A proposito della parola d'ordine del disarmo
TROTSKY Leon D., La rivoluzione tradita. SAMONA' E SAVELLI. ROMA. 1972 ediz orig 1936 pag XXII 266 16°  prefazione di Livio MAITAN, note, bibliografia. ['I gruppi cambiano, gli appetiti sussistono. Il compito dei partigiani dello statu quo consiste in realtà nel trovare nella SDN la combinazione della prossima guerra. Chi la comincerà e quando? Ciò dipenderà da circostanze secondarie, ma bisognerà pure che qualcuno cominci perché lo statu quo non é che una vasta polveriera. Il programma del «disarmo» non è che una finzione delle più nefaste finché sussistono gli antagonismi imperialisti. Anche se venisse realizzato con convenzioni - ipotesi veramente fantastica! - non sarebbe un impedimento alla guerra. Non è perché hanno le armi che gli imperialisti fanno la guerra; forgiano al contrario le armi quando hanno bisogno di fare la guerra. La tecnica moderna crea la possibilità di un riarmo estremamente rapido. Tutte le convenzioni di disarmo o di limitazione degli armamenti, non impediranno alla industrie belliche, ai laboratori, alle industrie capitaliste nel loro insieme di conservare il loro potenziale. La Germania disarmata sotto il controllo attento dei suoi vincitori (sola forma reale di «disarmo», sia detto di passata) ridiviene così, grazie alla sua potente industria, la cittadella del militarismo europeo. Essa si prepara a «disarmare» a sua volta taluni dei suoi vicini. L'idea del «disarmo progressivo» si riduce a un tentativo di diluire in tempo di pace spese militari esagerate; si tratta della cassa e non dell'amore della pace. E questa idea pure si dimostra irrealizzabile! In seguito a diversità di posizioni geografiche, di potenza economica e di saturazione coloniale, qualsiasi norma di disarmo comporterebbe una modificazione dei rapporti di forza in favore degli uni e a detrimento degli altri. Di qui la sterilità dei tentativi ginevrini. In circa vent'anni, i negoziati e le conversazioni sui disarmi hanno portato solo a una nuova rivalità negli armamenti, che supera di gran lunga tutto quello che si era visto finora. Fondare la politica rivoluzionaria del proletariato sul programma del disarmo, non è neppure costruirla sulla sabbia, è tentare di fondarla sulla cortina fumogena del militarismo' (pag 184-185) [L. Trotsky 'La politica estera e l'esercito' in: L. Trotsky, 'La rivoluzione tradita', Samonà e Savelli, Roma, 1968] [ISC Newsletter N° 96] ISCNS96TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]