La capacitÓ oratoria dei fratelli Gracchi. Importanti innovazioni
LAMBRINI Paola, I Gracchi. Il mito dei due fratelli rivoluzionari. EDIZIONI CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2020 pag 156 16°  introduzione di Barbara BISCOTTI; Eventi (cronologia), bibliografia, foto illustrazioni; Collana 'Grandi delitti nella storia', a cura di Barbara BISCOTTI, 17. Barbara Biscotti già curatrice per il Corriere della Sera della collana 'I grandi processi della storia' è una storica del diritto romano e insegna presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Milano-Bicocca. È membro corrispondente dell'Ehess. Paola Lambrini è professoressa di Fondamenti di diritto europeo e di Diritto romano presso l'Università di Padova e presso la facoltà di Diritto canonico San Pio X di Venezia. ['Tiberio nel suo rigore stoico era estremamente parsimonioso, mite, sereno e misurato anche nell'eloquenza, che era assai gradevole e sapeva suscitare pietà, pur essendo controllata. Con il suo anacronistico vagheggiamento del ritorno ai contadini-soldati egli appare più idealista del fratello minore. Secondo Plutarco, Tiberio era un sognatore che «lottava per un'idea bella e giusta, a servizio della quale metteva un'eloquenza che avrebbe adornato perfino una causa abietta». Caio era impetuoso, impulsivo e focoso, non spendaccione, ma ricercato e attento al lusso in confronto al fratello; aveva in mente un progetto politico ben definito, a monte del quale non vi era alcuna spinta emozionale, ma solo attenta riflessioni sulle condizioni generali dello Stato. La sua capacità oratoria corrispondeva al carattere: appassionata fino all'esagerazione; ricca di effetti; con una voce molto forte, egli era un vero trascinatore di popolo. Sembra che abbia anche introdotto delle importanti innovazioni nell'arte retorica: fu il primo romano a muoversi sulla tribuna mentre parlava e a lasciar cadere la toga dalla spalla; inoltre, iniziò la consuetudine di paralare rivolti verso il popolo, anziché verso i senatori: «mentre tutti gli oratori prima di lui parlando si orientavano verso il senato e il cosiddetto comizio, egli per primo, quando presentò la legge giudiziaria, parlò rivolgendosi al foro, e dopo di lui si fa sempre così. Perciò, con un piccolo spostamento, modificando la postura, diede origine a un grande rivolgimento e in certo qual senso trasformò il regime politico da aristocratico a democratico» (Plutarco, Ca. Gracch., 264)' (pag 80)] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]