Platone aspirava alla politica attiva ma "in politica niente puņ essere ottenuto senza partito"
TAYLOR Alfred Edward, Platone. L'uomo e l'opera. "LA NUOVA ITALIA" EDITRICE. FIRENZE. 1968 pag XVII 858 8°  presentazione di Mario DAL-PRA, dedica, prefazione di A.E. TAYLOR, note cronologia; indice nomi argomenti; Collana Il pensiero filosofico. ['Sia Platone che Isocrate, suo contemporaneo, benché un poco più anziano di lui, negano decisamente che Socrate abbia mai avuto dei veri e propri «discepoli» da «istruire», e Platone stesso, in una lettera scritta verso la fine della vita, chiarisce ancor meglio questo punto. Racconta infatti che al tempo dell'usurpazione oligarchica del 403-03, quando era ancora molto giovane, egli aspirava a seguire la carriera politica e che alcuni suoi parenti, che erano fra i rivoluzionari (senza dubbio Crizia e Carmide), lo esortavano a entrare nella vita pubblica sotto i loro auspici; egli però attese di veder prima quale sarebbe stata la loro politica. Fu poi preso da orrore osservando che ben presto essi si abbandonarono ad atti illegali e violenti e rimase infine del tutto disgustato quando tentarono di far complice il loro «vecchio amico Socrate», il miglior uomo del suo tempo, nell'arresto e nell'esecuzione illegale di un concittadino la cui proprietà intendevano confiscare. I capi del restaurato governo democratico, poi, fecero ancora peggio, poiché mandarono a morte Socrate sotto l'assurda accusa di empietà. Questo, dice Platone, pose fine alle sue aspirazioni politiche, poiché in politica niente può essere ottenuto senza partito, e il trattamento usato a Socrate da parte di entrambe le fazioni ateniesi dimostrava che non vi era nessun partito ad Atene in cui un uomo onorato potesse operare. Di qui si comprende chiaramente che Platone non considerò mai Socrate come suo maestro nel senso proprio del termine. Era legato a lui da un affetto personale, come può essere quello di un giovane nei confronti di un amico più anziano degno di rispetto e di venerazione, e lo considerò come un martire; ma non rinunciò alla sua originaria intenzione di dedicarsi professionalmente alla vita politica attiva prima che l'esecuzione di Socrate gli aprisse gli occhi una volta per sempre. Le sue primitive aspirazioni erano state quelle del riformatore sociale e politico, non quelle del pensatore o dell'uomo di scienza" (pag 11-12)] [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]