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'In Sicilia saranno ancora i vecchi ceti a condurre le battaglie del Risorgimento' PDF Stampa E-mail
ROMEO Rosario, Il Risorgimento in Sicilia. EDITORI LATERZA. ROMA BARI. 1982 pag 403 8°  ringraziamenti, prefazione alla seconda edizione, avvertenza sigle, note, indice nomi; Collana BUL Biblioteca Universale Laterza. Rosario Romeo, nato a Giarre (Catania) nel 1924, morto a Roma 1987, ha insegnato Storia moderna all'Università di Roma. Fra le sue opere 'Risorgimento e capitalismo' (1959), 'Dal Piemonte sabaudo all'Italia liberale' (1974), 'L'Italia unita e la prima guerra mondiale' (1978) e i due primi volumi di 'Cavour e il suo tempo' (1969-1977). [Una interpretazione del Risorgimento siciliano riportato per un verso alla peculiare tradizione storica dell'isola e dell'altro inserito nel più ampio quadro italiano ed europeo. Dal confronto emergono i motivi per cui anche dopo l'Unità rimarranno pressoché inalterati quei caratteri specifici della società regionale che daranno vita alla "questione siciliana". 'Certo, non è in tutto accettabile la tesi del Gramsci, e in genere della storiografia di sinistra (1), che (rifacendosi alla nota critica di Marx a Mazzini), ha visto nella mancanza di una rivoluzione agraria che integrasse la rivoluzione politica della borghesia il limite fondamentale del Risorgimento. Nelle regioni del nord e del centro, infatti, caduta ormai la vecchia proprietà feudale - contro la quale si era realizzata in Francia l'alleanza fra borghesia rivoluzionaria e masse rurali - l'auspicata insurrezione contadina avrebbe colpito soprattutto quella borghesia terriera che, in una paese di così scarso sviluppo industriale come l'Italia, era in concreto la sola forza che valesse ad aprire la strada verso un moderno assetto capitalistico - nonostante le molte deficienze, riferibili in parte proprio alla persistenza della grande zona d'ombra contadina. Insomma, nei paesi dove la Rivoluzione francese aveva già abbattuto il sistema feudale, era ormai «obbiettivamente» (e non soggettivamente, come riteneva il Gramsci) impossibile l'alleanza della rivoluzione borghese col movimento contadino: il quale, fino al pieno dispiegarsi dello sviluppo capitalistico - che porrà il problema di una forma nuova - avrebbe avuto rispetto alla rivoluzione borghese un contenuto sostanzialmente ritardatore o reazionario, conforme anche al carattere socialmente arretrato di quella piccola borghesia urbana che avrebbe dovuto assumerne la guida. Ma nel Mezzogiorno dove la rivoluzione, antifeudale non aveva raggiunto quasi nessuno dei suoi obbiettivi fondamentali, la rivoluzione contadina poteva essere un fatto storico di grande contenuto innovatore, dato l'irriducibile conservatorismo della classe dominante: e nell'incapacità o riluttanza ad allearsi con le masse - nonostante la formidabile pressione da esse esercitata, specie nel napoletano - sta la prova maggiore della fondamentale insufficienza della borghesia intellettuale meridionale, e della sua sostanziale solidarietà coi ceti dirigenti. Se dunque nel nord il Risorgimento fu, socialmente, la rivoluzione di una borghesia avviata a uno sviluppo capitalistico contro i vecchi ceti redditieri, nel Mezzogiorno, e in Sicilia in particolare, saranno invece ancora quei vecchi ceti, o altri ad essi strettamente affini, a condurre le battaglie del Risorgimento; con le ben note conseguenze sulla struttura del ceto dirigente dell'Italia unitaria, che nella sua ala meridionale vanterà sì alcune delle maggiori figure del mondo liberale italiano, ma avrà in genere un carattere meno schiettamente liberale, più fiacca coscienza politica, minore attitudine e preparazione alla vita moderna, a sentirne i problemi, a volgerne i progressi a vantaggio proprio e della propria regione' (pag 384-385)] [(1) A. Gramsci, 'Il Risorgimento', Torino, 1949, pp. 81-9; Sereni, 'Il capitalismo nelle campagne', Torino, 1947, pp. 58-9, relativo specialmente alle deficienze dello sviluppo capitalistico italiano dipendenti dalla mancata rivoluzione agraria] [ISC Newsletter N° 95] ISCNS95TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
  

 
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