Cesare Borgia autore della strage che Paolo Giovio definý il źbellissimo inganno╗
MELONI Federica, I Borgia. Una tauromachia rinascimentale. EDIZIONI CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2020 pag 151 16°  introduzione di Barbara BISCOTTI; Eventi (cronologia), bibliografia, foto illustrazioni; Collana 'Grandi delitti nella storia', a cura di Barbara BISCOTTI, 8. Barbara Biscotti già curatrice per il Corriere della Sera della collana 'I grandi processi della storia' è una storica del diritto romano e insegna presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Milano-Bicocca. E' membro corrispondente dell'Ehess; Federica Meloni, laureata in Storia moderna all'Università di Pisa, si è addottorata nell'ateneo di Reggio Emilia con una tesi sulla Chiesa tridentina. ['[Cesare Borgia] [A]spettò che i vecchi congiurati entrassero in città, prima di partire da Fano, il 31 dicembre 1502, a capo di settemila fanti, cinquecento lance e mille cavalli leggeri. Decise di incontrare i suoi fuori dalla città, e pare che avesse salutato Vitellozzo Vitelli abbracciandolo e baciandolo. Un segno di perdono. Poi li invitò a seguirlo nella dimora che aveva deciso di acquartierarsi per pianificare le operazioni militari successive. I prodi avranno cominciato a tremare. A un suo preciso segnale, nella sala dov'erano convenuti fece irruzione un gruppo di armati guidati da Michele Corella e furono tutti fatti prigionieri. Con l'impulsività che lo contraddistinse, Cesare strangolò quella stessa notte Vitellozzo e Oliverotto, mentre Paolo e Francesco sarebbero stati raggiunti dalal spada del Corella quindici giorni più tardi a Castel della Pieve. Nel frattempo Alessandro IV procedeva a fare giustizia pure in Vaticano, imprigionando il cardinal Orsini, che a fine gennaio del 1503 morì, si disse, certo per avvelenamento. La strage che Paolo Giovio definì il «bellissimo inganno» suscitò ovunque clamore e incanto. Da Machiavelli l'impresa fu descritta come «rara e mirabile»; da Luigi XII «un atto degno d'un eroe romano»; riscosse il plauso unanime di veneziani e fiorentini che portarono messaggi di stima e congratulazioni; Isabella d'Este fece recapitare doni. Il mondo riconosceva il gran principe del Rinascimento, ed era tutto ai suoi piedi' (pag 107-108)] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]