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ISC Newsletter, N° 34 February , 2010 |
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A. Le iniziative pubbliche ed editoriali dell' Istituto di Studi sul Capitalismo, Genova. --------- B. Attività interna della Biblioteca e del Centro di Documentazione ISC. 1. Ultime acquisizioni in Biblioteca. (Selezione) 2. Ultime recensioni librarie inserite nell' Archivio Bibliografico. (Selezione) 3. Ultime acquisizioni in Emeroteca. (Selezione) 4. Libri antichi, rari, di pregio acquisiti in Biblioteca. (Selezione) 5. Segnalazioni dalla stampa internazionale. (Selezione) 6. Archivio delle citazioni. 7. Recensioni. --------- C. Comunicazioni e notizie varie.
A. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- B. Attività interna della Biblioteca e del Centro di Documentazione ISC.
1. Selezione dei libri acquisiti in Biblioteca.
1. BESSIERE Stéphanie, La Chine à l'aube du XXIe siècle. Le retour d'une puissance? L' HARMATTAN. PARIS. 2005 pag 190 8° avvertenze introduzione note scheda segnaletica sigle bibliografia ("...La repubblica popolare cinese afferma, quanto ad essa (l'invasione cinese del Tibet del 1949-1950, ndr), che il suo rapporto con il Tibet è un affare interno in quanto esso è, ed è stato per secoli, parte integrante della Cina. Il Tibet fu prima di Gesù Cristo e per i secoli che seguirono, una delle grandi potenze dell' Asia. Nel corso dei suoi 2000 anni di storia, il Tibet non ha subito influenze straniere che per brevi periodi nel XIII secolo (impero mongolo) e XVIII secolo (impero manciù) ...")
2. BOILLOT Jean-Joseph, L' économie de l' Inde. LA DECOUVERTE. PARIS. 2006 pag 121 16° introduzione note tabelle riquadri grafici cartine bibliografia; Collection Repères ("...En dépit d'une population qui atteindra 1.6 milliard d'habitants en 2050, le poids relatif de l'Inde devrait se stabiliser aux alentours de 18% de la population mondiale en raison de son entrée dans la dernière phase de la transition démographique et alors que l'Afrique n'en est qu'au milieu. Cette dernière devrait ainsi dépasser la population indienne en 2030 au moment même où elle dépasserait celle de la Chine, puis s'envoler vers 2 milliards d'habitants en 2050, soit davantage que la population indienne à la fin du XXIe siècle. Pourtant, l'Inde va bien changer en partie l'équation démographique du monde à deux titres. D'une part, relativement aux zones développées et même à la Chine dont le vieillissement rapide donnera à l'Inde un poids relatif hors Afrique comme elle n'est a jamais connu. L'Europe, ex-URSS comprise, tombera ainsi au tiers de la population indienne alors qu'elle était en tête en 1950 à égalité avec la Chine. Les Etats-Unis, en déclin relatif plus lent, passeront tout de même en dessous de la barre de 5% de la population mondiale tandis que l'Europe de l'Ouest continentale hautement développée devrait tomber à 2% comme le Japon...")
3. BOLOGNE Maurice, con José FONTAINE Guy DESOLRE Robert DEVLEESHOUWER, L' insurrection prolétarienne de 1830 en Belgique. EDITIONS ADEN. BRUXELLES. 2005 pag 159 16° Lettre adressée par Henri Pirenne à Maurice Bologne en 1929, introduzione di Emile VANDERVELDE (1929) note bibliografia postfazione: 'Le prolétariat de Belgique en 1830' di Guy DESOLRE, 'La Révolution belge de 1830' di Robert DEVLEESHOUWER ("...Martedi 27 luglio 1830, gli operai stampatori di Parigi diedero il segnale della rivolta. Due giorni dopo, il popolo fu padrone della città. L' emozione che questa novità provoca nelle province belghe dei Paesi Bassi è indescrivibile. I resoconti sia orali che scritti della vittoria operaia erano ascoltati e letti con il più grande entusiasmo. I giornali, tirati in migliaia di esemplari, non bastavano a soddisfare la curiosità della massa. I pamphlets scritti in fiammingo riproducevano i racconti della stampa francese e creavano un' effervescenza generale nei centri operai delle Fiandre...")
4. CAPROTTI Bernardo, Falce e carrello. Le mani sulla spesa degli italiani. MARSILIO. VENEZIA. 2007 pag 187 8° prefazione di Gelminello ALVI (pag 9-35) tabelle note foto documenti appendice: 'La Coop sei tu? Conosciamoci di più! di Stefano FILIPPI ("...Ormai i giochi sono fatti, conviene forse lasciar passare un po' di acqua sotto i ponti e sarà soltanto il 23 dicembre 1992 (a Natale tutto tace!) che il Comune di Modena venderà a Coop Estense per 10 miliardi di lire (5 milioni di euro) il suo terreno di 78.000 metri sui quali verranno edificati 31.000 metri dei 46.000 di superficie totale del centro commerciale (68%). Di questi 28.000 metri, pari alle 28 esselunghe predette, saranno area di vendita. (...) A questo punto, tutta l'orchestrazione, tutto il concerto mi sono sembrati chiari, salvo il prezzo del terreno ceduto dal Comune ai cooperatori, che mi è sembrato esiguo. Pur con la copertura di un valutatore americano, 5 milioni di euro per un terreno di otto ettari con tutta quella edificabilità commerciale sono una cosa mai vista. Sapeva il valutatore americano che il terreno era "commerciale"? O pensava di trovarsi nelle praterie del Midwest, coi bisonti? Ma, mi sono detto, affari loro. Se i cittadini di Modena sono contenti ...")
