Trotsky, inviato nei Balcani nel 1912, racconta della brutalizzazione della guerra
IVETIC Egidio, Le guerre balcaniche. IL MULINO. BOLOGNA. 2006 pag 189 8°  introduzione, cronologia, letture consigliate, cartine, indice dei nomi, Universale Paperbacks Il Mulino. Egidio Ivetic insegna Storia dell'Europa orientale nell'Università di Padova. ['La Tracia non fu meno testimone di brutalità. I villaggi nei dintorni di Adrianopoli erano abitati da turchi e bulgari. La parte turca degli abitati fu completamente distrutta, gli uomini uccisi, le donne violentate. L'avanzata bulgara causò un esodo massiccio di turchi; i cristiani, cioè i bulgari e i greci, che rimasero nelle cittadine occupate, segnarono con le croci le porte dei domicili, per essere risparmiati. Quanto subito dalle famiglie turche, si sarebbe ritorto, con altrettanto orrore, su quelle bulgare solo nove mesi dopo. La rotta dell'esercito e lo sgretolamento dello stato ottomano nella Turchia europea avevano lasciato gli abitanti musulmani in balia delle forze d'occupazione. Molti, tuttavia, erano scappati in anticipo; sia i bulgari sia i serbi e i greci trovarono i villaggi semiabbandonati, ciò non toglie che ai rimasti, intere comunità di disperati, fu riservato il calvario. Si ebbero eccidi a seguito dell'avanzata serba in Macedonia e in Kosovo; e per quanto poco documentati da osservatori esterni, essi non furono meno efferati. A Skopie e nei dintorni, sia le bande dei miliziani macedoni e dei 'cetnici' serbi sia le truppe regolari serbe si scagliarono contro i musulmani, turchi, e albanesi; si parla addirittura di 5.000 albanesi uccisi in quella zona. Lev Trockij, inviato nei Balcani del quotidiano 'Kievskaja Misl', riporta la testimonianza di un ufficiale serbo, sconvolto da quanto visto: interi gruppi di albanesi che supplicavano pietà e che furono sgozzati. Altre testimonianze inviate dai soldati al giornale del partito socialista serbo narrano di che cosa stava succedendo, nel Kosovo, dove la popolazione musulmana e albanese dei villaggi misti era stata massacrata, comprese donne e bambini. Si parla esplicitamente di orrore. I racconti delle mutilazioni di labbra, di nasi e di orecchie fatte da alcuni montenegrini sui prigionieri ottomani, come 'souvenir', ricorrono, quasi come luoghi comuni, nella coeva letteratura sulle guerre balcaniche. L'arcivescovo cattolico di Skopje, Lazer Mjeda, scrisse nelle sue relazioni alla Santa Sede dei massacri fatti dai 'cetnici' e dai militari serbi e montenegrini in vari villaggi, e poi a Djakovica, Gjilan e Prizren; secondo il prelato, furono forse 25.000 gli albanesi uccisi nel 'vilayet' del Kosovo. Questo dato, 20-25.000 vittime, rimane discutibile e assai difficile da verificare. Non ci furono comunque solo atrocità; diversi sono i casi in cui le truppe serbe trattarono con i clan albanesi mentre procedevano verso meridione e l'Adriatico' (pag 94-95)] [ISC Newsletter N° 92] ISCNS92TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]