Sui libri di scuola si preferisce parlare di "brigantaggio", invece fu la guerra pił sanguinosa...
BIANCIARDI Luciano, Garibaldi. ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1972 pag 138 8°  foto illustrazioni iconografia cronologia. ['Neanche un terzo degli ufficiali garibaldini entrò con il suo grado nell'esercito regolare, e lo spurgo tenne anche conto della fede politica. Nino Bixio fu generale di divisione, e con lui Cosenz, Medici e Sirtori. Il bello è che lo stesso grado toccò al Pianell, un generale borbonico. A Garibaldi fu offerto il grado di generale d'armata, una grossa somma di denaro al figlio maggiore Menotti, una dote alle figlie e un castello. Di offrire soldi a lui personalmente non ebbero il coraggio. Infatti rifiutò ogni cosa. Trascorse la notte a bordo di una nave inglese, l''Hannibal', conversando con l'ammiraglio Mundy, e quando fu giorno partì per Caprera, con pochi fidati compagni. Si portava dietro un sacco di sementi, una balla di stoccafissi, qualche libbra di caffè, due mazzi di sigari e poche migliaia di lire "risparmiate" a sua insaputa dal segretario Basso. A continuare la guerra provvidero i piemontesi. Capua si arrese dopo una notte di bombardamento, Gaeta invece resistette all'assedio per cento giorni, e dovette passare un altro mese prima che si arrendessero Messina e Civitella del Tronto. Ma intanto, dopo la proclamazione del Regno d'Italia, il 14 marzo 1861, un po dappertutto, cominciava un'altra guerra, una guerra che di solito non si legge sui libri di scuola, e quando se ne parla, si preferisce dire "brigantaggio". Invece fu una guerra, la più sanguinosa di tutto il Risorgimento, e la più atroce, perché fu combattuta fra italiani. Le popolazioni del sud non accettarono la "occupazione" piemontese, e ci vollero settanta battaglioni per insegnar loro che fatta l'Italia, bisognava "fare gli italiani". Chi aveva acerbamente criticato il governo di Garibaldi, ora doveva convincersi che senza Garibaldi le cosa andavano anche peggio. Dovunque imboscate, ammazzamenti, rappresaglie, fucilazioni sommarie, coprifuoco, ostaggi. Una guerra che durò quasi cinque anni, stremando l'esercito italiano, le popolazioni, le campagne, e che ridusse il Meridione alla loro mercé. Napoli, che era la più grande e una delle più belle città d'Italia, cominciava la sua decadenza. Il "miracolo" dell'unità d'Italia era avvenuto, ma si trattava di un'unità raggiunta con l'intrigo e con la forza. Il paese restava profondamente diviso, e in qualche misura continua a esserlo ancor oggi. È una faccenda molto complessa che preferiamo chiamare "questione meridionale"' (pag 99-100)] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]   
  

Una guerra che di solito non si legge sui libri di scuola, e quando se ne parla, si preferisce dire "brigantaggio". Invece fu una guerra, la pił sanguinosa di tutto il Risorgimento, e la pił atroce