5. CARPINELLI Cristina, La Russia a pezzi. EDIZIONI ACHAB. VERONA. 2008 pag 156 8° prefazione di Luigi GRECO introduzione di Cristina CARPINELLI note tabelle bibliografia appendici: 'La Russia sta invecchiando: c'è speranza?', 'La donna dei vecchi villaggi, quintessenza della povertà russa' ("...Queste violazioni sono maggiormente presenti nelle imprese private piuttosto che in quelle statali, e sono più frequenti in caso d'occupazione saltuaria. Al "top" di tutte queste violazioni, c'è il nuovo codice del lavoro recentemente introdotto in Russia (1 febbraio 2002), che ammette il lavoro minorile, autorizza le donne, anche quelle incinte, a svolgere i turni di lavoro notturni, aumenta "su richiesta del lavoratore" la durata della giornata lavorativa da 8 a 12 ore (i datori di lavoro possono imporre le 56 ore settimanali senza il compenso straordinario) e impedisce ai sindacati d'agire in difesa dei lavoratori su alcune materie (mentre in passato i lavoratori non potevano essere legalmente licenziati se il sindacato si opponeva, il nuovo codice permette ai datori di lavoro di licenziare a loro discrezione e di creare "liste nere" di attivisti sindacali; consente loro di spostare a proprio piacimento le maestranze e d'imporre contratti che fanno saltare le regole della contrattazione collettiva; legittima le imprese a concludere i contratti di lavoro con le organizzazioni sindacali che preferiscono, e così via) ...")
6. DI-GREGORIO Pinella, Oro nero d' Oriente. Arabi, petrolio e imperi tra le due guerre mondiali. DONZELLI EDITORE. ROMA. 2006 pag VI 263 8° introduzione note ringraziamenti fonti bibliografia indice nomi ("...Se mai ce ne fosse stato bisogno, a sottolineare il crescente interesse americano per l'Arabia Saudita, sulla via di ritorno dalla Conferenza di Yalta, il 14 febbraio 1945, Roosevelt si incontrò con il re saudita Ibn Saud, a Great Bitter Lake nel Canale di Suez. Sarebbe stato certamente fuori luogo che il presidente degli Stati Uniti deviasse il suo viaggio (...). Durante le cinque ore di colloquio il principale tema in discussione, secondo il rapporto dell'unico testimone, il console William Eddy, fu la fondazione di uno stato ebraico in Palestina. Non si sa se i due abbiano discusso di aiuti finanziari o di petrolio, ma il re saudita fece del suo meglio per informare il presidente sulla situazione finanziaria del suo paese. Riferendosi ai britannici che avevano sempre sostenuto che l'interesse americano per l'Arabia Saudita era transitorio, basato su una "joint partnership" di guerra, Saud chiese di conoscere quale fosse l'intenzione del governo degli Stati Uniti. (...) L'incontro fu di grande importanza per il sovrano saudita (...) nella visione regionale del regno saudita significava autonomia politica e tutela contro gli odiati regni hascemiti, Transgiordania e Iraq, creati dalla Gran Bretagna, che ne lambivano i confini, minacciandone l'indipendenza. Gli Stati Uniti avrebbero potuto rappresentare una seria alleanza alternativa...")
7. D'ORSI Angelo, I chierici alla guerra. La seduzione bellica sugli intellettuali da Adua a Baghdad. BOLLATI BORINGHIERI. TORINO. 2005 pag 331 16° premessa note bibliografia (pag 283-320) indice nomi ("...Nel caso della guerra del 1914 per Salvemini gli interesse nazionali coincidono con quelli del proletariato e dei partiti democratici. Siamo abituati a nette demarcazioni tra interventismi: "Naturalmente, interventisti come Salvemini e Bissolati non avevano niente a che fare con l' interventismo dei nazionalisti di destra" (Salvadori, op.cit.). Forse è ora di rendersi conto che le distanze non sono poi così grandi; e che, paradossalmente, gli interventisti di destra appaiono più coerenti e lucidi di quelli democratici, i quali assumono una posizione politicamente ad essi subordinata. Non è un dato secondario e casuale la presenza in un comizio romano del maggio 1915 di Salvemini e Bissolati insieme a Federzoni, Corradini e D'Annunzio...")
8. GROPPI Tania, Canada. IL MULINO. BOLOGNA. 2008 pag 178 8° premessa note cronologia politica istituzionale (pag 163-168) nota bibliografica (bibliografia) indice nomi; Collana 'Si governano così', a cura di Carlo FUSARO ("...Nel suo complesso, la Camera si presenta rigorosamente inquadrata in gruppi parlamentari, con poco o nessuno spazio di movimento per i singoli deputati, quei 'backbenchers' (“peoni”, ndr) che acquistano un minimo di rilievo soltanto nelle riunioni del gruppo parlamentare, ogni mercoledì mattina, oppure nell'ambito dei Comitati parlamentari, ovvero attraverso la presentazione di disegni di legge "manifesto", finalizzati ad attrarre l'attenzione dell'opinione pubblica. E' troppo poco, però, agli occhi degli elettori, che vedono i propri rappresentanti sempre più ridotti a macchine per votare, fedeli più al partito che al proprio elettorato...")
9. LIVADIOTTI Stefano, L' altra casta. Privilegi, carriere, misfatti e fatturati da multinazionale. L' inchiesta sul sindacato. RCS LIBRI. MILANO. 2008 pag 237 8° introduzione avvertenza ringraziamenti bibliografia indice nomi ("...Siamo dunque appena al di sotto della soglia dei 4 milioni. Ma l'Eurispes allarga ancora il campo e si cimenta in una stima di quello che si potrebbe chiamare l'indotto dell'amministrazione statale. "Il pubblico", conclude, "garantisce l'occupazione a oltre 4 milioni e 500 mila lavoratori, pari al 22% dell'intera forza lavoro e al 30% dei dipendenti". Tanto per avere un'idea, e sempre che la stima sia corretta, vuol dire che il mondo dei pubblici impiegati vale quasi quanto l'intero sistema confindustriale: le 123 mila e 300 imprese aderenti alla potente organizzazione di viale dell'Astronomia totalizzano infatti 4 milioni e 768 mila addetti...")
