Re Leopoldo II del Belgio e lo sterminio dimenticato
HOCHSCHILD Adam, Gli spettri del Congo. RIZZOLI. MILANO. 2001 pag 427 8°  introduzione prologo, foto illustrazioni, ringraziamenti, note, bibliografia, indice nomi e località; traduzione di Roberta ZUPPET, tit. orig.: 'King Leopold's Ghost'; Collana storica Rizzoli. Adam Hochschild è nato a New York nel 1942. Giornalista, saggista e professore presso la scuola di giornalismo dell'università di Berkeley, si è a lungo occupato di diritti umani. I suoi saggi hanno vinto prestigiosi premi americani. ['La Conferenza antischiavista fu una manna dal cielo per Leopoldo, perché i delegati smisero di fare gli occhi dolci ai passanti abbastanza a lungo da approvare alcuni progetti proposti dal re per la lotta ai mercanti di schiavi... progetti che, guarda caso, assomigliavano a quelli relativi alla costosa infrastruttura di trasporti che il sovrano sperava di creare in Congo. Leopoldo parlò dell'esigenza di costruire strade, battelli, ferrovie e posti fortificati, tutti mezzi che avrebbero aiutato le colonne di soldati nell'inseguimento dei mercanti. (...) Mentre la conferenza era ancora in corso, Leopoldo invitò Stanley a trascorrere una settimana in Belgio. L'esploratore parlò con i delegati, e il re gli conferì la Gran Croce del Congo, organizzò un banchetto e uno sfarzoso spettacolo d'opera in suo onore e lo alloggiò nel palazzo reale, negli appartamenti scarlatti e dorati di solito riservati ai reali in visita. In cambio, Stanley lodò il suo ospite in un discorso ai belgi (...). Leopoldo usava Stanley nel modo in cui un moderno presidente americano potrebbe usare una star cinematografica come testimonial della sua campagna. (...) La campagna di Leopoldo aveva un unico obiettivo: il denaro. Mentre i suoi sforzi raggiungevano il culmine, il re strinse un patto con alcuni influenti membri del gabinetto, i quali cominciavano a rendersi conto che un giorno o l'altro il suo possedimento africano avrebbe potuto rivelarsi proficuo. Se il Parlamento gli avesse concesso il prestito che desiderava, dichiarò Leopoldo, lui avrebbe lasciato il Congo al Belgio nel suo testamento. Così, quando questo munifico monarca, famoso per la sua crociata antischiavista, elogiato dal celebre esploratore Stanley, amato dai suoi fedeli sudditi, chiese un prestito di venticinque milioni di franchi (circa centoventicinque milioni di dollari attuali) per finanziare la sua opera filantropica in Congo, il Parlamento glielo concesse. Senza interessi" (pag 118-120)] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]