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Disuguaglianza economica. I conti di Raymond Aron. PDF Stampa E-mail
ARON Raymond, Saggio sulla destra. Il conservatorismo nelle società industriali. GUIDA. NAPOLI. 2006 pag 142 8°  introduzione note elenco delle opere citate nel volume e relative edizioni postfazione di Alessandro CAMPI; traduzione dal francese di Sarah DEL-MEGLIO a cura di Alessandro CAMPI; Leviathan, Collana diretta da Agostio CARRINO. ['Si possono distinguere tre tipi di disuguaglianza: a livello di ripartizione dei beni, a livello di redditi propriamente capitalistici (redditi di capitale, profitto) e a livello di salari e stipendi. Le ragioni morali e persino sociali per denunciare la concentrazione di beni o profitti rimangono le stesse, ma i 'radicali' riconoscono che sopprimere l'eredità o eliminare i dividenti non influirebbe in maniera significativa sul tenore di vita delle masse. Le riforme laburiste non hanno colmato il divario tra la donna di servizio e il lord che circola in Rolls Royce: hanno dimostrato quanto fosse vana l'illusione che la ridistribuzione dei redditi capitalistici possa elevare in modo considerevole il tenore di vita delle masse. In Gran Bretagna, nel 1955, salari e stipendi ammontano a 10.040 milioni di sterline; il totale dei redditi privati arriva a 15.688, mentre quello dei redditi capitalistici (rendite, dividendi, interessi) a 1.702. La ridistribuzione di tutti i dividendi tra milioni di salariati frutterebbe ad ognuno di loro solo qualche scellino in più alla settimana. Pochi anni di sviluppo, invece, arricchiscono i lavoratori più della spoliazione dei ricchi. Negli Stati Uniti, l'ideologia della libera impresa e della concorrenza è parte integrante del credo nazionale. Pianificazione e proprietà collettiva vengono assimilate all'Unione Sovietica e, quindi, al male. Inseparabile da fallimenti e da successi sul mercato, la disuguaglianza dei redditi appare legittima quanto il regime di cui è l'espressione. Allo stesso tempo, il progresso economico gonfia il numero dei redditi medi riducendo quello dei redditi bassi, mentre la quantità dei redditi molto consistenti aumenta appena. Il numero delle famiglie o delle persone sole che guadagnano meno di 1.000 dollari (3) è diminuito del 44% tra il 1941 e il 1955. Quello delle famiglie e delle persone che guadagnano tra i 1.000 e i 2.000 dollari è sceso del 29%. La categoria tra i 2.000 e i 3.000 è calata dell'8%. In compenso la fascia tra i 3.000 e i 4.000 dollari è aumentata del 53%, quella tra i 4.000 e i 5.000 del 57%, quella tra i 5.000 e i 7.500 del 96%, quella tra i 7.500 e i 10.000 del 92%, quella tra i 10.000 e i 15.000 del 103%, quella tra i 15.000 e i 20.000 del 79%, quella tra i 20.000 e i 25.000 dell'80% e quella al di sopra dei 25.000 dell'8%. Sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti, le grandi compagnie capitaliste pagano al fisco o decidono di investire una parte considerevole degli utili lordi. La tassazione sugli scaglioni più elevati dei redditi privati è enorme: equivale quasi a un'espropriazione. Ne consegue che il tenore di vita delle masse, 'nei paesi con una civiltà industriale sviluppata', dipende più dallo sviluppo che dalle leggi sociali. E' logico, quindi, che i dibattiti più accesi vertano sul metodo di sviluppo piuttosto che sul criterio di ridistribuzione dei redditi' (pag 66-67) [(3) Si tratta di redditi 'reali', non nominali] [ISC Newsletter N° 91] ISCNS91TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 

 
 
 
 
 
 

 
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