10. NOUAILHAT Yves-Henri, Truman un chrétien à la Maison Blanche. LES EDITIONS DU CERF. PARIS. 2007 pag 201 16° elenco opere autore, ringraziamenti introduzione note testi e documenti bibliografia (pag 191-197) ("...Truman ayant été occupé par le rappel du général MacArthur, ce n'est qu'à la fin d'avril 1951 qu'il contacta le général Mark W. Clark. "Libérateur de Rome", ancien commandant de la V° armée, Clark était en 1951 chef des forces terrestres de l'armée américaine, stationnées à Fort Monroë, susceptible de devenir chef d'était-major des armées. Episcopalien, comme Taylor, proche des catholiques, il avait rendu plusieurs fois visite au pape lorsqu'il avait séjourné en Italie après la guerre. Truman attendit le 19 octobre, veille de la clôture de la session du Congrès, pour informer le Sénat de sa nomination. (...) La hiérarchie catholique, aux Etats-Unis, accueille la nouvelle avec une grande satisfaction. Le cardinal Spellman déclar: "Je suis content de l'action du président (...). Les Etats-Unis et le Saint-Siège ont des objectifs identiques de paix...")
11. SINYAI Clayton, Schools of Democracy. A Political History of the American Labor Movement. ILR PRESS - CORNELL UNIVERSITY PRESS. ITHACA LONDON. 2006 pag X 293 8° ringraziamenti introduzione note bibliografia indice nomi argomenti ("...In the United States, the figure of Monsignor John Ryan stood out. His book 'A Living Wage' (1906) derived from Leo's premises and from American social science and served as an important ideological foundation for Progressive-era protective labor legislation. After World War I, the American bishops commisioned Ryan to draft a statement of Catholic social principles that proved audacious in its advocacy of trade union organization, the minimum wage, social insurance against unemployment, disability and old age, and extensive government regulation of industry in the public welfare. Ryan's career as American Catholicism's spokesman on social issues brought him into close cooperation with Roosevelt and the New Deal reformers. Other Catholic voices soon joined the New Deal labor chorus. Catholic lay activists formed ACTU, the Association of Catholic Trade Unionists. In ACTU's network of labor schools, thousands of Catholic trade unionists learned not only the Church's social teachings but also the fundamentals of organizing, grievance handling, holding union meetings, and running for trade union office...")
12. VESPUCCI Amerigo, a cura di Cristiano SPILA, Mundus Novus. CITTA' APERTA EDIZIONI. TROINA, ENNA. 2007 pag 70 8° introduzione di Cristiano SPILA, postilla editoriale, Stato della questione e prospettive bibliografiche note, Il Mondo Nuovo; Nuovo Planetario, collana diretta da Armando GNISCI ("...Come è stato ampiamente sottolineato dagli studiosi, Vespucci non era un comandante, o un navigatore; semmai un mercante dapprima costretto a viaggiare, e poi divenuto appassionato di carte nautiche e di scienza della navigazione, e infine scopritore...")
Lista completa in: v. http://www.isc-studyofcapitalism.org
---------- 2. Selezione delle recensioni inserite in Bibliografia.
1. ALAM Anwar a cura, India and West Asia in the Era of Globalisation. NEW CENTURY PUBLICATIONS. NEW DELHI. 2008, pag 352 $49.0 ("...La postura della politica estera indiana negli ultimi anni, soprattutto verso l' Asia Occidentale e il Nord Africa (West Asia and North Africa, WANA), è stata oggetto di un intenso dibattito. Lo sviluppo delle relazioni con gli USA e Israele, il suo "atteggiamento tiepido" sulla crisi iraniana e la questione nucleare iraniana sono state viste come un significativo mutamento nell' esercizio della politica estera indiana. Negli ultimi 15 anni sono state mosse alcune critiche ai vari governi del paese per aver abbandonato la politica estera "indipendente", per aver deviato dallo stile nehruviano di consenso in questioni di politica estera e di essere al traino della politica estera americana. Altri hanno argomentato che questa radicale riorientazione in termini di filo-americanismo porti il marchio del "realismo" e del "pragmatismo" che è dettato dalla domanda di globalizzazione...")
2. BERTINI Fabio, La democrazia europea e il laboratorio risorgimentale italiano (1848-1860). FIRENZE UNIVERSITY PRESS. FIRENZE. 2007, pag 123 Euro, introduzione al volume di Claudio DE BONI ("...Dopo la sconfitta dei moti democratici del 1848, coloro che militavano nel "campo perdente", cioè repubblicani, liberali e democratici, avviarono un profondo ripensamento delle dottrine politiche e sociali che avevano sostenuto il progresso della democrazia in Europa. Tale ripensamento assunse il carattere di un dibattito internazionale e fornì le coordinate necessarie a inquadrare le origini e gli sviluppi della letteratura politica italiana, da Mazzini a Pisacane. (...) Nel composito panorama ideologico, emerge negli autori italiani la consapevolezza della centralità degli sviluppi francesi: la Francia diventava l' esempio storico della realizzabilità, o viceversa, della fallibilità delle idee politiche e sociali da loro discusse mentre la questione italiana è riletta alla luce delle vicende francesi...")
3. BLOOM Allan, La chiusura della mente americana. FRASSINELLI. MILANO. 1988, pag 373 Euro 15.24, traduzione di PIERACCINI Paolo ("...A poco più di vent'anni dalla pubblicazione del suo famoso libro "La chiusura della mente americana" (...) una vigorosa difesa dei classici occidentali della letteratura, della storia, della filosofia e un'aspra denuncia del proselitismo ideologico e del multiculturalismo nelle università, Allan Bloom sta ottenendo una inaspettata rivincita postuma (...). Il suo manifesto, a lungo un bestseller, spaccò in due il mondo della cultura e delle università in America e in Europa. Appoggiarono Bloom persino ex radicali alla John Searle, lamentando che «icone come Socrate e Marx, prima ritenuti forze liberatrici, vengano ora giudicati forze oppressive». Ma il predominio dei liberal tra i docenti e la rivolta studentesca lo sconfissero. Prevalsero il progressismo e il multiculturalismo, e le facoltà umanistiche cambiarono: meno classici, più opere del Terzo Mondo, di minoranze etniche e di donne, più revisionismo filosofico e storico...")
