Italia 1950: divampa ancora quella battaglia per il metano e il petrolio
AAVV, Stampa e oro nero. IM - IL MERCURIO. MILANO. 1956 pag XI 247 8°  prefazione. ['La grande battaglia cartacea per il metano è cominciata nel maggio 1949 in cospetto di una opinione pubblica malinformata e distratta da ricordi vicini e non amabili: le bombole a gas sulle automobili nella prospettiva del tempo facevano tutt'uno con i 'caffè' di ceci abbrustoliti, le sigarette di foglie di eucalipto e i vestiti che si facevano colla sotto la pioggia più leggera. Un campo metanifero, un giacimento di idrocarburi gassosi, era stato sì scoperto dall'Agip a Caviaga nel 1946, ma la cosa era apparsa senza importanza per i circoli economici tradizionali, un episodio a sè senza conseguenze, e la stampa economica se ne disinteressò. Era iniziata una nuova epoca della storia economica del nostro Paese, ma si sa che sono proprio gli avvenimenti più importanti quelli che passano inavvertiti ai contemporanei. Ad un tratto, tuttavia, i circoli economici tradizionali divennero consapevoli che nel nostro Paese esistevano risorse di idrocarburi, gassosi certamente, liquidi probabilmente, compresero che il metano poteva diventare qualcosa di più importante della fornitura di scomode bombole per autovetture e per autocarri, e gettarono l'allarme: fu un quotidiano economico milanese a cominciare a suonare la grancassa nel maggio del 1949, annunciando tutto preoccupato che «un certo monopolio di Stato» stava per gettarsi all'arrembaggio del metano. Il metano diventava improvvisamente il soggetto di una polemica che non è ancora smorzata, perché su di essa anziché acqua s'aggiunse ben presto il petrolio, quando ancora l'Agip, nel giugno del 1949, a Cortemaggiore trovava il petrolio. Divampa ancora quella battaglia, involgarita ma monotona di accenti, di sterile portata e di scarsa inventiva. Qui se ne narra e se ne documenta la prima fase, quella che va dalla scoperta del petrolio a Cortemaggiore alla costituzione dell'Eni. È una storia, per dirla alla Cervantes, esemplare, e che come tale non doveva essere lasciata in oblio. Ci fa vedere come facilmente mutino di colore e di sostanza i giudizi quando ci si mettono di mezzo gli interessi. Nel 1946 l'Agip era una entità 'negligeable', una trascurabile eredità dell'autarchia, un'azienda che poteva essere lasciata allo Stato, perché anche se faceva un po' gola, non faceva paura a nessuno. Ma non appena i fatti dimostrarono che l'azienda dello Stato dal monotono tran-tran a cui pareva destinata passava ad un'azione efficace di ritrovamenti e valorizzazioni, con una sempre più efficiente organizzazione di messi e di strumenti, diventava immediatamente una ambita preda per l'iniziativa privata' (pag VII-IX) (prefazione)]  [ISC Newsletter N° 95] ISCNS95TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]