spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
Home arrow News arrow '1938. Sottoposto ad Hitler un progetto di occupazione progressiva delle regioni che rivendicava'
'1938. Sottoposto ad Hitler un progetto di occupazione progressiva delle regioni che rivendicava' PDF Stampa E-mail
KILLANIN Michael, lord, a cura; scritti di Luigi BARZINI jr J. Wilson BROADBENT Guy DELMAS J. Frederich ESSARY Michale KILLANIN Hubert RIPKA W.C.F. von RHEINBABEN, Quattro giorni. Storia di una crisi europea. A. MONDADORI. MILANO. 1939 pag 287 8°  presentazione di Lord KILLANIN, profili biografici degli autori. ['Fu nella notte che il dramma precipitò verso il suo svolgimento. Il pubblico non ne conobbe le fasi angosciose e precipitate, e tuttavia quanta animazione regnò in quella notte così penosa al Ministero degli Affari Esteri. L'informazione con la quale era andato a letto, quella sera, il popolo francese, era la dichiarazione di un portavoce del Foreign Office che assicurava che se la Germania avesse attaccato la Cecoslovacchia , la Francia si sarebbe schierata al fianco di questa e l'Inghilterra e la Russia l'avrebbero certamente seguita. Ciò non ostante, Parigi e Londra, sentirono esaurirsi tutti i mezzi di conciliazione. Verso le due, tuttavia, si parlò di un 'ultimatum' mandato dalla Germania a Praga, 'ultimatum' che avrebbe dovuto terminare all'indomani alle ore 14 e che chiedeva l'evacuazione immediata da parte delle forze cecoslovacche dai territori tedesco-sudetici e dai luoghi fortificati. Quella notte, Chamberlain fece alle due una dichiarazione, e Bonnet si tenne in contatto con Praga. Egli impartì poi, verso le quattro, delle istruzioni al signor François-Poncet, ambasciatore di Francia a Berlino, perché sottoponesse al Cancelliere Hitler un progetto di occupazione progressiva delle regioni ch'egli rivendicava. Fu sempre durante quella notte, in cui tutte le possibilità di pace sembravano compromesse, che venne deciso di ricorrere alla mediazione di Mussolini. Si sa la parte importante che il Capo del Governo italiano ebbe in conseguenza di questa decisione. La sua parte deve essere stimata nel suo giusto valore, perché egli costituì un notevolissimo contributo agli sforzi disperati fatti dai dirigenti di Parigi e di Londra per allontanare la minaccia di una guerra atroce. (...) Il popolo francese non volle fare la guerra per una causa la cui giustizia non gli sembrava sufficientemente dimostrata, così com'ebbe poi a provare il rapporto Runciman. Ne considerò l'eventualità senza timore, ma, nel suo insieme, si sentiva di condannare coloro che avessero trascinato la Francia in un'avventura che non avrebbe dato vantaggio a nessuno, nemmeno ai cecoslovacchi, con l'eccezione forse degli estremisti dell'internazionale che sanno anche troppo bene come la guerra sia spesso messaggera della rivoluzione. (...) Furono i giornali del pomeriggio che (...) annunciarono la  riunione di Monaco, lo svolgersi dei colloqui che nella mattinata avevano avuto luogo. Si venne così a sapere dell'abboccamento avutosi a Roma tra lord Perth e il conte Ciano; si venne a sapere il nuovo appello del presidente Roosevelt, nonché la notizia che il signor François-Poncet e Neville Henderson erano stati ricevuti da Adolph Hitler il quale li aveva incaricati di trasmettere al signor Daladier e Chamberlain l'invito di venire a discutere. L'angoscia diede luogo improvvisamente alla speranza dei cuori oppressi, perché, si diceva; «se c'è una conferenza, ci sarà certamente anche un accordo». E non ci si sbagliò' (pag 150-153) [III. Parigi, di Guy Delmas]  ISC Newsletter N° 95] ISCNS95TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org
  

 
< Prec.   Pros. >
spacer.png, 0 kB

Cerca nel sito

spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB