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L'armata del 'jihad' e quella della Rivoluzione si scontrarono tra primavera ed estate del 1922 PDF Stampa E-mail
CARDINI Franco, Il Sultano e lo Zar. Due imperi a confronto. SALERNO EDITRICE. ROMA. 2018 pag 276 8°  introduzione, nota critico-fonetica, note, orientamenti bibliografici, cartine, genealogie, indice nomi; Collana Aculei, diretta da Alessandro BARBERO. Franco Cardini, fiorentino, è professore emerito di Storia medievale. Si occupa dei rapporti tra Cristianità e Islam, soprattutto, ma non solo, per il Medioevo. ['Contro il quarantunenne capo carismatico, che ormai si definiva «Comandante in capo di tutte le armate dell'Islam, congiunto del califfo, inviato del Profeta» e che nella primavera del 1922 aveva conquistato gran parte dell'emirato di Bukhara, i sovietici inviarono a loro volta uno dei fondatori e capi dell'Armata Rossa, il conquistatore di Bukhara: il loro Napoleone. Nato a Bishkek nell'attuale Kirghizistan (35), Mikhail Frunze conosceva bene quei luoghi e quelle genti: e non era estraneo alle loro aspirazioni, tanto che aveva imposto a uno dei suoi figli un nome fatidico, Timur, lo stesso del grande conquistatore. L'armata del 'jihad' e quella della Rivoluzione si scontrarono tra primavera ed estate del 1922, ed Enver Pasha cadde il 4 agosto di quell'anno, si disse guidando una carica suicida contro le mitragliatrici sovietiche, ma in realtà le circostanze della sua fine non furono mai veramente chiarite. I suoi seguaci 'bamaci' - turco-mongoli, ma anche nordiranici tajiki - continuarono a lungo a combattere: i sovietici li fecero oggetto per tutti gli anni Trenta d'una repressione ancor più feroce di quanto non lo fosse la loro stessa guerriglia. Tre anni dopo la morte di Enver, sarebbe scomparso anche il suo antagonista. Il Comitato Centrale del Partito egemonizzato da Lev Trotskij decise che Frunze, ammalato d'ulcera, dovesse venir sottoposto a un'operazione chirurgica: la quale naturalmente fallì. I suoi figli furono affidati a uno dei suoi pochi sinceri amici, Kliment Iefromovich Voroshilov, che da allora avrebbe sempre detestato Trotskij e non sarebbe stato estraneo alla sua fine. Quanto a Frunze, la sua avventura e le poco chiare circostanze della sua morte sono allusivamente rievocate in un purtroppo da noi poco noto libro-denunzia di Boris Pil'njak, 'Povest' nepogashennoi luni' (Racconto di una luna non estinta), del 1926, ristampato a Mosca nel 1990' (pag 227) [(35) Durante il periodo sovietico la città ha difatti portato il nome di Frunze; ivi, ancor oggi, una statua bronzea a cavallo e un piccolo museo lo ricordano] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]  
 
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