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Per la fratellanza universale, momento in cui il regno della ragione si afferma sulla terra PDF Stampa E-mail
GALLA Cesare, Le sinfonie di Beethoven. ACCADEMIA OLIMPICA. VICENZA. 1999 pag 121 8°  presentazione di Giovanni GUGLIELMO, premessa di Giulio CATTIN, introduzione, nota bibliografica. 'Cesare Galla, giornalista e studioso, coglie perfettamente il desiderio della "seria divulgazione"' (G. Guglielmo). ['L''Ode alla gioia', il poema di ispirazione umanitaria, destinato alla lettura nelle logge massoniche, era stato pubblicato da Schiller nel 1786, ed era diventato subito molto popolare. Qualche anno più tardi, verso il 1800, lo stesso poeta vi identificava una fase insoddisfacente e completamente sorpassata della propria arte, giustificando con questo una serie di aggiustamenti che non fecero diminuire la notorietà e il favore con cui il pubblico continuò a considerare questo lavoro, a proposito del quale era voce diffusa in Germania che solo il timore della censura avesse consigliato l'autore a sostituire con la parola "gioia" il termine "libertà". Esaltazione dell'attività umana e della moralità insita in essa fino alla realizzazione della fratellanza universale, momento in cui il regno della ragione si afferma sulla terra, e con esso la gioia della storia che giunge a positivo compimento, il poema schilleriano era certamente noto a Beethoven fin dai primi anni dopo la sua pubblicazione. La sua intenzione di musicarlo risale infatti perlomeno al 1792. In quell'anno, un docente dell'università di Bonn scriveva alla moglie di Schiller, inviandole un Lied composto da «un giovanotto della nostra città il cui talento musicale è ovunque apprezzato, e che è stato recentemente mandata dal nostro Elettore a Vienna da Haydn. Egli musicherà anche "An die Freude", ogni strofa separatamente. Io mi attendo da lui qualcosa di perfetto, giacché egli prova interesse soltanto per gli argomenti grandiosi e sublimi...». Nei quaderni di Beethoven si cominciano a incontrare appunti melodici su versi sparsi dell'Ode a partire dal 1798, e già verso il 1804 secondo i musicologi ci si trova di fronte a qualcosa che ha una parentela con quello che sarà il definitivo tema della Gioia. (...) Il momento sarebbe venuto solo quando il relativamente recente progetto di una Sinfonia con cori e la trentennale "idea fissa" sulla necessità di musicare l''Ode alla gioia' combaciarono nella pur sofferta decisione di dare un Finale vocale-strumentale alla 'Nona'. E questo sarebbe avvenuto quasi all'ultimo momento, considerando le abitudini creative beethoveniane, nell'ottobre del 1823. Ora, affermare che in questo 'Finale' Beethoven abbia messo in musica l''Ode alla gioia', così come tradizionalmente si intende il concetto, sarebbe dire qualcosa di piuttosto lontano dalla realtà. Il musicista, infatti, prese solo alcune strofe del poema (nove su ventiquattro), e non esitò a cambiarne l'ordine, evidentemente interessato esclusivamente alla sue esigenze formali e musicali, e alla possibilità di trovare nella parola schilleriana il "messaggio" universale che gli stava a cuore. Per questo, secondo una certa linea storico-musicale «il meraviglioso edificio della Sinfonia classica non viene distrutto da questo 'Finale' corale, ma, al contrario, portato all'ultima perfezione» (Riezler) (...)' (pag 99-101); 'Dall' 'Inno alla gioia': 'Il tuo fascino riunisce / ciò che le consuetudini hanno aspramente diviso; / tutti gli uomini diventano fratelli / là dove si trova la tua dolce ala. / (...) Felici, come si muovono le stelle / attraverso la meravigliosa mappa del cielo / percorrete o fratelli la vostra via / gioiosi come un eroe vittorioso / Unitevi in un abbraccio, o moltitudini / mandate un bacio al mondo intero. / Fratelli, sopra la volta stellata / deve abitare un padre amorevole, / (...)' (pag, 113, 115)] [ISC Newsletter N° 96] ISCNS96TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
  

Schiller, Beethoven: esaltazione dell'attivitą umana e della moralitą insita in essa fino alla realizzazione della fratellanza universale, momento in cui il regno della ragione si afferma sulla terra, e con esso la gioia della storia che giunge a positivo compimento
 
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