Anni '60: campagna xenofoba in Svizzera contro l'immigrazione straniera specie i lavoratori italiani
VECCHIO Concetto, Cacciateli! Quando i migranti eravamo noi. FELTRINELLI. MILANO. 2020 pag 189 8°  prologo, bibliografia, ringraziamenti; Collana Universale Economica, Feltrinelli Storia. Concetto Vecchio (1970) è giornalista nella redazione politica di 'Repubblica'. Ha scritto 'Vietato obbedire' (2005), un saggio sul '68 alla facoltà di Sociologia di Trento; 'Ali di piombo' (2007), sul movimento del '77 e il delitto Casalegno; 'Giovani e belli' (2009). ['Il 21 giugno 1969 nella sala strapiena del Volkshaus di Zurigo, Schwarzenbach (1) annuncia che la raccolta di firme è stata dichiarata valida dal Consiglio federale. "Ora bisogna mantenersi calmi. Dominare passioni e desideri, evitare atti impulsivi, basarsi sull'intelligenza, sulla ragione e sul buonsenso. Non possiamo abbassarci - come i nostri avversari desidererebbero  - al livello degli xenofobi. Peccato che le donne non abbiano diritto di voto. Molte che volevano firmare le abbiamo dovute respingere. Le donne sono state colpite più degli uomini dall'arrivo degli stranieri, se avessero potuto firmare le adesioni sarebbero state superiori, e la nostra vittoria al referendum certa". Seicentocinquanta persone si alzano i piedi, "La Svizzera agli svizzeri!" gridano. Sei mesi dopo , il 16 dicembre 1969, prende la parola in Parlamento. È il suo manifesto politico. (...) Quindi la critica di Schwarzenberg è anche una critica al capitalismo, a un Nord che si fa ricco pagando due soldi i diseredati del Sud. «Non lamentatevi se questo Paese sarà presto trasformato. Meno stranieri vuol dire più appartamenti liberi, meno concorrenza sul lavoro. Siamo un piccolo Paese, con uno spazio limitato. Nessun altro popolo si lascerebbe invadere in questo modo. Cito un articolo della "Neue Zürcher Zeitung" del 30 gennaio 1969: "Il ministro degli Esteri belga Major ha annunciato nel Senato di Bruxelles che il Belgio ridurrà l'ingresso di popolazione straniera. Attualmente vivono in Belgio 180 mila lavoratori stranieri, a fronte di 9,5 milioni di abitanti, è un rapporto molto più ragionevole rispetto a quello elvetico. Eppure anche l'economia del Belgio è florida"»" (pag 149-151) [(1) James Schwarzenbach è un editore colto e raffinato di Zurigo. La sua è una delle famiglie industriali più ricche della Svizzera. A metà degli anni sessanta entra a sorpresa in Parlamento, unico deputato del partito di estrema destra Nationale Aktion. Come suo primo atto promuove un referendum per espellere dal paese trecentomila stranieri, perlopiù italiani. E' l'inizio di una campagna di odio contro i nostri emigrati che durerà anni, e che sfocerà nel voto del 7 giugno 1970, quando Schwarzenbach, solo contro tutti perderà la sua sfida per un pelo" [dalla quarta di copertina]] [ISC Newsletter N° 94] ISCNS94TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]