Il 'caldo patriottismo' dei valdesi nelle ore critiche di Caporetto
SPINI Giorgio, Italia liberale e protestanti. CLAUDIANA EDITRICE. TORINO. 2002 pag 423 8°  nota introduttiva, foto illustrazioni, note, indice nomi; Studi storici. Giorgio Spini, nato a Firenze nel 1916 ha insegnato nelle Università di Messina, di Firenze e ad Harvard. E' morto nel 2006. ['Anche da parte valdese non si mancò di esprimere un caldo patriottismo nelle ore critiche del 1917: dopo Caporetto, il moderatore Giampiccoli - il quale si è detto, aveva perso in guerra il proprio figlio - andò a fare propaganda patriottica al fronte, accompagnato dal cappellano Davide Bosio. Un altro pastore valdese, Giuseppe Bertinatti, ufficiale del 49° Fanteria, fu pure nominato ufficiale conferenziere. L'organo valdese 'La Luce' aveva espresso soddisfazione per la «Rivoluzione di Febbraio» in Russia, ma si indignò per la «Rivoluzione di Ottobre»: il suo articolista più abituale, il pastore Enrico Meynier, espresse orrore per «Lenin (un tedesco autentico di nome e di fatto!) e la sua banda». Meynier non era un forcaiolo: era un bravo democratico e un massone. Forse si era scordato che proprio 'La Luce', nel fatale maggio 1915, aveva pubblicato l'appello di Comba: «Non entri l'odio a profanare il nostro cuore che è e deve essere il tempio di Dio. Nessun odio e nessun disprezzo per nessun uomo e nessuna nazione». Ma un po' di smemoratezza può capitare a chiunque in momenti di grandi angustie. Poco prima, il cristiano-sociale Enrico Rivoire se l'era presa con la frase del papa sulla «inutile strage». 'Massacro inutile?' era intitolato quell'articolo: e naturalmente la risposta era che no, la guerra non era inutile perché era necessaria al trionfo della pace sul militarismo' (pag 347)] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]