Un giro vorticoso di cambiali per finanziare le commesse belliche e il riarmo voluto dal nazismo
GIARDINA Roberto, Biografia del marco tedesco. GIUNTI. FIRENZE. 1996 pag 279 8°  bibliografia.  Roberto Giardina vive in Germania dal 1969 ed è oggi (1996) corrispondente da Berlino per 'La Nazione' e 'Il Resto del Carlino'. Oltre all'attività di giornalista è anche saggista e narratore. Ha pubblicato 'Prima linea uomo' (1974), 'Mass media nella Repubblica federale' (1975). ['Il 20 febbraio, Hitler riceve i 25 industriali più importanti guidati da Gustav Krupp e li informa sul programma economico. Le elezioni sono fissate per il 5 marzo. «La democrazia», dichiara Hitler, «minaccia la ripresa... Non ci sarà pace finché il marxismo non verrà eliminato». A Göring i magnati dell'industria versano un sussidio di 3 milioni di Reichsmark. Il 27 febbraio 1933 il Reichstag va in fiamme e i nazisti addossano la colpa ai comunisti. Alle elezioni di marzo che si svolgono in un clima terroristico Hitler e i suoi alleati tedesco-nazionali ottengono la maggioranza assoluta. Il 15 marzo Goebbels viene nominato ministro per la Propaganda. Il giorno dopo, al termine d'una discussione di cinque ore, il consiglio centrale della Reichsbank approva il ritorno alla presidenza di Hjalmar Schacht e "accetta" le dimissioni di Luther che ha tentato di salvarsi in extremis offrendo 100 milioni di Reichmark per il riarmo della Germania. Ma è troppo poco, troppo tardi. Luther ottiene una ricca pensione, oltre a una somma annua di 50.000 marchi extra, e per addolcirgli ancor di più la pillola, è nominato da Hitler ambasciatore negli Stati Uniti. Schacht invece vuol dare il buon esempio e riduce il suo appannaggio del 60 per cento, a circa 80.000 marchi all'anno, che non è comunque poco. «Non è possibile guidare una Banca centrale», dichiara, «senza essere d'accordo sulle questioni principali con il governo». Egli sottintende che il governo dovrebbe essere così saggio da seguire i suoi consigli. A Berlino l'incontro di calcio con la Francia si chiude in parità (3 a 3), ma a otto minuti dalla fine i tedeschi conducevano per 3 a 1. Sono sempre deboli sul finale di partita. Il 21 marzo vengono aperti i primi campi di concentramento a Oranienburg e a Dachau. Due giorni dopo un Reichstag amputato di molti esponenti dell'opposizione vota i pieni poteri a Hitler. Nasce la dittatura ma il Führer si affretta a dichiarare: «Questo governo eviterà radicalmente esperimenti valutari». Il 29 marzo inizia il boicottaggio contro gli ebrei. Schacht diventa anche ministro dell'Economia, con poteri enormi, e ringrazia Hitler con un'invenzione tra il geniale e il furbesco: i cosidetti "Mefo Wechsel", per finanziare il riarmo. Le grandi industrie, Siemens, Krupp, Rheinstahl, creano una società dal capitale ridotto, la "Mefo" (Metallurgische Forschunggesellschaft - Società di ricerca metallurgica), che emette "Wechsel" per un totale di 12 miliardi scontati dalla Reichsbank, la quale è quindi obbligata a saldare i debiti verso fornitori e creditori. Sarà la "Mefo" a finanziare indirettamente le commesse belliche, in un giro vorticoso di cambiali. Schacht nonostante tutto rimane scettico, e un giorno chiede ironico a Albert Speer: «A che ci servono mille aerei in più se abbiamo benzina per 14 giorni?»" (pag 73-74)] [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]