4. BONAIUTI Chiara DAMERI Debora LODOVISI Achille a cura, L' industria militare e la difesa europea: rischi e prospettive. Annuario Armi-Disarmo Giorgio La Pira JACA BOOKS. MILANO. 2008, pag 576 Euro 29.0, Collana: Di fronte e attraverso ("...Al mondo esistono di fatto quattro grandi poli industriali-militari in cui si fabbrica più del 90% dei sistemi d arma e servizi per la difesa. Il primo, per importanza economica, politica e capacità industriale, si trova negli Stati Uniti, il secondo è rappresentato dalle strutture produttive dei grandi paesi dell'Europa occidentale e del Giappone, il terzo è costituito dall'industria bellica ex sovietica ereditata dalla Russia, il quarto, infine, dal comparto bellico della macchina manifatturiera cinese...")
5. DALIN David G. ROTHMAN John F., Icon of Evil: Hitler's Mufti and the Rise of Radical Islam. RANDOM HOUSE. NY. 2008, pag 240 Euro 26.0 ("...Eletto muftì di Gerusalemme nel 1921per volontà degli inglesi, Haj Amin si rivelò un despota sanguinario e antisemita. E quando l' Inghilterra aprì la Palestina agli ebrei in fuga dalla Germania nazista, scatenò i moti arabi che culminarono nella rivolta del '36, facendo assassinare indiscriminatamente non solo ebrei, ma anche inglesi e palestinesi dissidenti. Sconfitto, il muftì si rifugiò a Berlino, fornì a Hitler volontari musulmani per le SS e caldeggiò l' Olocausto. In cambio chiese, ma non ottenne, il bombardamento di Gerusalemme e la formazione di un corpo speciale per la «liberazione» della Palestina. Caduto il Terzo Reich, il muftì riuscì misteriosamente a sottrarsi ai processi per crimini di guerra e a riparare in Medio Oriente, dove morì nel '74 «moralmente e politicamente screditato» ...")
6. DUDOUET Francois-Xavier, Le grand deal de l' opium. Histoire du marché légal des drogues. EDITIONS SYLLEPSE. PARIS. 2009, pag 306 Euro 20.9, prefazione di Howard S. BECKER; Collection "Histoire: enjeux et débats" ("...Contrariamente a ciò che si crede, il commercio legale della droga esiste, ed è molto più importante del molto mediatico traffico illegale di stupefacenti. Organizzazioni internazionali che dipendono dall'ONU, rappresentanti degli Stati e delle industrie farmaceutiche hanno messo in piedi le strutture economiche e giuridiche di questo mercato legale delle droghe, che assume la forma di un vero monopolio internazionale. Il libro mostra che questi uomini e organizzazioni non hanno mai cercato di combattere il traffico di droga. La loro attività principale è sempre stata quella di costruire e poi di controllare il mercato legale degli stupefacenti. Perché? Perché è qui che c'è il denaro e il guadagno. Il commercio legale fornisce gli ospedali, i medici e le farmacie. L'industria farmaceutica domina gli scambi delle materie prime - capsule di papavero e foglie di coca - e i sistemi di fabbricazione e di distribuzione dei prodotti finiti. Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia (qualche volta la Germania e altri paesi) ottengono un profitto enorme da queste industrie e dal quasi-monopolio che detengono sul commercio degli stupefacenti. I loro rappresentanti nelle istituzioni internazionali agiscono, in primo luogo e prioritariamente, al fine di proteggere questo monopolio e di preservare i benefici che produce...")
7. GAGGI Massimo BARDAZZI Marco, L'ultima notizia. Dalla crisi degli imperi di carta al paradosso dell'era di vetro. RIZZOLI. MILANO. 2009, pag 276 Euro 18.0 ("...La radio ha impiegato trentotto anni a raggiungere la soglia dei 50 milioni di ascoltatori. Alla tv ne sono stati necessari tredici. Internet ha toccato quota 50 milioni di utenti in soli quattro anni, e lo stesso traguardo è stato raggiunto dall'iPod in poco meno di tre». Quella a cui stiamo partecipando, volenti o nolenti, è la più grande rivoluzione mai avvenuta nel campo delle comunicazioni. Non solo per celerità (gli anni sono diventati mesi, i mesi giorni, i giorni ore) ma per il radicale cambiamento in atto nell'universo mediatico. Questa mutazione ha un nome e si chiama convergenza. Convergenza significa che il futuro della comunicazione è qualcosa che va ben oltre la vecchia teoria secondo cui in una società la struttura mentale delle persone e la cultura sono influenzate dal mezzo di comunicazione egemone (il famoso slogan di McLuhan «il medium è il messaggio»). Convergenza è la voce del molteplice, dell'indiscernibile, dell'ibridato. Nel settore delle telecomunicazioni, il cambiamento basilare consiste nel fatto che ciascun medium non è più destinato a svolgere un singolo tipo di prestazione, ma è in grado di diffondere più generi di servizi (radio, cellulare, tv, social network, ebook e altre forme interattive)...")
