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Darwin e Paley si imbattono nella 'mano invisibile' PDF Stampa E-mail
GOULD Stephen Jay, Otto piccoli porcellini. Riflessioni di storia naturale. BOMPIANI. MILANO. 1994 pag 560 8°  prologo, nota del traduttore, note, bibliografia, indice nomi argomenti; traduzione di Libero SOSIO; Collana Le giraffe. Di Stephen Jay Gould, docente a Harvard, sono stati tradotti in italiano, fra l'altro 'Il pollice di panda' (1983), 'Quando i cavalli avevano le dita' (1984), 'Questa idea della vita' (1984), 'Il sorriso del fenicottero' (1987), 'La freccia del tempo, il ciclo del tempo' (1989), 'La vita meravigliosa' (1990), 'Un riccio nella tempesta' (1991), 'Bravo Brontosauro! (1992), 'Risplendi grande lucciola' (1994). ['Adam Smith racchiuse il succo della sua teoria - la sua intuizione centrale - in una mirabile metafora, uno dei concetti più grandi che siano mai stati espressi in lingua inglese. Parlando di un protagonista nel mondo del 'laissez-faire', Adam Smith scrive: "Invero, generalmente egli [cioè l'individuo] né intende promuovere l'interesse pubblico né sa quanto lo promuova... Egli mira soltanto al proprio guadagno e in questo, come in molti altri casi, egli è condotto da una mano invisibile a promuovere un fine che non entrava nelle sue intenzioni" (2). Un'immagine molto bella: la "mano invisibile" che produce ordine ma in realtà non esiste, almeno in nessun modo diretto. La teoria di Darwin usa la stessa mano invisibile, ma chiusa a pugno come un ariete per eliminare il Dio di Paley dalla natura. I caratteri stessi usati da Paley per inferire non solo l'esistenza di Dio ma anche la sua bontà non sono altro, per Darwin, che conseguenze secondarie dell'unica azione reale in natura: la lotta incessante fra gli organismi per il successo nella riproduzione, e le ecatombi incessanti dell'insuccesso. In questa luce, possiamo tornare infine al povero Paley e sentire la forza della sua incapacità anche solo a concepire la terza alternativa di Darwin: l'argomento che abbatté infine, e definitivamente, il suo sistema. Egli si avvicinò a questa immagine, ma semplicemente non possedeva gli strumenti concettuali per comporne gli elementi. (Non intendo dire con questo che Paley, se avesse riconosciuto la terza via, sarebbe diventato un darwiniano. Senza dubbio avrebbe rifiutato l'evoluzione per ecatombi, così come aveva attaccato l'evoluzione per passi coscienti. Eppure rimango affascinato dalla sua incapacità a concettualizzare il modo darwiniano, poiché l'essenza del genio consiste nella rara capacità di pensare in nuove dimensioni, ortogonali a vecchi schemi, e noi dobbiamo sottoporre a dissezione sia gli insuccessi sia i successi per capire l'evoluzionismo di Darwin, questa impresa di importanza fondamentale dell'intelletto umano). Darwin ricevette la sua massima ispirazione da Thomas Malthus e da Adam Smith. Anche Paley conosceva le loro opere, ma non ne trasse le debite implicazioni' (pag 169-170) [(2) Adam Smith, 'La ricchezza delle nazioni', a cura di A. e T. Bagiotti, Torino, Utet, Torino, 1975, libro IV, cap. 2, p. 584] [ISC Newsletter N° 95] ISCNS95TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]

  

 
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