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Guevara giunto in Bolivia rompe politicamente con il capo del Pc boliviano Monje PDF Stampa E-mail
ANSALDI Saverio, Che Guevara. Quel giorno d'ottobre in Bolivia. EDIZIONI CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2021 pag 155 16°  introduzione di Barbara BISCOTTI; Eventi (cronologia), bibliografia, foto illustrazioni; Collana 'Grandi delitti nella storia', a cura di Barbara BISCOTTI, 22. Barbara Biscotti già curatrice per il Corriere della Sera della collana 'I grandi processi della storia' è una storica del diritto romano e insegna presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Milano-Bicocca. È membro corrispondente dell'Ehess. Saverio Ansaldi è professore di Storia della filosofia moderna e contemporanea all'Università di Reims. È autore di numerosi saggi e monografie sul pensiero di Giordano Bruno e Spinoza. Per il 'Corriere della Sera' ha pubblicato 'Giordano Bruno. L'eretico impenitente e ostinato'. ['Il primo evento che cambierà le sorti della missione boliviana si verifica l'ultimo giorno dell'anno. Il 31 dicembre, infatti, Mario Monje, segretario del Partito Comunista Boliviano, giunge al campo base per incontrare il Che e definire con lui la strategia politica da seguire nei mesi seguenti. All'inizio l'incontro sembra cordiale, ma ben presto emergono tutte le divergenze politiche che separano i due uomini. Monje pone tre condizioni essenziali per dare l'appoggio del suo partito all'operazione condotta dal Che: vuole che i cubani rinuncino a sostenere le fazioni filo-maoiste minoritarie, fonte di divisione all'interno del movimento; intende assumere la direzione militare della guerriglia fino a quando essa si svolgerà in territorio boliviano; pretende di gestire i rapporti con gli altri partiti comunisti sudamericani, affinché essi sostengano le lotte di liberazione nell'intero continente. A questo punto il confronto si fa sempre più aspro. Il Che replica con durezza alle condizioni poste da Monje. Considera la sua prima richiesta un gravissimo errore, che avrebbe indebolito il ruolo del suo partito, promuovendo una politica vacillante e accomodante, sempre alla ricerca di equilibri e di compromessi fra le parti. Rifiuta in modo categorico di cedere il comando della lotta armata: è arrivato in Bolivia per guidare i suoi uomini e per cercare di portare a termine un processo rivoluzionario di lungo termine. Nessuno può farlo al posto suo. Per quanto riguarda il terzo punto, il Che ritiene che si tratti di un'ipotesi destinata al fallimento. I contrasti fra i partiti comunisti del continente sono al momento troppo importanti e non si giungerà mai a un'intesa a breve termine. La discussione dura diverse ore, ma alla fine non viene trovato nessun accordo, nemmeno sulla base della piattaforma programmatica minima. I due rimangono sulle loro rispettive posizioni e si lasciano con l'intenzione di rivedersi nei prossimi mesi. Al termine dell'incontro, il Che scrive nel suo diario: «L'atteggiamento di Monje può, da un lato, ritardare lo sviluppo, dall'altro contribuirvi nella misura in cui mi libera da compromessi politici». La prima ipotesi sarà quella che troverà conferma nei fatti. Il Partito Comunista Boliviano, malgrado la posizione ambigua mantenuta da Monje, al limite della provocazione, rappresenta in realtà l'unica forza politica presente nelle città in grado di sostenere e di appoggiare le azioni della guerriglia" (pag 40-42)] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]   
  

 
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