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I piani razzisti di Himmler per la colonizzazione a oriente e il contrasto con Darrč PDF Stampa E-mail
BRAMWELL Anna, Ecologia e società nella Germania nazista. Walter Darré e il partito dei Verdi di Hitler. REVERDITO EDITORE. GARDOLO DI TRENTO. 1988 pag 336 8°  prefazione, introduzione, note, appendice, nota sulle fonti, elenco abbreviazioni, bibliografia; traduzione di Bruno CIPOLAT; Collana Il Mosaico, diretta da Antonio PITAMITZ.  Anna Bramwell, londinese, ha studiato all'Arts Educational School, all'University College Buckingham, e ha conseguito il dottorato in storia della Germania del XX secolo al Lady Margaret Hall di Oxford. Attualmente (1988) lavora al Trinity College di Oxford. ['Benché buona parte della corrispondenza successiva tra Darré e Himmler, e Darré e Lammers trattasse di faccende di competenza ministeriale, e benché il giudice del processo di Norimberga considerasse che il contrasto tra Darré e Himmler vertesse più sulla gestione del potere che non sulle idee, è tuttavia chiaro che per Darré (e la campagna da lui condotta contro Himmler lo dimostra) erano in gioco questioni di vitale importanza ideologica (86). Ad esempio, scrivendo a Lammers, e allegando un libro di storia anglo-irlandese, affermò che se il reinsediamento dei tedeschi sul territorio polacco non veniva attuato «partendo dal punto di vista che bisognava innanzitutto creare una corretta legislazione agraria», le cose sarebbero sfociate nello stesso tipo di lotta che aveva caratterizzato i rapporti dell'Inghilterra con l'Irlanda del sud. Secondo lui il nord era stato stabilizzato grazie a un modello di sviluppo basato sui piccoli proprietari terrieri; il sud, invece, era stato modellato secondo lo schema del neofeudalesimo agrario inglese (vaste tenute e grandi proprietà in affitto) (87). Il fatto è che Darré aveva ormai la tendenza a considerare gli agricoltori indipendenti come più disponibili a identificarsi con la nazione e poco pronti, invece, a comportarsi come minoranze nazionali ostili. Dalla lettera non si evince in che misura Darré fosse pronto a privare i contadini polacchi delle loro terre nelle zone annesse, al di là - questo sì - dello scambio di popolazione generalmente ipotizzato dai tedeschi dell'epoca. È possible che pensasse a un regime di occupazione mista tedesco-polacca, in cui ambedue le popolazioni avrebbero praticato l'agricoltura secondo l'ideale dell' 'Erbhof' (che stabilisce l'inscindibilità del fondo di proprietà). Certamente Darré non fu mai così antipolacco come lo furono invece molti dei suoi colleghi, e lo dimostrano le disposizioni da lui emanate per concedere il diritto di 'Erbhof', secondo la legge tedesca, anche agli agricoltori polacchi, la necessità di evitare una situazione coloniale del tipo di quella che aveva tormentato le relazioni anglo-irlandesi era più importante di generiche considerazioni umanitarie. Egli aspirava anche a una struttura sociopolitica meno rigida di quella generalmente prevista, in cui emergessero quelle connotazioni jeffersoniane da lui indice nel suo confronto con la colonizzazione americana del West: la popolazione rurale doveva essere più legata al suolo che non a entità economiche o nazionali. Per contro, l'enfasi posta dallo Stato-SS sulla tecnocrazia, lo sviluppo e l'efficienza (il che non vuole dire che lo stato-SS all'atto pratico fosse poi efficiente) comprendeva la nozione di un legame con il suolo solo perché ciò corrispondeva a un dato concreto, secondo il quale l'uomo sociale aveva bisogno di un tale legame, e perché una società organizzata di conseguenza sarebbe risultata più efficiente. La controversia su come il processo di insediamento e colonizzazione dovesse essere realizzato, se all'interno di una più vasta Germania (88) o se invece in seguito a una incursione armata nei territori a est della Polonia, era densa di implicazioni che andavano dritto al cuore dell'ideologia nazista. Darré, dal 1938 cominciò ad osservare allarmato l'ascesa continua del potere delle SS e di Himmler («Heini, adesso, tiene saldamente in pugno l'anima del potere SS») e fu tra i primi a rilevarne l'aspetto 'economico': all'inizio del 1939 affermò che Himmler stava deliberatamente infiltrando i suoi uomini in posizioni in cui potessero «tenere i cordoni della borsa» (89). Il tentativo di Darré di proteggere la sua sfera di potere si collocava come elemento non trascurabile nel sottofondo del suo contrasto politico con Himmler. Infatti, egli era convinto che un programma d'insediamento gestito dal RNS (usando della legislazione sull' 'Erbhof' e riorganizzando i poteri più piccoli in unità autosufficienti) sarebbe stato diverso e migliore di un'espansione gestita dalle SS, che enfatizzavano l'attività economico e, secondo lui, erano ostili ai contadini (90). Quando nell'aprile 1939 fu steso un disegno di legge relativo ai territori orientali (Ostmarkgesetz) Darrè scoprì con stupore che nel caso fosse stato promulgato il RNS sarebbe stato privato di ogni potere, per cui protestò immediatamente con Lammers, e questi fece in modo che fosse immediatamente ritirato. Quello che era in gioco era il tentativo di Himmler di convincere Hitler che il problema del reinsediamento dei tedeschi a est era una questione politica piuttosto che agricola. A questo scopo le SS controllavano il Vo-Mi-Stelle e avevano stabilito stretti legami con diverse comunità tedesche all'estero, soprattutto in Europa orientale (91). I piani di Himmler per la colonizzazione a oriente, sorprendentemente simili a quelli elaborati dal Movimento weimarriano per la colonizzazione interna, riguardavano i pericoli della migrazione polacca in zone di frontiera, e mettevano in rilievo l'importanza di un confine difeso da contadini militanti di pura razza tedesca. Anche Darré, naturalmente, voleva che i territori di confine possono popolati il più densamente possibile da contadini tedeschi, ma questo era d'importanza secondaria rispetto alla sua visione principale, tanto che non è possibile descriverlo come «imperialista» sulla base degli obiettivi che si dava. Ad esempio, nel marzo 1939 egli scrisse: «Ora è possibile disporre di una colonia all'interno dei nostri confini. Funzionerà soltanto se il 'Volk' sentirà in sé il 'Blutgedanken' [il richiamo del sangue]. Dio solo sa cosa potrà accadere» (92). La complessa dimensione dell'«interesse nazionale» sembrava sfuggirgli, mentre l'interesse di Himmler era riposto nel ruolo militante ed espansionista delle SS a oriente' (pag 214-216)] [ISC Newsletter N° 96] ISCNS96TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
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