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1941. Armata Rossa: nuovo gruppo di comando selezionato in base al successo in battaglia PDF Stampa E-mail
ERICKSON John, Storia dello Stato Maggiore sovietico. FELTRINELLI. MILANO. 1963 pag 783 8°  prefazione, introduzione, note, cartine tabelle, appendice: generale, prima, seconda, terza, quarta, Fonti e bibliografia, Cenni biografici delle più importanti personalità militari, traduzione di Elena SPAGNOL VACCARI, I fatti e le idee. John Erickson è nato nel 1929, ha compiuto studi storici a Cambridge perfezionandosi poi in lingue e storia slave. E' considerato uno specialista di storia dell'Estremo Oriente e della Russia. Ha insegnato scienze politiche all'Università di Manchester. Ha condotto numerosi studi su argomenti politico-militari. ['Mentre l'Armata Rossa mobilitava quelle riserve della cui inesistenza il comando tedesco si riteneva sicuro, Stalin affidava la difesa di Mosca agli ufficiali che avevano dimostrato la loro abilità nelle battaglie dell'estate e dell'autunno e che erano riusciti a sopravvivere. Il nuovo gruppo di comando era passato attraverso un'esperienza di guerra breve ma terribilmente intensa nell'autunno del 1941. La salvezza dell'Armata Rossa fu forse dovuta fondamentalmente al fatto che il suo comando riuscì a mettere in campo un piccolo ma sceltissimo gruppo di ufficiali capaci di adattarsi alle esigenze della situazione. Il fatto che i posti chiave fossero affidati a nuovi ufficiali è di per sé un indizio della rivolta contro gli incompetenti che avevano al loro attivo solo le lontane esperienze della guerra civile. Non vi fu nulla di spettacolare in questa trasformazione del comando: si trattò essenzialmente di un'altra purga, il cui criterio era però, questa volta, il successo sul campo di battaglia. La "tattica lineare" - con questo termine i quadri di comando dell'Armata Rossa definirono la prima fase della guerra russo-tedesca - sarebbe stata più tardi giudicata da Stalin "stupida e dannosa". Solo adesso si cominciava a capire cosa fosse, e ad applicare nella pratica quell'arte della "cooperazione" di cui s'era tanto parlato fin dal 1933. Alcuni degli uomini nuovi avevano capito che cosa era necessario oggi; e quelli che non lo avevano capito erano caduti nelle battaglie contro un nemico esperto, nei distretti di frontiera o in regioni più interne. Dovator aveva dimostrato la sua abilità nei contrattacchi presso Smolensk, Katukov, il vincitore di Mtsenk, fu promosso al grado di generale mentre la sua brigata corazzata era insignita del nome della 1° Brigata Corazzata delle Guardie (11 novembre 1941). Rotmistrov, i cui pochi carri armati erano stati distrutti in uno scontro contro forze troppo superiori nel Distretto Militare del Baltico, aveva dato della sua energia prove sufficienti perché gli fosse affidato un nuovo comando di unità corazzate vicino a Mosca. Vlasov, che aveva combattuto sino all'ultimo in Kiev e poi si era aperto a forza una strada fuori dell'accerchiamento tedesco, ebbe il comando di una delle formazioni che difendevano Mosca. Il comando del fronte rimase a Zukov, la direzione della 'Stavka' a Saposnikov, ... e l'ultima parola a Stalin' (pag 629-630)] [ISC Newsletter N° 92] ISCNS92TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 
 
 

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