Kant suppone che all'inizio di ogni cosa tutta la materia riempisse l'intero spazio dell'universo
MAMIANI Maurizio ALESSI Franco PARRINI Paolo MATHIEU Vittorio MORI Massimo GARRONI Emilio MIGLIO Bruno, Kant. Lezioni di aggiornamento. ZANICHELLI. BOLOGNA. 1990 pag 128 8°  note, appendice didattica: 'Insegnare Kant oggi', a cura di Giancarlo CONTI. ['Nel terzo libro dei 'Philosophiae Naturalis Principia Mathematica' Newton descrive la costituzione del sistema del mondo. Il libro è preceduto dalle famose 'Regulae philosophandi' che consentono l'applicazione dei principi matematici stabiliti nei due libri precedenti. Il secondo di questi è dedicato alla confutazione che i pianeti siano trasportati da vortici corporei. Newton nega così che la causa del movimento dei pianeti sia di origine meccanica con la forza dell'appello all'esperienza: i pianeti si muovono più lentamente negli afeli, mentre secondo le leggi della meccanica la materia del vortice si dovrebbe muovere più velocemente proprio negli afeli, come un fiume che è più veloce in un letto ristretto che in uno più ampio; inoltre la gravità opera in proporzione alla massa dei corpi e non alla loro superficie, come agirebbe una causa meccanica. Queste affermazioni contraddicono direttamente il sistema del mondo di Descartes quale è esposto nel 'Le Monde', nella parte quinta del 'Discours de la méthode' e nei 'Principia Philosophiae'. Ma l'esposizione di Newton è più profonda e non investe soltanto l'esperienza. Il conflitto si estende su un piano metafisico con la negazione che il mondo possa derivare dal caos per l'azione delle sole leggi di natura. Nello 'Scholium generale' dei 'Principia' Newton afferma: «Da un cieca necessità metafisica, che è identica senz'altro sempre e ovunque, non nasce alcuna varietà di cose. L'intera diversità delle cose, ordinata secondo i luoghi e i tempi, poté nascere solamente dalle idee e dalla volontà di un ente necessariamente esistente» (1). L'ordine del mondo può essere descritto, ma in nessun modo derivato da una situazione precedente che non si a sua volta ordinata. La varietà delle cose esclude l'azione di una cieca causalità meccanica. L'aporia del caos risulta così evidente: il disordine del mondo non può in alcun modo essere un elemento d'ordine del mondo. L'ordine è un carattere esterno della materia. La posizione d Newton è ancora ferma a un momento della riflessione galileiana: o il caos o l'ordine. Ma se l'ordine è dato, come è dato, allora esso nasce dal disegno e dal dominio di un ente intelligente e potente. La conclusione di Newton è espressa chiaramente in un passo della famosa 'Query 31' dell''Optics': «Non è filosofico cercare di trovare una qualunque origine diversa del mondo [dalla creazione di un agente intelligente] o pretendere che esso possa sorgere dal caos per mezzo delle semplici leggi di n atura» (2). Nella 'Storia generale della natura e teoria dei cieli' (Allgemeine Naturgesichte und Theorie des Himmels', Konigsberg und Leipzig, 1755) Kant riprende in esame l'intera questione e in particolare l'origine meccanica dell'universo. Egli suppone che all'inizio di ogni cosa tutta la materia riempisse l'intero spazio dell'universo. È lo stato del caos, cioè dell'informe, ma nello stesso tempo è lo stato più semplice che può seguire al nulla' (pag 1-2) [Maurizio Mamiani, 'Kant E la scienza newtoniana'] [(1) Newton, 'Philosophiae Naturalis Principia Mathematica', ed. A. Koiré and I.B. Cohen, Cambridge Mass., Harvard University Press, 1972, vol. II, p. 529; I. Newton, 'Optics', New York, Dover Publications, 1952, p. 402] [ISC Newsletter N° 94] ISCNS94TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]