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Europa medievale: l'autoritą pubblica prese il mercante sotto la propria protezione PDF Stampa E-mail
PIRENNE Henri, Le città del Medioevo. GTE - GRANDI TASCABILI ECONOMICI - NEWTON. ROMA. 1997 pag 150 8°  introduzione di Ludovico GATTO: 'Le città del Medioevo di Henry Pirenne', nota bibliografica, note, indice nomi; traduzione di Maurizio GRASSO ['L'autorità pubblica prese nello stesso tempo il mercante sotto la propria protezione. I principi territoriali, che nelle loro contee dovevano custodire la pace e l'ordine pubblico, e ai quali spettava inoltre la vigilanza sulle strade e la salvaguardia dei viaggiatori, estesero la loro tutela ai mercanti. Così facendo, non facevano che continuare la tradizione dello Stato di cui avevano usurpato i poteri. Già nel suo Impero agricolo, Carlo Magno si era preoccupato di mantenere la libertà di circolazione. Aveva emanato misure in favore dei pellegrini e dei commercianti ebrei o cristiani, e i capitolari dei suoi successori attestano la loro fedeltà a questa politica. Gli imperatori della Casa di Sassonia non agirono diversamente in Germania, e i re di Francia, non appena ne ebbero il potere, fecero lo stesso. Del resto, i principi avevano tutto l'interesse ad attirare i mercanti verso il loro paese, dove questi introducevano una rinnovata attività e incrementavano i proventi del teloneo. Assai presto si vedono i conti prendere energiche misure contro i saccheggiatori, vigilare sul buon ordine delle fiere e sulla sicurezza delle vie di comunicazione. Nell'XI secolo grandi progressi sono stati compiuti, e gli autori di cronache constatano che vi sono regioni in cui si può viaggiare con una borsa d'oro senza rischiare di essere depredati. Dal canto suo, la Chiesa colpisce con la scomunica i rapinatori delle strade maestre, e le tregue di Dio avviate alla fine del X secolo proteggono in modo particolare i mercanti. Ma non basta che i mercanti siano posti sotto la salvaguardia e la giurisdizione dei poteri pubblici. La novità della loro professione esige anche che il diritto, fatto per una civiltà fondata sull'agricoltura, diventi più flessibile e si presti alle necessità fondamentali che questa nuova professione gli impone. La procedura giudiziaria, con il suo formalismo rigido e tradizionale, con le sue lentezze, con strumenti di prova primitivi come il duello, con il suo abuso del giuramento assolutorio, con le sue «ordalie» che rimettono al caso l'esito di un processo, per i commercianti è un continuo fastidio. Hanno bisogno di un diritto più semplice, più agile e più equo. (...) Il mercante si rivela così, non soltanto un uomo libero, ma anche un privilegiato. Come il chierico e il nobile, gode di un diritto eccezionale. Sfugge come loro al potere dominicale e al potere signorile che continuano a gravare sui contadini' (pag 91-92)] [ISC Newsletter N° 95] ISCNS95TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
  

 
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