1943: 'L'unico argomento di conversazione la guerra e la speranza che per loro sia finita'
SETON-WATSON Christopher, Da El Alamein a Bologna. La guerra italiana di uno storico in uniforme. EDITRICE CORBACCIO. MILANO. 1994 pag 235 8°  avvertenza prologo cartine foto; traduzione dall'orignale inglese di Raffaele PETRILLO; Collana storica diretta da Sergio ROMANO. ['Questo libro è la traduzione della seconda metà di 'Dunkirk-Alamein-Bologna', pubblicato dalla Buckland Publication Ltd di Londra nel novembre 1993. Include una scelta di brani tratti dalle lettere che tra il 1942 e il 1945 scrissi dal Nord Africa e dall'Italia ai miei genitori; dagli appunti che prendevo irregolarmente sui fatti quotidiani; e dalla Battery History del 1° Battaglione della Royal Horse Artillery, della quale facevo parte come comandante" (dalla 'avvertenza'). Christopher Seton-Watson è stato lecturer dell'Università di Oxford e ha pubblicato numerosi studi storici sull'Italia dal Risorgimento a oggi. Una delle sue opere maggiori è 'Storia d'Italia dal 1870 al 1925', pubblicata nel 1967. Suo padre R.W. Seton-Watson fu amico di Masaryk e di altri "dissidenti" mitteleuropei, insegnò storia di popoli slavi all'Università di Londra, fu l'ispiratore e il consigliere dei movimenti nazionali dell'impero austroungarico. Il fratello Hugh, fu negli ultimi cinquant'anni uno dei maggiori storici dell'Europa centro-orientale'. Tunisia: 'Come ho detto in una recente lettera a Hugh, nonostante tutte le follie e le meschinità, l'ostilità gratuita e l'indifferenza per la guerra che, soprattutto da queste parti, quasi tutti i francesi dimostrano da un paio d'anni, io mi scopro disposto a perdonarli e a giustificarli in ogni occasione. Mi manda in estasi la «francesità» persino della segnaletica stradale e dei pali telegrafici. Ho parlato con un paio di francesi, anche se non di politica, data la loro estrema riservatezza: secondo me, la situazione in Tunisia resterà delicata ancora per un bel pezzo. L'unico argomento di conversazione è la guerra e la speranza che per loro sia finita. Ovviamente, in un certo senso, è proprio così. Ma passerà molto tempo prima che possano assaporare in pieno le delizie della pace, nonostante l'arrivo della 'huitième armée' attorno ai cui reparti fanno ressa i ragazzotti, scimmiottando e salutando militarmente i nostri soldati. (...)' (Lettera, 6 maggio) [dal capitolo III, 'Vittoria in Tunisia, Marzo-Maggio 1943']; 'Non mi era mai passato per la mente che la fine sarebbe arrivata così all'improvviso, come se una massa d'acqua, sfondata una diga, avesse spazzato via nel giro di pochi giorni quanto restava del tracotante impero hitleriano' (dalla quarta di copertina)] [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]