La «vertigine del far denaro senza la mediazione del processo produttivo»
MORI Giorgio, La Fiat dalle origini al 1918. CRITICA MARXISTA. ROMA. N. 6, NOVEMBRE-DICEMBRE 1970 pag 72-100 8°  note. ['Ma avevano ragione da vendere tanto il quotidiano socialista quanto Luigi Einaudi a parlare, allora e in tempi successivi, di "parco buoi" condotto al macello. Fuori di metafora, di centinaia e forse di migliaia di modesti risparmiatori, illusi dall'ascesa travolgente dei titoli prima ed indotti perciò a comprare, e rovinati poco dopo dal repentino crollo, obbligati come furono a vendere a 10 ciò che avevano pagato 100, 500 e fors'anche di più. Nel dare la notizia del formale rinvio a giudizio dei dirigenti della Fiat - e fu il primo giornale a farlo - l''Avanti!' riassumerà seccamente in un articolo firmato «remengo» uscito il 12 agosto 1909 il significato di questa specie di 'sturm und drang' finanziario della Fiat: «...Trattasi di una ridda di 100 e più milioni - così vi si leggeva - tolti dal piccolo commercio con la lustra di azioni che per parecchi mesi fecero concorrenza al  lotto. Numerosissime sono le famiglie rovinate dalla abilità criminosa di questi signori...». Il Magistrato aveva formulato capi d'accusa piuttosto gravi e imbarazzanti per dei gentiluomini (...). Il 25 maggio 1912 - erano dovuti passare tuttavia quasi tre anni - giunse la sentenza di assoluzione in prima istanza, dopo che il Pubblico ministero aveva chiesto due anni di reclusione per il cav. Agnelli e per l'ing. Fornaca, direttore tecnico della Fiat dalla morte dell'ing. Enrico. Il 6 luglio 1913 essa fu poi definitivamente confermata. È nostra opinione che tali epiloghi siano stati a dir poco generosi nei confronti del gruppo di comando dell'impresa torinese. «Grande bandito dell'industria», così Gramsci apostrofava Gianni Agnelli nel 1916, e forse pensava anche a quei fatti. Ma doveva essere lo stesso Gramsci, cinque anni più tardi - e in un periodo acutissimo di tensione e di lotte operaie - a scrivere che, sino alla guerra, tanto Agnelli che i suoi collaboratori «... avevano saputo provvedere ottimamente ad organizzare la loro industria ed a metterla in grado di affrontare con successo l'accanita concorrenza delle migliori case straniere ...» concludendo poi che «... essi erano ancora veramente capitani di industria, esperti, sagaci, arditi e prudenti». I due giudizi non sono necessariamente contraddittori. La «vertigine del far denaro senza la mediazione del processo produttivo» intravista da Marx li aveva pure sedotti, e come e in quali proporzioni, ma gli uomini della Fiat - a differenza di numerosi altri - non ne rimasero travolti. Il «termine medio inevitabile», il «male necessario», la produzione di merci e di plusvalore al tempo stesso insomma, era stata oggetto di attenzione e di cure almeno pari alla spietata decimazione del "parco buoi! che li aveva condotti fin sulla porta del carcere' (pag 81-82)] [ISC Newsletter N° 94] ISCNS94TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]