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'Imprecisioni, errori e punti deboli: in che modo i negazionisti distorcono la storia' PDF Stampa E-mail
SHERMER Michael GROBMAN Alex, Negare la storia. L'olocausto non è mai avvenuto: chi lo dice e perché. EDITORI RIUNITI. ROMA. 2002 pag 367 8°  presentazione di Daniele FIORENTINO prefazione di Arthur HERTZBERG, nota terminologica: 'Perché i «revisionisti» dell'Olocausto in realtà sono dei negazionisti', ringraziamenti; introduzione note bibliografia (pag 352-367); traduzione di Savina TESSITORE; Collana Biblioteca - Storia. Michael Shermer è fondatore ed editore della rivista 'Skeptic'. Docente di Storia della scienza all'Occidental College. Alex Grobman è uno storico ed è presidente del Brenn Institute. ['Il primo prestigioso «revisionista» dell'Olocausto è stato il socialista francese Paul Rassiner, che durante la guerra aveva preso parte a un movimento di resistenza pacifista in Francia. Dopo aver aiutato gli ebrei a superare clandestinamente la frontiera verso la Svizzera, fu arrestato dalla Gestapo nel 1943 e passò il resto della guerra in campi di concentramento come Buchenwald e Dora. Dopo la guerra Rassiner sottolineò risentito le inesattezze nei resoconti della vita nei campi forniti dai sopravvissuti, tra cui anche l'affermazione secondo cui a Buchenwald c'erano le camere a gas. Scivolò sul terreno del revisionismo e della negazione quando smise di interpretare questi resoconti come normali travisamenti e confusioni, che si verificano in ogni testimonianza oculare, e cominciò a ipotizzare che queste persone stessero deliberatamente mentendo. A partire da questa supposizione dedusse che anche il numero dele vittime tra gli ebrei doveva essere stato esagerato, e nel suo libro 'Debunking the Genocide Myth: A Study of the Nazi Concentration Camps and the Alleged Extermination of European Jewry', pubblicò una sua stima personale secondo cui i morti erano solo un milione e mezzo circa. A esclusione del libro di Butz (1), che stranamente è ancora in circolazione, nonostante sia stato pubblicato più di vent'anni fa, questi volumi hanno tutti ceduto il passo al 'Journal of Historical Review', organo dell'Institute for Historical Review (Ihr). Il periodico dell'istituto, insieme al suo congresso annuale, è diventato il punto focale di questo movimento popolato da un manipolo di individui altamente motivati che comprende il direttore Mark Weber, l'autore e biografo David Irving, l'ex professore Robert Faurisson, l'editore Ernst Zündel e, curiosamente, un negazionista di origine ebraica, David Cole' (pag 80)] [(1) A. Butz, 'The Hoax of the Twentieth Century', Newport Beach, California, Institute for Historical Review, 1976] [ISC Newsletter N° 91] ISCNS91TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
  

 
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