La brutalità di gran parte della narrativa popolare militare post bellica
MOSSE George L., Le guerre mondiali. Dalla tragedia al mito dei caduti. EDITORI LATERZA. BARI ROMA. 1999 pag 284 8°  ringraziamenti, introduzione: 'Una diversa specie dei guerra', note, foto, illustrazioni, indice nomi; traduzione di Giovanni FERRARA DEGLI UBERTI; Collana Biblioteca Universale Laterza. George L. Mosse (1918-1999) è stato uno dei più grandi storici del nazismo e del fascismo, di cui ha rinnovato profondamente l'interpretazione. Ha insegnato nell'Università di Madison (Wisconsin) e nell'Università ebraica di Gerusalemme. Tra le sue opere tradotte in italiano: 'Le origini culturali del Terzo Reich', Milano, 1994; 'La nazionalizzazione delle masse. Simbolismo politico e movimenti di massa in Germania, 1815-1933', Bologna 1984. Per i tipi della Laterza: 'Intervista sul nazismo', 'Il razzismo in Europa', 'L'uomo e le asse nelle ideologie nazionaliste'. ['Più importanti furono i tentativi di riscattare l'immagine del soldato, ma senza far riferimento alle SS. In 'Null-Acht-Fünfzehn (08/15, 1954), il più popolare romanzo di vita militare pubblicato nella Germania postbellica, Hans Hellmut Kirst ce ne offre un compendio: «Il mestiere delle armi (...) diventa qualcosa di negativo soltanto se la causa per cui si combatte è malvagia. Supponiamo che Hitler abbia iniziato una guerra sapendo bene che cosa stava facendo (...) allora i migliori soldati diventano i membri di una banda di assassini. Ma il mestiere delle armi in quanto tale (...) è qualcosa di completamente diverso» (55). Era forse da considerarsi ovvio che dopo la guerra un gran numero di libri e giornali continuassero, specialmente nella loro descrizione dei combattimenti, a promuovere gli ideali guerreschi dell'eroismo e del coraggio virile. Il più delle volte non sono menzionati né il nazismo né Hitler (diverso è il caso del romanzo di Kirst, che è antinazista). Ma, pur criticando i vincoli della vita militare e facendo osservazioni antinaziste, anche 'Null Acht-Fünfzehn' evita di affrontare i temi specifici che discendono dalla guerra e dalla sconfitta. Tipici di questa riappropriazione della guerra sono i «Landserhefte» («Diari di fante», libricini comparsi irregolarmente a partire dai tardi anni Cinquanta, e che si sono venduti letteralmente a milioni di copie: ancor oggi è possible acquistarle presso tutte le rivendite di giornali. Come c'informa il loro sottotitolo - 'Resoconti di esperienze della seconda guerra mondiale' - essi contengono storie di battaglie e di imprese eroiche. Si tratta di storie brutali, in cui al nemico si rompono le ossa, gli si sfonda il cranio, lo si impala su una baionetta. I «Landserhefte» sono aggressivamente antibolscevichi, con titoli come 'Cacciando Tito' o 'Le fiamme inghiottono Stalingrado'. Né  vengono risparmiati gli italiani (questi 'maccaroni') e gli slavi. Eccettuati  i libretti dedicati agli ex eroi di guerra, al centro della scena sta la rude figura del fante (di qui il titolo della serie); e sino alla fine degli anni Sessanta lo sfondo storico offerto dalla narrazione era nel migliore dei casi assai sommario. In seguito, una maggior mole di ricerca storica sembra essersi riversata in questi libriccini. Un decennio più tardi, comparvero dichiarazioni antibellicistiche: «cinquantacinque milioni di esseri umani persero la vita durante l'ultima guerra. Ciò non dev'esser dimenticato. È questa la ragione dell'esistenza dei 'Landserhefte'». (...) Definire questa letteratura marginale sarebbe inesatto - ha avuto un pubblico troppo grande - benché sembri probabile che la maggior parte dei suoi lettori vi abbiano cercato non l'elogio di un'immagine guerresca della mascolinità, ma semplicemente delle storie d'avventure. I «Landserhefte» s'inquadrano nella brutalità di gran parte della narrativa popolare post bellica (...)']  (pag 241-242) [(55) Hans Helmut Kirst, 'Null-Act-Fünfzehn', Wien, 1954, p. 304 (trad. it. '08/15. La rivolta del caporale Asch', Milano, 1964; '08/15. La strana guerra del sottufficiale Asch', Milano, 1965; '08/15. La vittoria finale del tenente Asch', Milano, 1967] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]