Venezia - Mauthausen - Linz, 1944-1945. AZZURRA PUBLISHING. PASTRENGO, VERONA. 2015 pag 157 8°  presentazione di Mario LONARDI e di Maurizio ZANGARINI; introduzione di Manuela TOMMASI (pag 11-108): 'La storia, La memoria, Criteri di trascrizione'; foto, illustrazioni, iconografia; appendice: I diari e le lettere. Diario primo, secondo, le lettere; Istituto Veronese per la Storia della Resistenza e dell'età contemporanea. Il volume raccoglie i diari che la diciassettenne Delfina Borgato (7 aprile 1927 - 13 maggio 2015) scrisse al momento dell'arresto e poi nel corso della sua detenzione nel campo di lavoro di Linz, sottocampo di Mauthausen. ['Il campo di Mauthausen, dove arriva Delfina, fu aperto il primo agosto del 1938, cinque mesi dopo l''Anschluss' dell'Austria, nelle vicinanze di una cava di granito a circa trenta chilometri da Linz. Tale cava era stata acquistata dalla Dest (Deutsche Erd-und-Sternwerk) GmbH, una società tedesca di movimento terra e pietra da costruzione, costituita a Berlino nell'aprile del 1938. Lo scopo era quello di sfruttare la cava per i progetti edilizi previsti per le città del Führer, come Linz. Doveva inoltre essere finalizzato a due obiettivi particolari: da un lato l'eliminazione dei nemici politici, dall'altro essere fonte di profitto attraverso il lavoro. Esso fu classificato di "classe 3", vale dire un campo di punizione e di annientamento attraverso il lavoro (65). Circa duecentomila persone furono deportate a Mauthausen e metà di loro vi trovarono la morte (66). Il fabbisogno di manodopera crebbe di pari passo con l'aumento dell'arruolamento dei cittadini tedeschi necessario all'andamento della guerra che andava via via prolungandosi. L'amministrazione dei campi fu così trasferita, nel marzo del 1942, all'Ufficio centrale per l'amministrazione economica, diretto da Oswald Pohl (67) che si impegnò per mobilitare tutti i prigionieri a sostenere lo sforzo della guerra. In una sua circolare del 30 aprile 1942 egli afferma che l'impiego della manodopera "deve essere produttivo nel verso senso della parola al fine di ottenere il massimo rendimento (...). Il tempo di lavoro non ha alcun limite. La sua durata dipende dalla struttura del 'lager' (...). Tutte le circostanza che possono abbreviare i tempi di lavoro (pasti, appelli, ecc.) devono essere ridotte al massimo. Spostamenti e pause di mezzogiorno soltanto per mangiare, che portano via tempo destinato al lavoro sono vietati" (68). "Una chiara competenza specifica nelle cose militari ed economiche" deve essere unita a "una saggia e accorta direzione dei gruppi di persone che deve ridurre per ottenere un alto potenziale di rendimento" (69). In realtà solo l'otto per cento della popolazione del campo veniva utilizzata a tal fine. Esso era infatti diventato uno dei principali luoghi di annientamento dei deportati politici che provenivano sia dalla Germania che dai paesi invasi. Nel maggio del 1940 il campo era stato dotato di un forno crematorio, per provvedere all'eliminazione dei cadaveri, e nel maggio del 1942 era entrata in funzione una camera a gas. Dopo la visita di Albert Speer, ministro del 'Reich', nella primavera del '43, aumentò il numero dei prigionieri da utilizzare nella produzione di armi e, di conseguenza, aumentò il numero degli 'Aussenlager' (campi satelliti) (69) da utilizzare come campi di lavoro. Soprattutto nell'area dell'alta Austria (Linz, Steyr e Wels) venivano infatti prodotte armi per le industrie come Steyr, Daimler, Puch AG e Hermann Göring-Werke (70). L'economia di guerra riguardava, oltre la costruzione di armamenti, l'espansione industriale di infrastrutture, quali strade e centrali elettriche, e la costruzione di siti sotterranei per ricollocare le industrie di armi. Ad ogni prigioniero lavoratore doveva essere corrisposto un compenso che nel gennaio '43 era di 1.50 RM (Reichsmark) per gli uomini e di 0.50 RM per gli ausiliari e le donne. In realtà fino al dicembre 1943 non fu dato nulla, tranne a quelli con particolari funzioni. Solo a partire dall'inverno '44/45 la paga fu elargita anche se in maniera decisamente discontinua' (pag 31-32)] [ISC Newsletter N° 96] ISCNS96TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]