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Le idee comunistiche dei Livellatori inglesi PDF Stampa E-mail
"Nessuno mise in ciò maggior zelo del Lilburne, il quale scorgeva in Cromwell il maggior nemico della libertà inglese, e per tale lo denunziò ai soldati. Da pamfletista istancabile attaccò senza posa il governo. Di uno dei suoi scritti principali si argomenta l'indole dal solo titolo, che è: « le nuove catene dell'Inghilterra ». Lilburne fu incarcerato con parecchi amici, che la pensavano allo stesso modo: ma poi seppe usar della penna anche dalla prigione, per non dire che già avea messo nei soldati l'animo della rivolta. I reggimenti destinati alla guerra d'Irlanda fecero aperta opposizione, com'era già accaduto nel 1647. Le truppe chiedevano il pagamento degli stipendi, e che le libertà inglesi fossero salve. Lo spirito della rivolta non si limitava alla guarnigione della capitale, ma penetrava già in quelle sparse in diversi punti del paese. Degli ufficiali mal visti furon scacciati, dei manifesti rivoltosi furono messi in giro, e ai tiranni che cercassero di torcere a Lilburne un solo capello fu minacciata la vendetta del cielo. Già da un pezzo gli aderenti di Lilburne venian chiamati livellatori. Ma con cotesto nome venne con maggior ragione applicato ad un'altra classe di persone, le cui tendenze avanzarono di molto le idee di Lilburne. Nella contea di Surrey una piccola compagnia di contadini si armò di zappa e di vanga, per lavorare i fondi comunali. Zappata la terra fecero la semina, e invitarono i contadini vicini a prestar loro aiuto. I capi di tal compagnia, il Winstanley e l'Everard, ch'era stato soldato e che si dava per profeta, assicuravano, che il numero degli aderenti raggiungerebbe ben presto i mille. Il popolo di Dio, così dicevano, geme dai tempi di Guglielmo il conquistatore in una schiavitù peggiore di quella d'Egitto, ma il momento della riscossa è venuto. Essere intendimento loro di ristabilire l'antica comunanza, a cui Dio destinò l'uomo, di divider tra i poveri i frutti della terra, di dare a mangiare agli affamati, e dare a bere agli assetati. Ogni singolo proprietario cederebbe ben presto il suo. I Livellatori alla massa comune, si tornerebbe a vìvere sotto le tende come gli antichi di cui narra la Bibbia, l'uso del danaro diverrebbe superfluo, poiché ciascuno avrebbe da mangiare, da bere e da vestirsi senza fatica. La proprietà, così si sentiva a dire qua e là, essere l'origine di ogni peccato. Delle idee comunistiche, attinte al falso concetto di un originario stato di diritto, alimentate dall'entusiasmo religioso, e simili a quelle ch'erano scoppiate con tanta violenza nel secolo XIV in Inghilterra e nel XVI in Germania, minacciarono di scuotere dalle fondamenta l'edifizio sociale" (pag 254-255). LEGGERE IN: STERN Alfredo, Storia della rivoluzione inglese. Con ritratti illustrazioni e carte. LEONARDO VALLARDI EDITORE. NAPOLI. 1885 pag 402 8°  cartina a colori illustrazioni, traduzione di Antonio LABRIOLA Professore ordinario della R. Università di Roma [Versione digitale su richiesta] [ISC Newsletter N° 75] ISCNS75DIGIT   
 
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