'Su Hiroshima l'atomica cauṣ la morte di 170 mila persone. Su Nagasaki fece 39 mila vittime'
MONTANELLI Indro CERVI Mario; collaboratori: Mauro BALLARE' Giovanni CAVALLOTTI Egisto CORRADI Giuseppe DALL'ONGARO Ivan LANTOS Alberto PASOLINI ZANELLI Alberto REDAELLI Pietro RADIUS Salvatore SCARPINO Mario SILVESTRI Marcello STAGLIENO Renzo TRIONFERA Giancarlo ZONGHI SPONTINI, Due secoli di guerre. Volume nono. La seconda guerra mondiale. EDITORIALE NUOVA. MILANO. 1983 pag 298 8° grande  foto illustrazioni iconografia profili biografici cronologia (Le date della guerra) cartine tabelle. ['La possibilità di costruire una bomba nucleare era stata dimostrata in teoria da Einstein, e in pratica da Enrico Fermi, con la realizzazione della pila atomica, che gli era valsa il Premio Nobel nel 1938. Ma gli studi concreti erano cominciati dopo lo scoppio della guerra, quasi contemporaneamente in America e in Germania. All'insaputa l'uno dell'altro, i due Paesi s'erano impegnati in una gara contro il tempo, e Dio sa chi l?avrebbe vina, se il 28 febbraio 1943 un manipolo di guastatori alleati non avesse fatto saltare gli stabilimenti dell''acqua pesante' allestiti dati tedeschi a Telemark, nella Norvegia occupata. Il Reich era stato così messo fuori gioco e l'America aveva avuto via libera. Gli esperimenti, coperti dal nome convenzionale di 'Progetto Manhattan' si erano svolti nei laboratori di Chicago e poi in una base segreta, presso Los Alamos, nel Nuovo Messico, con la partecipazione della più formidabile 'equipe' scientifico-tecnica che si fosse mai vista. Oltre agli italiani Fermi e Segre, agli americani Oppenheimer, Compton, Szilard e Frank e al tedesco naturalizzato inglese Fuchs, vi aveva lavorato infatti tutta una schiera di grandi nomi che comprendeva matematici, meteorologi, chimici, astrofisici e così via, fino agli esperti di balistica e di termodinamica. Erano trascorsi tuttavia molti mesi prima che si giungesse a un risultato positivo; e i servizi americani avevano avuto il loro daffare a mantenere il segreto per tutto quel tempo. Non c'erano riusciti, perché già nel novembre del '44, un soldato addetto alla base, David Greenglass, aveva 'soffiato' alcune informazioni alla sorella Ethel Rosenberg che, essendo militante comunista, le aveva a sua volta trasmesse a un funzionario dell'ambasciata sovietica. Ma s'era trattato di notizie marginali, e non risulta che, lì per lì, Mosca se ne fosse particolarmente allarmata. Il vero segreto del 'Progetto Mahnattan' era rimasto praticamente inviolato fino alla primavera del 1945. Lo stesso Harry Truman, all'epoca 'vice' di Roosevelt, ne aveva avuto appena un vago sentore. Seppe ovviamente molto di più dopo essersi insediato alla Casa Bianca. Ma un'idea esatta della situazione la ebbe solo il 28 maggio 1945, quando gli riferirono che la prima bomba atomica stava per essere fatta esplodere a titolo sperimentale e che i laboratori di Los Alamos erano in grado di confezionarne altre, equivalenti, ciascuna, alla potenza di 20.000 tonnellate di tritolo, ma in realtà assai più micidiali di quest'ultimo a causa delle radiazioni. Il 31 maggio si tenne a Washington un consiglio di guerra, cui presero parte il segretario alla Difesa Stimson, otto capi militari e, in veste di consulenti, quattro scienziati: Oppenheimer, Compton, Lawrence e Fermi. La proposta era quella di usare l'atomica per chiudere con un sol colpo la guerra contro il Giappone che, altrimenti, minacciava di «prolungarsi fino al novembre-dicembre, e forse oltre»: e le accoglienze più tiepide le ebbe, curiosamente, dai militari, alcuni dei quali, come Eisenhower e il comandante dell'aviazione Arnold, si dichiararono perplessi o addirittura contrari. Favorevole fu invece Stimson, mentre gli scienziati seguirono una via di mezzo: avanzarono riserve morali ma, al tempo stesso, si dissociarono dalla petizione del Premio Nobel Frank, il quale proponeva un «test pubblico» per far capire ai giapponesi che cosa li aspettava. Stimson tagliò corto dicendo che gli Stati Uniti non avevano atomiche da sprecare, e Oppenheimer fu d'accordo con lui. Ma la decisione finale la prese personalmente Truman, che se ne assunse l'intera responsabilità. «Consideravo la bomba come un'arma», scrisse in seguito, «e non ebbi mai dubbi sull'opportunità di impiegarla»' (pag 291-292)]  [ISC Newsletter N° 90] ISCNS90TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 
Truman decise di impiegare l'arma segreta degli USA: l'atomica. Su Hiroshima cauṣ la morte di 170 mila persone. Su Nagasaki fece 39 vittime'