L'assegnazione del premio Stalin a Pietro Nenni e la sua successiva restituzione
LIZZADRI Oreste, Il socialismo italiano dal frontismo al centro sinistra. LERICI EDITORE. ROMA. 1969 pag 415 8°  premessa, note, appendici: documenti. Oreste Lizzadri fu nel settembre del 1942 uno dei fondatori del PSI. Costituì con Achille Grandi e Giuseppe Di Vittorio la CGIL. Nel 1944, divenne primo segretario del PSI nell'Italia liberata. ['Sabato 12 luglio (1952], i cittadini moscoviti, fermandosi davanti alle edicole dei giornali, si domandavano quale grande avvenimento avesse indotto i tre grandi quotidiani: la Pravda, Le Izvestia e il Trud a pubblicare in prima pagina, con il rilievo riservato ad altissimi personaggi, la fotografia di Pietro Nenni, segretario del Partito socialista italiano e vice presidente del comitato mondiale dei partigiani della pace. La fotografia lo ritraeva mentre, al Cremlino, pronunciava un discorso di ringraziamento per l'assegnazione del premio internazionale Stalin. In una corrispondenza da Mosca all'Avanti del 12 luglio, Guido Mazzali, che faceva parte della delegazione italiana, diede il massimo risalto alla manifestazione per la consegna del premio Stalin a Pietro Nenni. Alla cerimonia assistevano i rappresentanti delle organizzazioni civiche di Mosca, eminenti scienziati, scrittori, lavoratori dell'arte e operai d'assalto. Tra cordiali applausi Nenni e la delegazione del PSI presero posto a fianco dell'accademico Dimitri Skobeltsin, presidente dell'ente che assegnava il premio, degli scrittori Alessandro Fedaiev e Ilya Ehrenburg, Kuo-Mo-Jo e Nicolai Tikonov, altri vice presidenti come Nenni del comitato mondiale dei partigiani della pace, e Nina Popova presidente del comitato delle donne antifasciste. Tutte queste personalità presero la parola per congratularsi calorosamente col premiato. (...) Il 18 luglio Nenni venne ricevuto da Stalin e lo commosse l'atto affettuoso del «grande capo» che nel congedarlo, battendogli familiarmente una mano sulla spalla, lo salutò con: «continuate, compagno Nenni, il vostro utile lavoro per la pace. È una buona causa». Se ci è consentito esprimere «a posteriori» una considerazione, diremo che l'assegnazione del premio Stalin e la sua restituzione costituirono per Nenni i due atti più significativi della sua carriera politica, vista con gli occhi della borghesia italiana. Dopo l'assegnazione, egli fu per antonomasia «il premio Stalin». La più grave offesa della stampa governativa e reazionaria consisteva nel citarlo con questo, per loro infamante, appellativo. Come ci si poteva fidare di «un premio Stalin»? Come si poteva trattare con un «premio Stalin»? Ma segnò anche il punto più alto della sua popolarità tra le masse italiane e di tutto il mondo. La restituzione del premio invece gli valse il compiacimento dei vecchi avversari e il decadimento della sua popolarità nel mondo dei lavoratori. Per la stampa che lo aveva insultato e calunniato anche con riferimento odioso ai milioni del premio, rispuntò il vero Nenni, l'interventista della prima guerra mondiale, l'erede di Turati, l'uomo che nel 1940 avrebbe avuto in mano l'Italia solo se si fosse distaccato dai comunisti (...)" (pag 247-250)] [ISC Newsletter N° 94] ISCNS94TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]