Darwin: "viaggiando tra zone desertiche.... raccoglievo cumuli di fatti in silenzio e solitudine"
LEAKEY Louis Seymour Bazett  GOODALL Vanne Morris, La scoperta delle origini dell'uomo. Dieci decenni di ricerche sull'evoluzione umana. FELTRINELLI EDITORE. MILANO. 1973 pag 165 16°  prefazione di L.S.B. LEAKEY, introduzione, Chiarimenti su alcuni termini usati in questo volume, foto illustrazioni grafici poscritto; traduzione dall'inglese di Marco LANCELLOTTI; Collana Universale Economica. L.S.B. Leakey è un noto antropologo. Vanne Morris Goodall  è una studiosa di letteratura antropologica. ['Charles Darwin era nato all'inizio del secolo, nel 1809, e era nipote di Erasmus Darwin, il famoso naturalista inglese le cui teorie preannunciarono quelle che avrebbero reso il nome di Darwin uno dei più famosi della storia mondiale. I genitori di Darwin lo avevano destinato alla carriera di medico, ma la stella che doveva guidarlo per tutta la vita fu il suo profondo interesse per la storia naturale. Nel 1831, quand'era ancora studente all'Università di Cambridge, si convinse a prendere parte a una spedizione scientifica che avrebbe percorso per cinque anni i mari del Sud. La mente del giovane Darwin, che si imbarcò nel 1831 sulla H.M.S. Beagle, era ancora profondamente influenzata dalla dottrina della "creazione distinta" e dalla conseguente tesi dell'immutabilità di tutte le forme di vita animale e vegetale. Le numerosissime meraviglie naturali che osservò durante il viaggio, e di cui prese minuziosamente nota, lo condussero progressivamente a formulare la sua nuova e diversa teoria per spiegare la molteplicità delle specie e la loro origine. Quando la 'Beagle' incrociò fra le isole Galapagos, al largo delle coste del Sud America, Darwin fece delle accurate osservazioni e ne rimase meravigliato. "Il mio più grande piacere", egli scrisse, "derivava da quanto passava nella mia mente mentre, da solo, ammiravo i paesaggi viaggiando tra zone desertiche e selvagge e maestose foreste... raccogliendo cumuli di fatti in silenzio e solitudine". Egli osservò come le forme degli uccelli e dei rettili, pur assomigliando chiaramente a quelle proprie del Sud America, variavano tuttavia  da un'isola all'altra che il vascello toccava. Fu inoltre colpito dalla somiglianza tra forme fossili di creature gigantesche, come l'armadillo, e quelle dei suoi moderni corrispondenti, e dal fatto che ambedue si potevano trovare solo in Sud America. Darwin notò che creature viventi, anche se apparivano strettamente collegate, mostravano variazioni persino in località diverse all'interno di una stessa area geografica. Si convinse quindi sempre più, con l'accumularsi dei dati raccolti, che la teoria dell'immutabilità della specie era completamente insostenibile: le specie non erano costanti ma si modificavano continuamente. Le domande fondamentali in proposito erano: "perché", e "come". Poteva darsi che una creatura come il gigantesco armadillo estinto fosse un antenato di quello esistente, oppure che ambedue rappresentassero i due estremi di una specie avente la stessa origine? Darwin tornò in Inghilterra con un numero stupefacente di appunti, in cui aveva meticolosamente tenuto nota delle piante e delle creature viventi osservate nel suo viaggio. Il viaggio era durato cinque interi anni, e fu immortalato da Darwin nel suo libro 'Il viaggio della Beagle', pubblicato nel 1839. (...) Darwin lavorò per vent'anni sul materiale che aveva raccolto e formulò la sua teoria dell'evoluzione' (pag 30-31)] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 
  

Darwin tornÚ in Inghilterra con un numero stupefacente di appunti, in cui aveva meticolosamente tenuto nota delle piante e delle creature viventi osservate nel suo viaggio