Montanelli, brillante inviato, seguì la guerra in Finlandia e la Seconda guerra mondiale
MENALE Ilenia, La guerra oltre la notizia. Note sul giornalismo di guerra. MATTIOLI 1885. FIDENZA, PARMA. 2016 pag 101 8°  prefazione di Franco DI-MARE, foto, riquadri, note, ringraziamenti, bibliografia; Collana Archivi storici.  Ilenia Menale, giornalista pubblicista e insegnante di giornalismo (Napoli 1983), laureata nel 2010 presso l'Università di Napoli Federico II. Scrive per varie testate su vari temi: economia, politica, inchieste. Indro Montanelli (1909-2001). ['Nel 1937 approdò in Spagna per conto de 'Il Messaggero'. La guerra civile rappresentò un'occasione fondamentale per il suo lavoro di inviato oltre che, come già detto, un decisivo punto di svolta per il giornalismo di guerra  Il giornalismo italiano proseguì con questo conflitto il lavoro propagandistico, iniziato con la campagna d'Africa, di cui Montanelli scrisse dei resoconti dall'Abissinia, dove si trovava in qualità di soldato. Come tutta la stampa di destra, il Paese si schierò a fianco dei franchisti, esaltandone le vittorie e screditando gli avversari. Pur non nutrendo simpatie per la sinistra, il giovane reporter si distinse per la mancanza di retorica. Esemplare, a questo proposito, il suo resoconto della battaglia di Santander, che si spoglia dell'inneggiamento all'eroismo delle truppe filo franchiste italiane, fatto dagli altri giornalisti. «(...) quella dei miliziani sul fronte di Santander non è stata una rotta, ma una "ritirata strategica" (...). Ci fermammo e facemmo il bilancio: 20 chilometri di avanzata senza sparare un colpo di fucile (...). Una lunga passeggiata e un solo nemico: il caldo. Un caldo a picco, insistente e brutale. Una avanzata tirata avanti, invece che a furia di fuoco, a furia di acqua (...)" (26). In seguito all'articolo, poco gradito, venne espulso dal sindacato dei giornalisti e dal partito fascista e, grazie all'intervento di Giuseppe Bottai, venen mandato a dirigere l'Istituto di cultura italiana in Estonia. A salvare la sua carriera ci pensò il direttore del 'Corriere della Sera', Aldo Borelli, che lo assunse in qualità di "redattore viaggiante" per trattare temi lontani dalla politica. Si trovò a viaggiare per l'Europa fino ad arrivare in Germania nel 1939, dove incontrò Hitler. I suoi articoli, però, di impronta filo polacca, ancora una volta, risultarono sconvenienti per il regime, che lo fece espellere dalla Germania. Viaggiò, quindi, verso l'Estonia, giungendo a Tallin nel momento della sconfitta a favore dell'esercito sovietico, che non apprezzò la sua presenza. Montanelli, perciò, nello stesso anno, raggiunse la Finlandia, fermandosi ad Helsinki, per trovarvi rifugio, ma il posto non era sicuro: Stalin si preparava all'attacco per estendere i confini della Russia. Il confronto che ne sarebbe seguito era impari, dato il dislivello tra i due eserciti. Contrariamente alla volontà del suo direttore, il giornalista decise di rimanere e questo gli offrì l'occasione di essere testimone dell'incredibile resistenza finlandese. I suoi articoli rivelano tutte le qualità dello scrittore, che si esprime con uno stile diretto, capace di ricreare l'atmosfera vissuta in quei luoghi, prediligendo ad argomentazioni ideologiche la descrizione dei fatti, anche apparentemente insignificanti e di poca importanza, e dei personaggi, di cui mette in luce la psicologia. Il pubblico italiano apprezzò molto i suoi resoconti dalla Finlandia al punto che la censura fascista non poté fare molto per impedirgli di proseguire la sua missione. A bloccare l'azione del regime fu lo stesso direttore che permise la pubblicazione degli articoli, raccolti in seguito nel volume 'I cento giorni della Finlandia', oltre che l'anticomunismo fascista e l'incertezza della posizione politica italiana. Ciò che emerge dai suoi pezzi è l'esaltazione della resistenza del popolo finlandese, che, motivato dalla volontà di conservare la propria libertà e non diventare prigioniero di uno stato totalitario, mise in campo tutte le sue virtù. Di contro, l'esercito russo, pur essendo superiore da uomini sprovveduti, impregnati di propaganda, che non comprendevano realmente i motivi di quella guerra. Divenuto famoso per la sua copertura della guerra in Finlandia, seguì, in qualità di inviato, per conto del 'Corriere della Sera', anche la Seconda guerra mondiale, denunciandone atrocità e meschinità con il suo stile chiaro ed efficace, che faceva emergere la tragicità del momento e della situazione dalle vicende personali dei soldati. Nel 1942 iniziò a lavorare anche per 'Tempo' di Arnaldo Mondadori, occupandosi della rassegna stampa estera. Durante il governo di Badoglio, poi, scrisse, per i due giornali, articoli diffamatori contro Mussolini, che gli procurarono, nel 1944, la prigione. (...)' (pag 33-34)  [ISC Newsletter N° 95] ISCNS95TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]