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R. Aron: 'la guerra stessa obbliga i paesi protagonisti ad una sorta di irrazionalitą' PDF Stampa E-mail
ARON Raymond, Dimensions de la conscience historique. UNION GENERALE D'EDITIONS. PARIS. 1961 pag 384 16°  introduzione, bibliografia: opere dell'autore, indice nomi argomenti; Collana 10/18. ['Una potenza marittima è costretta, per conservare il dominio dei mari, a sottomettere una dopo l'altra le isole, gli istmi, vicino alle isole che vuole dominare. La proposizione è evidentemente troppo vaga, perché il valore strategico delle isole varia secondo la tecnica della guerra navale, secondo le risorse delle popolazioni stabilite sulle basi, ecc. Essa resta intelligibile perché è conforme alle necessità della lotta mortale. La potenza marittima cerca di controllare le isole da cui una potenza rivale potrebbe minacciarla e gli istmi o le isole che dominano le vie di passaggio. A questa necessità astratta, Tucidide ha constatato che Atene non aveva potuto sottrarsi. Non ha cercato, come un sociologo, di giustificare o precisare la proposizione, enumerando le circostanze che ne determinano o ne limitano l'applicazione. Egli l'ha mantenuta implicita, in modo che il determinismo della guerra non si separi dagli uomini nel momento stesso in cui li tirannizza. Queste verosimiglianze, psicologiche o psicosociali, rendono intelligibili allo stesso tempo l'umanità e l'inumanità, il carattere tragico del destino storico. La potenza marittima è spinta a una sorta di fuga in avanti dalle costrizioni del controllo dei mari e l'obbligo d'essere o di apparire sempre più forte al fine di mantenere il proprio impero. Ma per accrescere la propria forza, essa deve intraprendere delle nuove conquiste (Sicilia), esigere dai suoi alleati più navi e più denaro. L'impero di Atene, per il fatto stesso della guerra, si fa sempre più pesante. Atene deve mostrarsi inesorabile contro i rivoltosi e i dissidenti perché non può più contare - essa lo afferma - sulla buona volontà dei suoi alleati o dei suoi tributari. Al livello inferiore della battaglia, tre fattori generano il contrasto tra le intenzioni e gli accadimenti: lo shock delle intenzioni, la perdita della disciplina (ossia l'ordine voluto) dei protagonisti, l'intervento di un fenomeno imprevisto, in particolare cosmico. A livello della politica, le cause del divario tra intenzioni e accadimenti sono altre, più complesse e soprattutto più tragiche. La guerra stessa obbliga i partecipanti a una sorta di irrazionalità. Questa è stata provocata in occasione di conflitti secondari, per via della paura che la potenza ateniese ispira alle città greche e singolarmente a Sparta (...)' (pag 164-166)] [ISC Newsletter N° 95] ISCNS95TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]  
  

 
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