1848: 'Le barricate e gli operai vanno insieme oramai come il cavallo e il cavaliere'
VILLARI Lucio a  cura; saggi di Elena PAPADIA e Lucio VILLARI, documenti e testimonianze di Alessio PETRIZZO, Il Risorgimento. Storia, documenti, testimonianze. 4. La prima guerra d'indipendenza, 1847-1848. LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA - L'ESPRESSO. ROMA. 2007 pag XII 701 8°  guida alla lettura, foto illustrazioni iconografia cartine documenti e testimonianze, antologia, cronologia, 1796-1900. ['Secondo Cattaneo nessun cittadino di Milano, neanche i più giovani, avrebbe dovuto estraniarsi dalla guerra di liberazione. Si aprirono perfino le porte dell'orfanotrofio per far uscire i 'martinitt' e usarli, felicissimi di farlo, come portaordini. Furono tra i primi ragazzi patrioti, il preannuncio dei «Gavroche» italiani che sarebbero stati sulle barricate o sul campo di battaglia e che Edmondo De Amicis ha immortalato letterariamente, come protagonisti anche loro del Risorgimento (...). Le barricate intanto raggiunsero il numero di 1.700 e anche gli allievi del seminario aiutarono a costruirne una. Ormai i morti si contavano a centinaia; 335 di parte italiana, di cui 38 donne, e 600 feriti. Si conoscono le professioni di circa 250 caduti: 160 erano operai e artigiani, 28 bottegai, 25 domestici, 14 contadini, 3 ingegneri, 3 studenti, 1 sacerdote... l'elenco è lungo. Un prezzo molto alto di caduti, rappresentanti di tutte le classi lavoratrici. Di tanta generosità, di questo impeto popolare fu Cattaneo a farsi portavoce in un articolo del 3 luglio 1848. Lasciamo a lui la parola e al suo commosso elenco dei popolani caduti: «Soffersero gran numero di morti i commercianti di cose bisognevoli alla vita, anco perché più mescolati nei trivj col popolo combattente. Contammo non meno di 26 venditori di vino, d'olio, di latte, di droghe, di salumi, di frutta, di pane. Ma la maggior turba delli uccisi doveva ben essere fra gli operai; le barricate e li operai vanno insieme oramai come il cavallo e il cavaliere. Il sacro mestiere delli stampatori ebbe cinque morti, e troviamo fra i morti anche un legatore. Vi sono tre macchinisti, un incisore, un cesellatore, un orefice. Dei lavoratori di ferro e di bronzo morirono non meno di quindici; onde pare che questa forte razza fosse tutta sulle barricate. (...) Quante storie di semplice affetto, e d'inosservato dolore vi stanno riposte! O poeti, interrogate questi sepolcri, e state poeti della vostra gente» (pag 79-82) [Lucio Villari, Il risveglio] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]