spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
Home arrow News arrow Il dibattito su come far ripartire l'economia italiana nel 1947
Il dibattito su come far ripartire l'economia italiana nel 1947 PDF Stampa E-mail
RICOSSA Sergio TUCCIMEI Ercole  a cura, La Banca d'Italia e il risanamento post-bellico, 1945-1948. EDITORI LATERZA. BARI. 1992 pag VIII 658 8°  presentazione di Carlo Azeglio CIAMPI abbreviazioni introduzione di Sergio RICOSSA note tabelle appendice documenti cronologia, Ministri responsabili dei dicasteri economici, L'assetto istituzionale della Banda d'Italia (1945-1948), Biografie dei personaggi citati, opere citate, indice cronologico e sintesi dei documenti, indice nomi enti e istituzioni argomenti; Collana Storica della Banca d'Italia, comitato di coordinamento: Paolo BAFFI Guido CARLI Carlo Azeglio CIAMPI Pierluigi CIOCCA Franco COTULA Antonio FINOCCHIARO Giorgio SANGIORGIO consulente scientifico per la serie documenti Carlo M. CIPOLLA; Serie Documenti volume X. ['Non di meno gli atti di fede dei banchieri non dovevano essere totalmente campati in aria, bensì fondarsi su una ragionevole speranza di investire per un aumento utile della capacità produttiva di reddito. Nel pensiero einaudiano, gli aspetti monetari e gli aspetti reali di un problema economico non mai disgiunti. Se i depositi volontari del pubblico verso le banche non bastassero, potrebbe intervenire perfino lo Stato a fornire i miliardi in più, con un aumento dei biglietti in circolazione; ma perché non fossero biglietti fabbricati a vuoto, perché non si limitassero a far aumentare i prezzi, bisognava pur sempre che alla nuova massa di circolazione corrispondesse in breve un appropriato incremento della produzione, ossia di merci gettate sul mercato (158). Ciò si verifica in grande, secondo Einaudi, in un unico caso, che non si attagliava all'Italia del 1947. «Quell'unico caso fu illustrato dall'amico Bresciani nel libro classico su 'La caduta del marco tedesco' e in numerosi articoli. Ridotto in moneta spicciola, lo si può formulare così: esiste in un paese un insieme di fattori produttivi disoccupati? Ci sono cioè in un paese, non solo centinaia di migliaia o milioni di operai disoccupati, ma ci sono anche contemporaneamente ed in giusta proporzione fabbriche inerti, macchinari che non lavorano, scorte abbondanti che nessuno acquista, mucchi di carbone sui piazzali che vanno a male, milioni di kwh di energia elettrica producibile che nessuno domanda? Se così è, 'può darsi' che una iniezione artificiale di moneta-biglietti o di moneta bancaria serva a mettere in moto la macchina arrugginita (159). Così non era nell'Italia del 1947, secondo Einaudi, che pertanto respingeva il ragionamento, o il sofisma, di ispirazione keynesiana. Baffi, da parte sua aggiungerà che, sebbene egli personalmente avesse «recepito almeno in parte l'insegnamento contenuto nella famosa proposizione [keynesiana] secondo cui "il risparmio è un mero residuo; le decisioni di consumare e investire insieme prese determinano il reddito"», nemmeno lui ne era «del tutto persuaso». Lo disturbava soprattutto il fatto che Keynes «avesse costruito, sia pure come prima approssimazione alla realtà, un modello che ignora il vincolo della bilancia dei pagamenti [internazionali]» (160)' (pag 75-76, dall'introduzione di Sergio Ricossa)  [(158) Einaudi, 'Il sofisma', cit.; (159) Ibid.; (160) Baffi, Testimonianze, cit., p. 112] [ISC Newsletter N° 92] ISCNS92TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
< Prec.   Pros. >
spacer.png, 0 kB

Cerca nel sito

spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB