Gli effetti delle armi chimiche sui fronti di guerra nel 1917 e 1918
CAPPELLANO Filippo DI-MARTINO Basilio, La guerra dei gas. Le armi chimiche sui fronti italiano e occidentale nella grande guerra. GINO ROSSATO EDITORE. NOVALE, VICENZA. 2006 pag 334 8°  introduzione, foto, illustrazioni, iconografia, note archivistiche, bibliografia. ['Tante precauzioni e tanti sforzi per la difesa individuale e collettiva fanno intendere quanto gli aggressivi chimici furono temuti ed al tempo stesso quanto fossero diffusi. Nel 1917, e soprattutto nel 1918, l'impiego di queste sostanze era regolarmente contemplato, sia in chiave offensiva che in chiave difensiva, ed in una tale situazione non si può fare a meno di tentare una valutazione della loro efficacia, usando come parametro i dati relativi alle perdite subite dai diversi eserciti. Secondo una fonte statunitense degli anni Venti (1), gli effetti degli aggressivi chimici possono essere così sintetizzati: 
- Gasati in modo non letale: Germania 191.000; Francia 182.000; Gran Bretagna 181.000; Stati Uniti 71.000; Russia 419.000
- Morti: Germania 9.000; Francia 8.000; Gran Bretagna 8.100; Stati Uniti 1.500; Russia 419.000
- Percentuale di morti rispetto ai gasati in modo non letale: Germania 4.5; Francia 4.2; Gran Bretagna 4.3; Stati Uniti 2.0; Russia 11.8
Le percentuali calcolate indicano da un lato come i gas da combattimento abbiano avuto nel complesso un indice di letalità relativamente basso, dall'altra come a soffrire in misura maggiore sia stato l'esercito russo, che scontava un minor livello di preparazione. Su tutti i fronti comunque si ebbe una crescente capacità di difesa che abbatté in modo significativo il tasso di perdite. Se nell'attacco ad ondate di cloro del 22 aprile 1915 morì quasi un terzo dei colpiti, nel 1918 questa percentuale era diminuita di un ordine di grandezza, un risultato che escludeva i gas dal novero dei "produttori di morte". Un altro dato interessante, riportato  dalla stessa fonte statunitense e ripreso da altre è relativo al rapporto tra il numero delle vittime del gas ed il numero delle vittime di altri strumenti di offesa. L'esercito della grande repubblica nordamericana contò alla fine del conflitto un totale di 258.338 tra morti e feriti (2), di questi il 30% fu dovuto agli aggressivi chimici contro il 70% causato dalle armi da fuoco. La percentuale dei gasati è piuttosto alta, costituendo un'implicita conferma dell'addestramento affrettato ed incompleto di molte unità delle AEF. Al riguardo è peraltro significativo rilevare il basso numero dei morti, su un totale di 52.842 caduti meno di 1.500 furono infatti vittime del gas, e di queste solo 200 morirono sul campo di battaglia' (pag 330-331) [(1) Gilschrist H.L., 'A Comparative Study of World War Casualties from Gas and Other Weapons', Edgewood Arsenal, Chemical Warfare School, 1928; (2) Dati differenti, ma non in misura tale da modificare questo quadro, sono riportati da Heller C.E., op. cit., pp. 91-92 (224.089 feriti con 70.552 gasati dei quali 1.221 morirono)]  ISC Newsletter N° 95] ISCNS95TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org