8. KARL Michaela, Die Münchener Räterepublik. Porträts einer Revolution. PATMOS VERLAG. DÜSSELDORF. 2008, pag 276 Euro 24.9; foto ("...Il 1° novembre 1918 cominciò, con l' insurrezione dei marinai di Kiel, la rivoluzione contro il Kaiser e la sua guerra. Sei giorni dopo a Monaco Kurt Eisner proclamò la repubblica. Dopo il suo assassinio, il Consiglio degli operai e dei soldati, il 7 aprile 1919, proclamò la Repubblica dei Consigli di Baviera. All' inizio di maggio la rivoluzione fu repressa nel sangue dai corpi franchi (Freikorps) formati a Berlino. Con ciò venne posta la base del fascismo tedesco...")
9. KTITAREFF Michel KOSCIUSKO-MORIZET Nathalie, Révolution verte: enquête dans la Silicon Valley. DUNOD. PARIS. 2009, pag 189 Euro 17.0, cartine illustrazioni, Quai des sciences ("...Da un trentennio, la Silicon Valley è un vero laboratorio del mondo: rivoluzione dei semi-conduttori, dell'informatica, di Internet. Questo luogo, appena più grande della regione parigina, non cessa di stupire per le sue formidabili capacità di innovazione. Energie rinnovabili, sviluppo durevole, tecnologie pulite sono al centro delle attenzioni dell'opinione pubblica. L'autore conduce il lettore nei laboratori dove si perfezionano i prodotti che stanno rivoluzionando la vita quotidiana: autovetture pulite, contatori intelligenti, strade autoregolate. Espone nel dettaglio i meccanismi che permettono di passare, in tempo record, dalla ricerca fondamentale al prototipo, poi alla fabbricazione in serie. In una serie di scenari futuri, descrive come queste tecnologie verdi sconvolgeranno il nostro modo di vita...")
10. POLANYI Karl, La grande transformation: aux origines politiques et economiques de notre temps. GALLIMARD. PARIS. 2009, pag 420 Euro 12.50, traduzione dall'inglese di Maurice AUGENO e Catherine MALAMOUD; prefazione di Louis DUMONT; 1° edizione francese 1983 ("...Per l'autore la società gestita come ausiliare del mercato è qualcosa di recente. Fino al XIX secolo "qualsiasi fosse l'istituzione corrente del mercato, dalla fine dell'età della pietra in poi, il suo ruolo era sempre stato secondario nella vita economica." I mercati erano integrati nelle istituzioni che organizzavano la produzione e la ripartizione dei beni. Ecco che nel XIX secolo, le cose in Europa cambiano: con l'economia di mercato, si passa a "un sistema economico comandato, regolato e orientato dai soli mercati; i compiti di assicurare l'ordine nella produzione e distribuzione dei beni è affidato a questo meccanismo autoregolatore". E' un completo cambiamento di prospettiva, per cui in tale sistema "la produzione e la distribuzione dei beni sono assicurati dai soli prezzi". Per Polanyi, l'economia di mercato e la società di mercato che ne deriva sono all'origine delle maggiori catastrofi della prima metà del XX secolo (grande depressione, ascesa del nazismo e del fascismo, seconda guerra mondiale). L'economia di mercato ha sottomesso il lavoro, la terra, la moneta alla legge della domanda e dell'offerta, tutti i beni sono prodotti per la vendita, per il mercato. La concezione del lavoro mercantile ha portato con sé, all'inizio del capitalismo, un "vero abisso di degradazione umana". La società ha comunque reagito, ha avuto reazioni di autodifesa: legislazione del lavoro, misure di protezione dei contadini, creazione di banche centrali per regolare gli scambi esteri ed il credito. Il carattere artificiale dell'economia di mercato deve portare naturalmente alla sua autodistruzione: ecco la grande trasformazione annunciata...")
11. TROCINI Federico, L'invenzione della Realpolitik e la scoperta della legge del potere: August Ludwig von Rochau tra radicalismo e nazional-liberalismo. IL MULINO. BOLOGNA. 2009, pag 264 Euro 20.0, Annali dell'Istituto storico italo-germanico. Fondazione Bruno Kessler; Collana "Quaderni dell'Istituto storico italo-germanico in Trento" ("...Sullo sfondo dei complessi processi di rinnovamento politico, sociale, economico e culturale che si verificarono in Germania nel corso dell'Ottocento e, in particolare, dal 1848 in poi, il volume ripercorre la biografia intellettuale di August Ludwig von Rochau (1810-1873). Rochau ha introdotto nel lessico politico tedesco le nozioni, estremamente fortunate, di Socialismus e di Realpolitik, ma nonostante ciò risulta tuttora, rispetto ad altri pubblicisti politici della stessa generazione, un autore scarsamente noto sia in Italia sia in Germania. Attraverso l'analisi del talora contraddittorio profilo politico e intellettuale di von Rochau - dagli anni giovanili dell'attiva militanza tra le fila delle associazioni studentesche sino agli anni della controversa conversione alla politica bismarckiana "del ferro e del fuoco" - il volume intende quindi ricostruire una porzione rilevante dei dibattiti che accompagnarono il processo di formazione dello Stato nazionale tedesco e al contempo le linee essenziali entro cui prese avvio, all'indomani del 1848, la riconfigurazione del nesso tra politica, morale e diritto alla luce del progressivo affermarsi del paradigma naturalistico della Realpolitik ...")
12. YOUNG Marilyn B. TANAKA Yuki a cura; saggi di Tony COADY Helen DURHAM Tsuyoshi HASEGAWA Tetsuo MAEDA Tim McCORMACK Robert MOELLER Mark SELDEN Ron SCHAFER Michael SHERRY, Bombing civilians: a twentieth-century history. THE NEW PRESS. NY. 2009, pag 291 $ 30.0 ("...Dal bombardamento aereo dei parigini da parte di aerei tedeschi nell'agosto del 1914 all'escalation del Presidente Obama con l'attacco dal cielo con velivoli droni in Afghanistan e Pakistan, la storia della guerra nel XX e XXI secolo è stata una storia di 'strategic bombing', che invariabilmente ha ucciso civili e, secondo gli autori, è semplicemente una forma di terrorismo. I dieci saggi di studiosi europei, americani e giapponesi, che compongono questo volume presentano questa sordida storia attraverso le discussioni sulla natura delle 'bombing campaigns', il racconto dei bombardamento a tappeto delle città europee rase al suolo durante la seconda guerra mondiale, dell' "humane bombing" inglese dell'Irak tra le due guerre, della distruzione da parte dell'aviazione degli Stati Uniti delle città giapponesi, e delle azioni di questa natura nel secondo dopoguerra, infine delle giustificazioni fornite per il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, del bombardamento strategico giapponese della città cinese di Chongqing. Si parla pure dei 'danni collaterali' dei bombardamenti e della moralità della guerra...")
