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'Gli intellettuali piccolo-borghesi nella rivoluzione' PDF Stampa E-mail
"La guerra assegnò all'esercito la parte decisiva negli eventi della rivoluzione. L'antico esercito significa lo stesso che classe contadina. Se la rivoluzione si fosse svolta in maniera più normale, cioè nelle condizioni dei tempi di pace - così come aveva già cominciato nel 1912 -  il proletariato avrebbe assolutamente preso una posizione direttiva. Le masse rurali sarebbero state, a poco a poco, rimorchiate dal proletariato e trascinate nel vortice della rivoluzione. La guerra però ha recato tutt'altra meccanica negli eventi. I contadini furono uniti dall'esercito, non politicamente, ma soltanto militarmente. Prima ancora che precise idee e postulati rivoluzionari avessero unito le masse dei contadini, questi erano già incorporati nelle file dei reggimenti, delle divisioni, dei corpi, delle armate. Gli elementi della democrazia piccolo-borghese, che erano sparsi in quell'esercito, e che, tanto nei rapporti militari quanto ideali, rappresentavano la parte principale, avevano quasi tutti delle tendenze piccolo-borghesi-rivoluzionarie. Il profondo malcontento sociale delle masse si inasprì e cercò uno sfogo, specialmente in seguito allo sfacelo militare dello zarismo. Non appena la rivoluzione potè spiegarsi, l'avanguardia del proletariato fece rivivere la tradizione del 1905 e radunò le masse popolari, per organizzare istituzioni rappresentative in forma di Sovieti di deputati. L'esercito si trovò a dover mandare rappresentanti nelle istituzioni rivoluzionarie, prima ancora che la sua coscienza politica potesse, foss'anco per poco, raggiungere il livello degli eventi rivoluzionari, che si andavano compiendo. Chi mai potevano mandare i soldati, come loro deputati? Evidentemente, soltanto quelli fra loro, che rappresentavano l'intellighenzia e la semi-intellighenzia, che possedevano una riserva, magari minima di cognizioni politiche, e che queste cognizioni erano in grado di esprimere. In questo modo gli intellettuali piccolo-borghesi furono improvvisamente sollevati a enorme altezza dalla volontà dell'esercito ridestantesi. Medici, ingegneri, avvocati, giornalisti, volontari d'un anno, che, avanti lo scoppio della guerra, menavano una comunissima esistenza borghese e non avevano mai preteso di avere una parte direttiva, fecero ad un tratto la loro comparsa come rappresentanti di interi corpi di eserciti, e improvvisamente si sentirono « duci » della rivoluzione. La nebulosità della loro ideologia politica, corrispondeva perfettamente all'aspetto amorfo della coscienza delle masse rivoluzionarie. Per codesti elementi noi eravamo dei « settari »: noi, che avevamo sostenuto in tutta la loro chiarezza e irreconciliabilità i postulati sociali degli operai e contadini. E ci trattavano con la massima alterigia. Nello stesso tempo la democrazia piccolo-borghese nascondeva, sotto l'altezzosità del parvenu rivoluzionario, la più profonda diffidenza contro le sue proprie forze, come pure contro quella massa che l'aveva innalzata a quella insperata altezza. Sebbene gl'intellettuali si chiamassero socialisti e volessero passare per tali, stavano a guardare con mal celata venerazione l'onnipotenza politica della borghesia liberale, le sue cognizioni e i suoi metodi. Indi l'aspirazione dei capi della piccola borghesia a ottenere, a ogni costo, la collaborazione, l'alleanza, la coalizione con la borghesia liberale. Il programma del partito dei socialisti-rivoluzionari (il quale è, da cima a fondo, costruito su nebulose formule umanitarie che sostituiscono i metodi di classe con sentimentali luoghi comuni e con costruzioni morali) parve essere il più adatto paramento intellettuale per questa sorta di duci ad hoc. La loro aspirazione a mettere al sicuro la propria impotenza intellettuale e politica nella scienza e nella politica borghese, che incuteva loro tanto rispetto, trovò giustificazione teoretica nella dottrina dei menscevichi" (pag 34-36) [LEGGERE IN: Leone Trotsky,'Dalla rivoluzione d'ottobre al trattato di pace di Brest-Litowsk', Roma, 1945] [scritto dall'autore nei momenti di riposo, durante le trattative di pace con gl'Imperi Centrali] [Versione digitale su richiesta] [ISC Newsletter N° 77] ISCNS77DIGIT  [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
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