Le fosche previsioni sulla carenza di materie prime elaborate agli inizi degli anni 1970
TERRANOVA Giovanni, Crescita demografica e impoverimento risorse. (Rassegne) IL PONTE, RIVISTA MENSILE DI POLITICA E LETTERATURA, LA NUOVA ITALIA FIRENZE, N° 6, 30 GIUGNO 1972, pag 833-837 ['Stando agli studi commissionati dal Club di Roma al 'Massachussetts Institute of Technology', le principali risorse minerarie vanno rapidamente esaurendosi. Gli anni che restano sono stati calcolati, a far tempo dal 1970, in 20 per il petrolio; 31 per l'alluminio; 53 per il cromo; 60 per il rame; 111 per il carbone. Anche le disponibilità alimentari non sono illimitate, perché le terre fertili ed accessibili sono già coltivate e gran parte di quelle che restano richiedono costi superiori ai redditi ottenibili. Cresce per contro il consumo in parallelo con l'impetuoso sviluppo dell'incremento demografico. Se sono occorsi cento anni perché la popolazione mondiale passasse da uno a due miliardi, entro il periodo di trentatré anni da oggi, ossia per la fine di questo secolo, da tre miliardi e mezzo si arriverà ai sette miliardi, per raddoppiare ancora nel giro di un'altra trentina di anni. L'inquinamento infine si diffonde e si aggrava in misura più rapida dell'aumento della popolazione. I fenomeni esaminati sono strettamente connessi, cosicché tra due o tre generazioni l'umanità, già privata di gran parte dei prodotti industriali, si estinguerebbe per la mancanza di cibo e per l'azione dei veleni ambientali. Sempre secondo il MIT, la catastrofe potrebbe essere evitata qualora congiuntamente si verificassero alcune ipotesi di stabilizzazione demografica ed i consumi fossero contenuti e diversificati. Se le nascite non eccedono le morti; se l'impiego delle risorse si riduce ad un quarto e conseguentemente diminuisce l'inquinamento; se si investono più mezzi nella produzione agricola e nella conservazione del suolo; se la società riversa le sue preferenze dai beni industriali alle attività culturali e ricreative ed ai consumi sociali, quali scuole ed assistenza sanitaria, si otterrebbe, restando la popolazione stazionaria, il raddoppio della disponibilità pro-capite di cibo; l'elevazione a 70 anni della durata media della vita; l'aumento del reddito individuale che in tutto il mondo si porterebbe al livello di quello attuale europeo ed a metà di quello sempre attuale degli Stati Uniti. Le risorse infine continuerebbero ad assottigliarsi, ma ad un ritmo più lento, in modo da permettere alla scienza ed alla tecnica di correre ai ripari. (...) Non sono certo mancate da due secoli a questa parte, ossia dall'inizio dell'era industriale, previsioni pessimistiche sul futuro dell'umanità che poi non si sono avverate. Sul finire del '700 Malthus sosteneva che mentre la popolazione cresce in ragione geometrica, i mezzi di sussistenza crescono in ragione aritmetica e che i limiti alla espansione demografica sono dati dalla guerra, dalle pestilenze e dalle carestie. Per limitare le nascita, Malthus introduceva per la prima volta il principio della continenza nei rapporti sessuali e, come si vede, manca soltanto il richiamo all'inquinamento ecologico perché si stabilisca un parallelismo completo con le recenti conclusioni del Club di Roma. Ma lo sviluppo dei trasporti e la colonizzazione di territori vergini smentirono il Malthus; anzi la caduta del tasso di natalità verificatasi in alcune regione industrializzate, attorno agli anni venti di questo secolo, indusse a preoccupazioni di segno opposto (1)' (pag 833-834)] [(1) Joseph A. Schumpeter, Storia dell'analisi economica', Torino, Einaudi, 1960, vol. III, p. 1095]  [ISC Newsletter N° 94] ISCNS94TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]