Lista completa in: v. http://www.isc-studyofcapitalism.org
---------- 3. Selezione degli articoli o saggi apparsi su periodici, riviste e giornali censiti in Emeroteca.
1. ARMILLOTTA Giovanni, La "condanna" di Mao: vista da sinistra. Le contraddizioni fra maozedongpensiero e marxismo-leninismo, NUOVA STORIA CONTEMPORANEA,, MILANO, N° 4 LUGLIO-AGOSTO 2002, pag 153-, NSC-2002.4.
2. BARUCCI P., I primordi del pensiero economico di Jevons, GIORNALE DEGLI ECONOMISTI E ANNALI DI ECONOMIA, UNIVERSITA' COMMERCIALE LUIGI BOCCONI, CEDAM, PADOVA, N° 1-2 GENNAIO-FEBBRAIO 1967, pag 16-44, GIOECAN-1967.1-2.
3. BOBBIO Norberto, Piero Gobetti a cinquant'anni dalla morte, IL PONTE, RIVISTA DI POLITICA ECONOMICA E CULTURA FONDATA DA PIERO CALAMANDREI, LA NUOVA ITALIA, FIRENZE, N° 7-8, 31 LUGLIO - 31 AGOSTO 1976, pag 796-814, PONTE-1976.7-8.
4. BOLLINO A., Il salario annuo garantito nelle industrie automobilistiche americane. (Note e documentazioni), CRITICA ECONOMICA, RIVISTA BIMESTRALE, EDITORI RIUNITI, ROMA, N° 6 DICEMBRE 1955, pag 87-100, CRIECO-1955.6.
5. BUSINO Giovanni, Aspetti sociali della industrializzazione in Asia, TEMPI MODERNI, RIVISTA MENSILE, CIRD,, ROMA, N° 3 OTTOBRE-DICEMBRE 1960, pag 125-140, TM-1960.3.
6. COLLOTTI Enzo, Fortuna e tramonto di Adenauer, IL PONTE, RIVISTA DI POLITICA ECONOMICA E CULTURA FONDATA DA PIERO CALAMANDREI, LA NUOVA ITALIA, FIRENZE, N° 11, NOVEMBRE 1956, pag 1903-1917, PONTE-1956.11.
7. DOMMANGET Maurice, La Deuxième Internationale, REVUE D'HISTOIRE POLITIQUE ECONOMIQUE ET SOCIALE, MARCEL RIVIERE ET CIE, PARIS, N° 2, 1966, pag 260-262, RHPES-1966.2.
8. MARX Carlo, Il metodo dell'economia politica. (Spunti teorici), CRITICA ECONOMICA, RIVISTA BIMESTRALE, EDITORI RIUNITI, ROMA, N° 3 GIUGNO 1954, pag 31-50, CRIECO-1954.3.
9. MATTERA Olga, Israele, India e Turchia: una triplice intesa eurasiatica? (Washington secondo il Medio Oriente), LIMES, RIVISTA ITALIANA DI GEOPOLITICA, GRUPPO EDITORIALE ESPRESSO,, ROMA, N° 4 2002, pag 199-208, LIMES-2002.4.
10. MILANINI Claudio, Appunti sulla vita di Italo Calvino, 1943-1945, BELFAGOR, RASSEGNA DI VARIA UMANITA', CASA EDITRICE LEO S. OLSCHKI,, FIRENZE, N° 361, 31 GENNAIO 2006, pag 43-62, BELFA-2006.361.
11. RACINARO R., Labriola e il "procedimento dialettico", IL PENSIERO POLITICO, RIVISTA DI STORIA DELLE IDEE POLITICHE E SOCIALI, FIRENZE, N° 1 1984, pag 33-50, PEPO-1984.1.
12. TIMPANARO MORELLI Maria Augusta, Filippo Buonarroti e l' ambiente della sua giovinezza nelle Efemeridi di Giuseppe Pelli Bencivenni, MOVIMENTO OPERAIO E SOCIALISTA, RIVISTA TRIMESTRALE, CENTRO LIGURE DI STORIA SOCIALE,, GENOVA, N° 1 GENNAIO-MARZO 1971, pag 29-44, MOS-1971.1.
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---------- 4. Selezione dei libri rari, antichi, di pregio acquisiti in Biblioteca.
1 HUGO Victor, Depuis l' exil. Actes et paroles. 1881-1885. FASQUELLE EDITEURS. PARIS. 1956 ca. pag 142 16° note; Oeuvres complètes de Victor Hugo ("…La schiavitù, è l' uomo rimpiazzato nell' uomo dalla bestia; ciò che può rimanere d' intelligenza umana in questa vita animale dell' uomo appartiene al padrone, secondo la sua volontà e il suo capriccio. Da qui ne derivano delle circostanze orribili. Il Brasile ha dato alla schiavitù un colpo decisivo…")
2. ENGELS Frédéric, Socialisme utopique et socialisme scientifique. BE - BUREAU D'EDITIONS. PARIS. 1933 pag 58 8° nota dell' editore, prefazione 'Frédéric Engels' di Eleanor MARX (le Devenir social, août 1895) (pag 5-12) e necrologio per la morte di Engels (pag 12-13), introduzione note; Collana 'Les éléments du communisme' ("...La forme dans laquelle les hommes s'organisent en société - forme jusqu'ici pour ainsi dire octroyée par la nature et l'histoire - sera alors l'oeuvre de leur libre initiative. Les forces objectives qui, jusqu'ici, ont dirigé l'histoire, dès ce moment passeront sous le contrôle des hommes. Ce n'est qu'à partire de ce moment que les hommes feront eux-mêmes leur histoire, en êtres pleinement conscients de ce qu'ils vont faire, sachant que les causes sociales qu'ils mettront en mouvement produiront, dans une mesure toujours croissante, les effets voulus. L'humanité sortira enfin du règne de la fatalité pour entrer dans celui de la liberté...")
