I dirigenti sindacali riformisti disposti a cedere, i comunisti rifiutano il taglio dei salari
BERGAMI Giancarlo, a cura; BAUER Riccardo VIGLONGO Andrea, La riduzione dei salari in due scritti di Riccardo Bauer e Andrea Viglongo. Documenti: giugno 1922. IL PONTE, RIVISTA MENSILE DI POLITICA E LETTERATURA, SANSONI EDITORE FIRENZE, N. 6-9, 30 GIUGNO - 30 SETTEMBRE  1983, pag 608-618 ['I due scritti trattano questioni di politica economica del più vivo interesse in tempi in cui i governanti, sindacalisti e imprenditori rivolgono la loro attenzione ai nodi del costo del lavoro studiandosi di ridurlo o di contenere gli aumenti. Le tesi di Bauer e Viglongo si inseriscono, è appena il caso di avvertire, in una situazione storica e politica che vede precipitare la crisi dello stato liberale, con l'acutizzarsi delle contraddizioni messe in luce dalla riconversione produttiva postbellica e con il prender corpo della rivincita dei ceti dominanti dopo i pericoli corsi al tempo del biennio rosso. Si usciva nell'estate del 1922 dalle convulsioni sociali del primo dopoguerra e si entrava, via via che le squadre fasciste estendevano il loro assalto agli organismi sindacali e politici del movimento operaio, in una fase di aperta reazione che avrebbe profondamente segnato la società italiana, e non essa soltanto. L'obiettivo della riduzione delle paghe dei lavoratori rappresenta dunque un momento del più vasto processo di riorganizzazione dei rapporti di proprietà e di produzione dell'economia nazionale iniziato all'indomani della prima guerra mondiale: un momento che vede divise le forze della sinistra socialista tra i dirigenti sindacali riformisti incerti o disposti a cedere e i comunisti che rifiutano con decisione ogni ipotesi di riduzioni salariali. Tale divaricazione si riflette negli articoli di Bauer e di Viglongo per "La Rivoluzione liberale". Bauer, che socialista non era, tende tuttavia da economista asettico a spiegare le ragioni 'scientifiche' che avrebbero consigliato l'accettazione dei tagli salariali, mentre Viglongo nella sua replica ribadisce, in tono cortese ma fermo, le argomentazioni dei comunisti (non solo italiani) sulla questione. È da supporre che Gobetti fosse tutt'altro che d'accordo con Bauer, se affidò il testo del collaboratore milanese perché preparasse un articolo di risposta da pubblicare contemporaneamente sulla "Rivoluzione Liberale", magari con una postilla polemica del direttore secondo il noto vezzo gobettiano. Per quali motivi  la pubblicazione non abbia avuto luogo , e i due scritti siano rimasti tra le carte di Viglongo, non è del tutto chiaro. L'argomento certo scottava - ha osservato Viglongo - e «forse a Gobetti spiaceva urtare Bauer, mentre l'idea della diminuzione dei salari non poteva in ogni caso essere accettata. Qualche avvenimento locale ed episodico si sarà probabilmente verificato». La lotta antifascista (la «marcia su Roma» è alle porte) poneva compiti sempre più urgenti e gravosi, tali da far passare d'attualità l'articolo di Bauer, ma non il tentativo posto allora in essere e poco dopo ripreso con successo dai fascisti di un contenimento d'autorità dei livelli salariali raggiunti nel biennio rosso, nel contesto di un imbrigliamento della capacità di lotta del movimento operaio' (pag 608-609) (Giancarlo Bergami) [ISC Newsletter N° 94] ISCNS94TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]