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Dibattito sull'uso del termine "contraddizione" a proposito del rapporto tra uomini liberi e schiavi PDF Stampa E-mail
DE-STE. CROIX Geoffrey E.M., Marx e la storia dell'antichità classica. Estratto da 'Marxismo e società antica' a cura di Mario Vegetti. [FELTRINELLI. MILANO. 1977] pag 289-324 8° (F)  note bibliografia. Tit. orig.: 'Karl Marx and the History of Classical Antiquity', in "Arethusa", 8, 1975, pp. 7-36. ['Capisco che alcuni che si considerano marxisti, o che sono stati influenzati dal pensiero marxista, possano volere applicare un termine differente, "contraddizione", a quelle che io considero situazioni di conflitti di classe che non implicano azioni 'politiche' o 'autocoscienza' di classe da alcuna parte. Così, in un articolo che ho citato nella prima parte di questo saggio, J.P. Vernant (*), sulla base della distinzione di Parain (**) tra "contraddizione fondamentale" e "contraddizione principale o dominante", poteva parlare della "opposizione tra gli schiavi e i loro proprietari" come della "contraddizione fondamentale" della società schiavistica greca, distinguendola rispetto alla "contraddizione principale": questa è identificata nella lotta di classe solo all'interno del corpo dei cittadini, tra ricchi e poveri, perché "è nel quadro della vita politica che si è costituita e svolta la lotta di classe". Non mi è chiaro se egli accetterebbe di considerare gli schiavi greci come una classe in pieno senso marxiano. Ora è vero che anche lo stesso Marx poteva parlare di "contraddizione", ad esempio tra i rapporti di produzione e le forze produttive, tra il carattere sociale della produzione e l'appropriazione privata dei suoi prodotti da parte di pochi, tra la proprietà privata della terra e l'agricoltura razionale, tra il valore d'uso e il valore di scambio; ma non è affatto sua caratteristica (14) descrivere una situazione di quella che si è definita lotta di classe come una "contraddizione": questa terminologia è più spesso reperibile in Engels e specialmente in Lenin e Mao Tse-Tung (15). Per me, la distinzione tra "contraddizione principale" e "contraddizione fondamentale" è pura produzione verbale e non veicola alcun concetto utile. E, in ogni caso, sono riluttante a impiegare il termine "contraddizione" in un senso peculiare che non è stato ancora stabilito nella lingua inglese e accettato nell'uso corrente (come senza dubbio avviene in francese) (...). Preferirei parlare di "lotte" "conflitti", "antagonismi", "opposizioni" o "tensioni di classe", che si presentano (in un certo senso) come il risultato di "contraddizioni"' (pag 305-306) [(14) In un passo della Terza parte dell''Ideologia tedesca' Marx e Engels parlano di "contraddizione nell'antichità tra uomini liberi e schiavi, nel medio evo tra nobiltà e servi, in epoca moderna tra borghesia e proletariato" - una formula poco felice per quanto riguarda l'antichità, contro cui ho già polemizzato in questo saggio; (15) Ho osservato come Mao, nel saggio 'Sulla contraddizione', parli della "contraddizione tra le classi sfruttatrici e le sfruttate" (scoperta, egli dice, da Marx e Engels): egli pensa che essa debba svilupparsi fino a un certo stadio prima che "assuma la forma di un aperto antagonismo". C'è, in questo saggio, qualche discussione molto acuta sui principi che dovrebbero guidare un marxista posto di fronte a un tipo di situazione rivoluzionaria come quella in cui Mao si trovava nel 1937; (...)] [(*) J.P. Vernant, 'Remarques sur la lutte de classe dans la Grèce ancienne', in 'Eirene', 4, 1965, pp. 5-19; (**) C. Parain, 'Les caractères spécifiques de la lutte de classes dans l'antiquité classique', in 'La Pensée', 108, 1963, pp. 3-25] [ISC Newsletter N° 88] ISCNS88TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]

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