3. RENARD Georges, Le régime socialiste. Principes de son organisation politique et économique. FELIX ALCAN, EDITEUR. PARIS. 1907 pag 210 16° elenco opere autore appendice: La méthode d'étude de la question sociale ("..."La justice, telle que nous la concevons, semble exiger que l' heure ait un taux différent suivant les métiers et que ce taux soit différent suivant les métiers et que ce taux soit proportionnel (qu'on me passe le mot) à la 'pénibilité' de chaque métier. Mais comment déterminer cette échelle de 'pénibilité' des différentes professions? Pour éviter à ce sujet des discussions sans fin, deux choses sont nécessaires: 1. Une entente entre tous les travailleurs, autrement dit, une décision sociale sur le principe d'après lequel le taux de l' heure doit être calculé; 2. L' adoption d'un principe qui ne permette pas l' arbitraire, qui agisse à la facon d'un régulateur de ce principe qu'il faut s'attacher. Un premier procédé s'offre à noi pour mesurer le plus ou moins de complexité, sinon de difficulté, que présentent les différents métiers. Il consiste à prendre le nombre moyen des années qu'en dure l' apprentissage pour coefficient modifiant le taux de l' heure dans un métier donné...")
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---------- 5. Segnalazioni dalla stampa internazionale.
1. "Much of Obama's advice on economic matters comes from a group of advisers that includes Austan Goolsbee of the University of Chicago in Illinois. Obama also maintains a select group of science advisers headed by Nobel laureate Harold Varmus, head of the Memorial Sloan-Kettering Cancer Center in New York and former director of the National Institutes of Health. Varmus endorsed Obama back in February and has been his linchpin for science advice since; even so, the most face time Varmus has had with the candidate was a two-hour summit on competitiveness issues at Carnegie Mellon University, in Pittsburgh, Pennsylvania, in June". - (Nature) - (25 September 2008) - (pag 443).
2. "The U.S. government lacks as an effective plan for ensuring the safety of nanotechnology, a new report by the National Research Council (NRC) concludes. The report, released last week, finds that the current plan for coordinating federal research on environmental, health, and safety (EHS) risks of nanotechnology Initiative (NNI), which coordinates federal nanotech programs. What's needed, it argues, are an overall vision and a plan for how to get there and to come up with the money to do so." - (Science) - (19 December 2008) - (pag 1779).
3. "Still, the bleak germanic view has suffused elements of modern life. Resentment of those in charge of the industrializated state in an age of mass media is on vivid display in the work of C. Wright Mills, who published "The Power Elite" in 1956. Mills' vision was one of not-so-quiet desperation: "The powers of ordinary men are circumscribed by the everyday worlds in which they live, yet even in these rounds of job, family, and neighborhood they often seem driven by forces they can neither understand nor govern... But not all men are in this sense ordinary. As the means of information and power are centralized, some men come to occupy positions in American society from which they can look down upon, so to speak, and by their decisions mightily affect, the everyday worlds of ordinary men and women"". - (Newsweek) - (December 29, 2008 - January 5, 2009) - (pag 35).
4. "Première observation d' importance: la crise "financiére" qui éclate en octobre 1929 à Wall Street, comme celle d'octobre 1987, de septembre-octobre 2000, de septembre-octobre 2008, est d'une effreuse banalité. Comme toutes le crises boursiéres qui l' ont precédée et l'ont suivie, elle sanctionne les excès de la phase économique précédente et ramène à la raison tous ceux qui pensaient voir les arbres monter jusqu'au ciel. A sa manière, Isaac Newton a sans doute le mieux expliqué ces crise financières en écrivant en 1720, au lendemain de l' éclatement de la bulle boursière sur la South Sea Company qui avait englouti ses économies: "Je peux mesurer le mouvement des corps, mais je ne peux pas mesurer la folie des hommes"." - (Le Point) - (22 janvier 2009) - (pag 66).
5. "The book has been on the best-seller lists in Germany for nine weeks, and in the provincial town of Trier it has special resonance, especially in tough economic times. It's Marx's Das Kapital, and dozens of copies of it are laid out in the bookshop in Trier's pedestrian-only town center. But no, this is not the seminal 19th century work on political economy by 'Karl' Marx, who has born in Trier in 1818, It's a book by 'Reinhard' Marx, the former Roman Catholic Bishop of Trier who is now Archbishop of Munich and Freising. He cheekily borrowed the title for his own thesis, namely that today's troubled economy needs to reconnect with fundamental Christian values if it to be restored to health. The book's introduction is a letter to Reinhard's celebrated namesake in which he rejects revolutionary Marxist solutions. Nonetheless, as he surveys the wreckage of the global financial system and the growing insecurity of ordinary people, the Archbishop wonders: Was Marx's critique of capitalism right after all? "It lasted longer than you expected back in the 19th century", he writes, "but could it be that capitalism is just an episode of history that will end ad some point because the system will collapse as a result of its internal contradictions?"". - (Time) - (Febraury 2, 2009) - (pag 41).
