F. Scott Fitzgerald, la lotta contro la sconfitta
FITZGERALD F. Scott, 28 racconti. ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1960 pag 840 16°  premessa di Malcolm COWLEY (F. Scott Fitzgerald, vita e opere, ndr); traduzione di Bruon ODDERA; Collezione Medusa. ['Negli anni 1935 e 1936, subì un completo tracollo fisico ed emotivo (...). Le cause del tracollo non sono misteriose e Arthur Mizener le ha descritte  con molta comprensione in 'The Far Side of Paradise'. I sintomi, descritti dallo stesso Fitzgerald, furono dolorosi in modo straziante, ma per nulla inconsueti. (...) Fitzgerald, nonostante tutti i suoi tormenti, si trovava ancora in purgatorio e non in quei gelidi gironi dell'inferno in cui il cuore si raggela. Proprio perché si avvinghiò alla sua sincerità e al suo senso dei valori, soffrì più degli autentici dannati. "Era disperazione, disperazione, disperazione... disperazione giorno e notte" disse un'infermiera che lo aveva curato nel 1936. Fitzgerald passava le notti insonni meditando incupito su ciò che non era riuscito a compiere. Verso le tre del mattino, scrisse, il vero orrore "prendeva forma sui tetti, e negli striduli clacson dei tassì, i gufi della notte. Orrore e sperpero... (...) In momenti come questi l'uomo conserva il senno con la forza di volontà, oppure lo perde mediante ciò che equivale a una deliberata decisione. Fitzgerald non si rifugiò nei sogni o nelle illusioni o in alcun altro surrogato dell'utero materno. V'era un nucleo duro  nel suo carattere - chiamatelo puritanesimo del Middlewest, se vi piace, o cattolicesimo irlandese della borghesia, o semplicemente ostinazione - ed esso gli impedì di rinnegare gli obblighi che aveva con la famiglia, con i creditori, con il proprio talento in quanto artista. (...) Fino al momento della morte Fitzgerald aveva scritto circa 160 racconti; non sarebbe facile determinarne il numero esatto perché una parte del suo lavoro si trovava sulla linea di confine tra la narrativa e il saggio brillante, o "articolo da rivista". I quarantasei racconti inclusi nelle quattro antologie pubblicate comprendono quasi tutti i migliori, ma non proprio tutti, in quanto Fitzgerald era un giudice acuto ma bizzarro del proprio lavoro. L'ultima raccolta, 'Taps at Reveille', apparve nel 1935 e i racconti degli ultimi anni non sono mai stati ristampati. Su tutto ciò si basa la presente scelta, nella quale ho tentato di riunire i migliori racconti scritti in ogni fase della carriera di Fitzgerald. Complessivamente, i ventotto racconti formano una storia non ufficiale di due decenni di vita americana, o meglio di un decennio con le sue lunghe ripercussioni. (...) Ma non si limitano a parlare per il loro tempo, in quanto parlano anche per l'Autore; e, considerati nel loro insieme, costituiscono una sorta di diario di tutta la sua carriera. Fu una carriera diversa da quella che ci eravamo aspettata dopo aver letto i suoi primi libri e dopo aver saputo del suo declino. Quel che sembra assumere importanza, ora, non consiste nei primi successi, nell'abbandono e nello scoramento degli anni successivi, e neppure nel contrasto tra i due periodi, che offre facili spunti ai romanzi d'altri scrittori; si tratta soprattutto della lotta contro la sconfitta, e del genere di ben definito trionfo cui egli pervenne grazie a tale lotta. Fitzgerald rimane un esempio e un archetipo, ma non soltanto del 1920 e degli anni seguenti; egli rappresenta, in ultima analisi, lo spirito umano in una delle sue forme definitive' (Malcolm Cowley, premessa) (pag 32, 34-35, 39-40)] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]