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Labriola e Turati. Le differenze tra il professore romano e il socialista milanese PDF Stampa E-mail
ORSOMARSO Vincenzo, Antonio Labriola, "istruire quelli che vogliono farla da maestri". SPES - RIVISTA DELLA SOCIETA' DI POLITICA, EDUCAZIONE E STORIA. ROMA. N. 14, GENNAIO-GIUGNO 2021 - RICERCHE PEDAGOGICHE. ROMA. N. 215, APRILE-GIUGNO 2020 pag 53-80 8°  introduzione, note - premessa, note, riferimenti bibliografici. ['Il materialismo storico a cui si richiamava Turati era fortemente calcato su una visione deterministica ed economicistica. Il mutamento si realizza in virtù dei movimenti "delle forze economiche a cui si accompagnano e succedono, rigidamente solidali con esse, adeguate trasformazioni politiche, religiose, familiari, intellettuali e morali". Il movimento socialista non pretende "di presegnare il tempo, le forme e i termini di codesta evoluzione nei suoi più intimi particolari, tende a disvelarne la linea generale e i fini principali ed immancabili" (27). È evidente, nella premessa, sopra citata, al 'Programma della Lega socialista milanese' del 1891, il richiamo ad una considerazione dello sviluppo sociale come graduale e inarrestabile, che si realizza per lenta accumulazione. Ogni tentativo di forzare le tappe della storia ha come solo risultato quello di ritardare il corso naturale degli eventi. Per Turati, ispiratore del programma del 1891, la condizione umana progredisce per lenti processi di trasformazione dei rapporti e degli istituti sociali, con la stessa gradualità con cui procede l'evoluzione biologica. Il prevalere di una visione evoluzionistica all'interno del nascente movimento operaio non era un fenomeno circoscritto ai socialisti italiani, ma interessava gran parte della cultura della Seconda Internazionale, pervasa da una visione progressiva della storia che indicava nel socialismo la prossima e immancabile tappa della storia umana. Una filosofia condivisa tanto da coloro che immaginavano il passaggio al socialismo come un processo graduale e pacifico quanto dai cosiddetti "ortodossi" che si affidavano al "crollo" del sistema giunto a piena maturità. In Italia il positivismo evoluzionista, l'adesione ad una idea di mutamento come passaggio graduale ma ineluttabile da uno stato di disgregazione ad uno stato di coerenza e di armonia crescente, consentiva di raccordare le aspirazioni del democraticismo repubblicano con le prospettive di un riformismo socialista, nutrito da un economicismo assunto a fattore determinante il movimento storico (28)' (pag 58-60) [(27) 'Programma socialista della Lega socialista milanese', in 'Critica sociale', 20 aprile 1891, p. 90; (28) Se "il socialismo - dichiarava Turati dalla tribuna del Congresso di Bologna del 1904 - sarà lo sbocco della società progredita... Da oggi fino a quel giorno v'è confluenza di interessi fra sviluppo del socialismo e lo sviluppo dell'economia capitalistica" (F. Turati, 'Le vie maestre del socialismo', a cura di R. Mondolfo e G. Arfè, Napoli, Morano, 1966, pag 82] [ISC Newsletter N° 95] ISCNS95TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
  

 
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