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Pearl Harbor: attraverso quattro intercettazioni, Roosevelt apprese dell'azione militare giapponese PDF Stampa E-mail
STINNETT Robert B., Il giorno dell'inganno. La verità su Pearl Harbor. IL SAGGIATORE. MILANO. 2004 pag 479 8°  personaggi, prefazione, appendice A. Proposta d'azione di McCOLLUM; appendice B. Ricerche per 'Il giorno dell'inganno'; appendice C. Una serie di avvenimenti del governo degli Stati Uniti; appendice D. Documenti scelti dei servizi informativi, 1940-1941; appendice E. Trentasei americani autorizzati a leggere le intercettazioni diplomatiche e militari giapponesi nel 1941; note, foto illustrazioni, indice nomi argomenti località; Collana Net Storica. 'Questo libro è dedicato allo scomparso esponente democratico del Congresso John Moss (rappresentante della California), a cui si deve la legge sulla libertà di informazione (Freedom of Information Act). Senza tale legge, questo libro non avrebbe visto la luce. Robert B. Stinnett, militare nella Marina degli Stati Uniti dal 1942 al 1946 e più volte decorato, ha lavorato come giornalista e fotografo per la Dakland Trbune fino al 1986, quando si è dimesso per dedicarsi al libro su Pearl Harbor. Esperto della guerra del Pacifico, ha collaborato con la BBC e la rete giapponese NHK'. ['Dopo il ritorno alla Casa Bianca, il 1° dicembre, Roosevelt discusse per più di un'ora con il ministro della Marina Knox, il segretario di Stato Hull e con l'ammiraglio Stark, l'unico ufficiale militare presente. Almeno quattro messaggi diplomatici tra Giappone e Germania attendevano il presidente. Durante l'ultima settimana di pace, il ministro degli Esteri giapponese, Shigenori Togo, il suo ambasciatore in Germania, il barone Hiroshi Oshima, e l'ambasciatore di Washington Kichisaburo Nomura, furono loquaci nelle loro trasmissioni puntolinea come lo era stato l'ammiraglio Nagumo (12). Attraverso queste quattro intercettazioni, Roosevelt apprese che l'azione militare giapponese era vicina. Tutte e quattro furono raccolte da una delle postazioni di ascolto del Pacifico, la stazione SAIL di Seattle, che ascoltò di nascosto le trasmissioni radio del ministro degli Esteri e i messaggi inviati in codice Purple, il più sicuro dei sistemi di codifica per le missioni diplomatiche d'oltreoceano. Un'intercettazione della stazione SAIL del 28 novembre riporta: "Nel giro di pochi giorni i negoziati tra Stati Uniti e Giappone saranno di fatto interrotti, non date l'impressione che i negoziati siano già cessati". Seguirono altri due dispacci di Togo; contenevano istruzioni per l'ambasciatore Oshima a Berlina e fornivano ulteriori informazioni circa le intenzioni del ministro degli Esteri. Erano diretti a Adolf Hitler e al suo ministro degli Esteri, Joachim von Ribbentrop. Uno di questi dispacci recitava: "Comunica loro in massima segretezza che esiste un serio pericolo che la guerra possa scoppiare improvvisamente tra le nazioni anglosassoni e il Giappone attraverso qualche scontro d'armi. Potrebbe accedere più in fretta di quanto si possa immaginare". Roosevelt chiese una copia del messaggio da conservare nel suo archivio personale (13). Sebbene nessuno dei dispacci in codice Purple citati sopra menzionasse Pearl Harbor come bersaglio dell'attacco, una quinta intercettazione ricevuta a metà settimana avrebbe eliminato qualsiasi dubbio' (pag 209)] [(12) Cfr. i messaggi del ministro degli Esteri Shigenori Togo in PHPT 12 pag. 195 (Togo all'ambasciatore Nomura a Washington: "Non dia l'impressione che i negoziati si siano interrotti", 28 novembre 1941), pag 204 (un messaggio in due parti dall'ambasciatore Oshima a Berlino: "Comunichi a Hitler che esiste un estremo pericolo che scoppi la guerra con gli Stati Uniti", 30 novembre 1941), pag. 206 (Togo all'ambasciatore Oshima a Berlino: "gli Stati Uniti considerano il Giappone un nemico", 30 novembre 1941), pag. 208 (Togo all'ambasciatore Nomura a Washington: "Per impedire che gli Stati Uniti diventino eccessivamente sospettosi dica che i negoziati sono ancora in corso", 1° dicembre 1941); (13) Per la richiesta di F.D.R. di avere una copia del dispaccio di "estremo pericolo", cfr. Feis, Herbert, 'The Road to Pearl Harbor', Princeton University press, 1950, pag 346] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 

 
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