6. "Marx n'aurait jamais pu l' imaginer. Keynes l'aveit espéré. Le XXe siècle l'a fait, en éradiquant de manière spectaculaire la richesse des Francais. En 1900, leur "fortune" moyenne s'élevait à 21.171 euros. Il faudra attendre 1961 pour qu'elle dépasse ce niveau, avec un patrimoine moyen par Francais de 21.695 euros! Mais, à cette date, cela ne représentait plus que trois années de revenu annuel moyen, contre neuf en 1900. Une Berezina patrimoniale que confirment d'autres estimations. En 1902, la valeur moyenne des successions léguées par les Francais s'élevait à 33860 euros; en 1964, elle ne s'élevait plus qu'à 21190 euros. A l'époque même où surgissaient les mythes du "mur d'argent" et des "deux cents familles", le patrimoine moyen des Francais s'effondrait de manière spectaculaire. Pour comprendre l'ampleur de cette déroute, il faut tout d'abord en cerner la périodisation. La Première Guerre mondiale a évidemment représenté une césure majeure. Plus de 20% de la fortune privée des ménages s'est volatilisée." - (Le Point) - (29 janvier 2009) - (pag 67).
7. "The Japanese economy finally emerged from its lethargy in 2002, and from that point through 2007, average annual economic growth was 2 percent. This growth may still seem low and disappointing. But with a stagnant population, this figure implied a 2 percent growth in GDP per capita, which is widely regarded as the long-term sustainable growth for advanced economies (and is the U.S. average over the past century). - (Newsweek) - (February 16, 2009) - (pag 27).
8. ""Gagner la guerre ne signifie pas resoudre le problème ethnique, souligne un diplomate en poste à Colombo. Le sentiment d'aliénation de la minorité tamoule ne va pas s'évaporer, il faudra trouver une solution politique." Le gouvernement promet d'ailleurs de faire profiter les régions du Nord d'un amendement constitutionnel permettant davantage d'autonomie, comme il l'a fait pour l'Est, également dominé par les Tamouls, où un parti fondé par le colonel Karuna après sa défection est désormais aux commandes. Ce dernier est cependant le premier à affirmer que la décentralisation en question est en réalité cosmétique." - (L'Express) - (12 Mars 2009) - (pag 47).
9. "Ist 2009 ein neues 1929? "Ich glaube und hoffe: nein, wäre aber nicht überrascht, wenn ich recht hatte", sagt Robert Samuelson, ein führender Wirtschaftskommentator der USA. Nobelpreisträger Paul Krugman sagte erst einmal gar nichts, als ihm vor kurzem dieselbe Frage gestellt wurde. Er dachte nach. Schließlich antwortete er in der ihm eigenen bedächtigen Art: "Es ist unmöglich, derzeit irgendetwas anzuschließen". (...) In den USA, dem Kernland der heutigen Krise, hatte die Arbeitslosigkeit auf dem Höhepunkt der Großen Depression ein Viertel aller Arbeitswilligen aus der Bahn geworfen. Heute sind erst 8.5 Prozent der arbeitsbereiten Amerikaner arbeitslos." - (Der Spiegel) - (18. 2009 27.4.09) - (pag 29).
10. "Quatriéme parti du pays, fort de 400 000 membres et d'un quotidien, "Akahata", qui tire à 1,6 million d'exemplaires, le Parti communiste japonais revendique 1000 nouveaux membres chaque mois. En majorité des moins de 25 ans, des jeunes condamnés à la précarieté ou des étudiants. Le 19 avril, il a emporté la mairie d'Aomori, fief de la droite au nord du Japon. (...) Le PCJ tire profit de sa réputation d'honnêteté. Aucun de ses 3000 élus n'a jamais été accusé de malversations." - (Le Nouvel Observateur) - (21-27 mai 2009) - (pag 64).
11. "India's position in talks needs to be backed by strength in arms. New Delhi has already started repositioning border forces, lauched a road-building program to match the roads and airfields that China has built on its side, and recently conducted a three-day combined air-and-land war game, seemingly designed to show that it is on guard. But India needs to be careful not to overreact: it views with alarm the tens of thousands of troops China has deployed to the border region since the 2008 Lhasa riots, but most of these moves are designed to reassert control over Tibet. M. Tayor Fravel, an MIT expert on the India-China border dispute, says many of the troops deployed in Tibet are internal-security forces, lacking heavy armor or artillery, representing less of a threat to India than Indian hawks believe." - (Newsweek) - (October 19, 2009) - (pag 33).
12. "There is no theoretical reason why state-owned banks funding large, state-owned corporations cannot be the basis for developmental success. The rise of the French industrial economy after World War II is the obvious historical example. But few people would argue that the bureaucratic capacity of China - which claims to be centralized but in fact is widely diffused - measures up to that of France, western Europe's most centralized state with a long tradition of national economic management. For China, the risks of state banks funding state corporations are considerable." - (Feer, Far Eastern Economic Review) - (December, 2009) - (pag 16).
Lista completa in: v. http://www.isc-studyofcapitalism.org --------- 6. Dall' archivio delle citazioni.
1. "E l'ultima (regola era quella) di fare in tutti i casi enumerazioni tanto perfette e rassegne tanto complete, da essere sicuro di non omettere nulla (Cartesio - Descartes)
2. "Ogni cosa deve essere resa quanto più semplice possibile, ma non ancora più semplice" (A. Einstein)
3. "Platone parla di Zenone e della sua dialettica: Zenone "parlava con tanta arte a chi lo ascoltava che le stesse cose apparivano simili e dissimili, una e molte, ferme e in movimento", l' arte di Zenone viene poi definita come "arte dell'antilogia" cioè del produrre contraddizioni" (A. Schopenhauer)
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--------- 7. Recensioni. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- C. Comunicazioni e notizie varie.
L' Emeroteca mette a disposizione dei ricercatori i principali settimanali politici ed economici internazionali. A richiesta può fornire l'indice della rivista o l'articolo che interessa nel formato scanner (free on demand).
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