Lussu: non si combatte pił contro il fascismo ma contro l'organizzazione dello Stato che lo sostiene
ENRIQUES-AGNOLETTI Enzo, 'Emilio Lussu: uno scandalo'. (Rassegne), IL PONTE, RIVISTA MENSILE DI POLITICA E LETTERATURA, SANSONI EDITORE FIRENZE, N. 4, LUGLIO-AGOSTO 1985, pag 119-124 ['Dove il libro di Fiori (1) rappresenta a mio giudizio un contributo importante, educativo e storico (...) è nella rappresentazione della nascita e della presa del potere del fascismo in Sardegna. Sottovalutato dai sardi per parecchi anni, perché non aveva una base in Sardegna (salvo pochi e sparuti gruppi abbastanza innocui intorno alle miniere di Iglesias), il fascismo diventa virulento e feroce dopo la marcia su Roma. Come nota Lussu non si combatte più contro il fascismo, ma contro tutta l'organizzazione dello Stato che lo sostiene, anche nelle sue peggiori violenze. Merita ricordare la descrizione della prima vittima il 25 novembre 1922. Non è facile dimenticarla, e nelle scuole avrebbe un valore altamente educativo. «All'imbocco di via Garibaldi l'episodio più grave. Un ragazzo di ventisette anni, il carrettiere Efisio Melis, ardito in guerra, due volte ferito, medaglia di bronzo, assiste agli scontri senza parteciparvi. Ha in braccio una bimba, la più piccola di tre figli. Un fascista a cavallo gli ordina di levarsi il cappello. Non si muove. L'ordine gli è ripetuto. Calmo, fissando l'aggressore negli occhi porta la mano al cappello, ma per aggiustarlo meglio sulla fronte. Allora il cavaliere l'ingiuria, s'accosta, abbassa il gagliardetto e usando la lancia come spada gli buca il torace. Sanguina. Crolla. Fanno per soccorrerlo. Gli "sgherri di Sorcinelli" l'impediscono. Bastonano i soccorritori e li respingono dicendo: "Lasciatelo stare, deve morire così". Non uno è fermato. Nessuno è perquisito e disarmato. Il giovane carrettiere sopravvive alcuni giorni. Nessuno l'interroga. (...) La vedova è aggredita e insultata dentro il cimitero». Fu il primo, certo non l'ultimo. E anche la madre di Lussu, quando il figlio era in prigione, fu insultata, né le fu permesso di salutare il figlio prima che fosse portato al confino, né più lo vide. Questo era il fascismo sardo, questo era il fascismo. Il fascismo riuscì a impiantarsi a fondo in Sardegna con l'operazione Gandolfo. Questo generale, abile prefetto, offre al movimento sardista di sostituirsi, all'interno del partito fascista, agli sgherri di Sorcinelli, quell'equivoco industriale che ebbe un ruolo di primo piano nella Sardegna del primo dopoguerra" (pag 122) [(1) Giuseppe Fiori, 'Il cavaliere dei Rossomori. Vita di Emilio Lussu', Einaudi, Torino, 1985] [ISC Newsletter N° 94] ISCNS94TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]